Cosa fare per gestire e vincere per sempre la paura del prof stronxo

come combattere l'ansia

Come combattere l’ansia quando il professore ti carica di stress pre esame

Oggi vediamo quando e come combattere l’ansia prima e soprattutto durante un esame, quando in realtà quello che nasconde è la paura del professore troppo severo.

Come sappiamo l’ansia da prestazione è una componente inevitabile della nostra vita quotidiana. Da altre mega guide sappiamo già che sapere come gestire l’ansia mentre studiamo è fondamentale almeno quanto imparare come calmarsi durante l’esame.

Ma qui parliamo di quel terrore che ti prende quando hai di fronte un prof che tratta male tutti, urla, sbatte fuori anche quelli preparati, e ha il potere di tenerci bloccati all’università per un altro anno se solo osiamo contraddirlo.

Infatti ogni volta che ci troviamo di fronte a qualcosa di sconosciuto, anche come affrontare un esame universitario, oppure di già conosciuto e che ci ha fatto soffrire in passato, ecco che l’ansia si affaccia nella nostra vita.

La figura di autorità, rappresentata dal professore, risveglia in noi la paura che avevamo da bambini rispetto ai grandi.

Così a un esame, test o concorso, l’ansia da prestazione può aumentare in maniera esponenziale.

Persino se abbiamo studiato seguendo le indicazioni del Corso Base Gratuito MemoVia e sappiamo le cose bene, l’ansia può renderci poco capaci addirittura di concentrarci e studiare adeguatamente e, peggio ancora, di affrontare con serenità ed equilibrio la prova.

Come combattere l’ansia con la sincerità, che forse non paga ma ti toglie la paura degli esami universitari

“Domani ho un esame, sono terrorizzata, non so perché. Sono continuamente in ansia ma stavolta è davvero troppa e senza ragioni.”

L’ansia senza motivo non esiste. Se stessimo camminando in una palude forse sì, ma qua stiamo parlando di esami.

Ce la facciamo spesso la domanda del tipo: “Domani ho un esame e me la sto facendo sotto dalla paura. Ce la farò a rispondere a tutto quello che mi chiede?”

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Ho una buona notizia e una cattiva su come gestire l’ansia.

La cattiva è che ci capiterà sempre di
– non superare un esame
– soffrire per amore
– avere sfighe al lavoro
– stare in mezzo agli str++zi

Per capire come combattere l’ansia devi sapere che tipo di studente sei

La buona è che se siamo in una categoria di persone, ce la caviamo alla grande!
Vediamo a che categoria di studenti appartieni, con questo micro test:

1° categoria (quella che si incasina):

  • Ti disperi.
  • Poi fai finta di niente sperando che scompaia.
  • Oppure cerchi una scorciatoia.
  • Ma non cambia niente e rimani spaventato come un topo.

2° categoria (quella bella):

  • Dici “Houston abbiamo un problema”.
  • Poi metti la testa nella bocca del leone.

Che significa? Te lo dico subito.

Esami orali università: come combattere l’ansia e sconfiggere la fobia degli esami prima che diventi ingestibile

Ora immagina questa scena.

Finisci di leggere questa mega guida su come combattere l’ansia. e capisci uno dei meccanismi base che la fanno nascere.

Il meccanismo, per dirla in due parole, è “Mi mostro forte e inattaccabile, sono una roccia, nulla può scalfirmi”

Insomma fingere di non averla. E’ per questo che l’ansia cresce davanti al professore: perché in quella situazione non è socialmente accettata e devi mantenere un certo “aspetto.”

Quindi decidi di mostrarti vulnerabile. Smetti di fingere. Ammetti che non ce la fai, e chiedi aiuto.
Affronti le tue paure.
E siccome ti muovi per cambiare le cose, le paure scompaiono.

DIFFICILISSIMO! Il rovescio della medaglia?
Non aspettarti che gli altri siano onesti come te.
Né di piacere di più.

Non tutti capiscono che rispettarsi vuol dire essere diversi e separati.
Onesta e vulnerabilità non sono due caratteristiche di moda!

Ma perché dovresti mostrarti vulnerabile davanti al professore? Ci sono motivi molto importanti, che derivano da indicazioni scientifiche ormai risapute.

Però non voglio appesantirti con le ricerche, così ti racconto una storia che ti aiuta a capire bene senza fare fatica.

La vera storia di Davide e Golia ci insegna come controllare e combattere l’ansia e la paura quando stanno per renderci incapaci

Qualche tempo fa mi sono imbattuto in un interessante discorso sulla paura, di Michael Gladwell (video), tratto dalla conferenza TedEx di New York e intitolato “La storia sconosciuta di Davide e Golia“.

Facciamo un viaggio indietro di 3000 anni, in una zona del Regno d’Israele chiamata Shephelah, una bellissima serie di valli che collega i monti alla costa passando per querceti e campi di grano.

Sulle coste vivevano i Filistei, popolo di marinai desiderosi di occupare la zona degli altipiani; dall’altro lato il Regno di Israele, guidato dal re Saul, il quale venuto a conoscenza delle loro intenzioni decide di schierare il suo esercito davanti la splendida valle di Elah.

I due eserciti si ritrovano dunque l’uno di fronte all’altro e così rimangono per settimane, ciascuno sulla sua montagna, perché quello che decidesse di scendere a valle risulterebbe completamente esposto all’altro durante l’attacco.

A questo punto i Filistei inviano il loro guerriero più potente nella valle, chiedendo di fare la stessa cosa agli Israeliti, per sbloccare l’impasse: il vincitore del duello decreterà la vittoria del suo intero esercito, evitando peraltro spargimenti di sangue.

Davide ci fa mostra come combattere l’ansia e la paura di qualcosa di molto più grande e forte di lui

Il guerriero filisteo è Golia, un gigante, armato fino ai denti e terrificante, tanto che nessuno vuole battersi con lui. Un giovane pastore però si offre, Davide, dicendo “Re Saul, ho difeso il mio gregge contro leoni e lupi per anni. Posso farcela.”.

Rifiuta persino l’armatura offerta dal Re, raccoglie cinque pesanti sassi, li mette nella sua borsa e scende verso il terribile gigante.

Questi se ne sente addirittura insultato, vede che il ragazzo ha con sé solo un bastone, e dice “Sono forse un cane, perché tu venga da me con dei bastoni?”. Ma il pastorello, imperterrito, prende una pietra, la mette nella fionda, la fa roteare, la lancia e colpisce il gigante in mezzo agli occhi, mandandolo lungo lungo per terra privo di sensi!

Poi gli prende la spada e gli taglia la testa. Fine della battaglia.

Cosa c’entra questa storia con il sapere come combattere l’ansia?

In teoria la morale della storia dovrebbe essere: a volte un debole, seppure sfavorito e male attrezzato, con l’astuzia e senza paura può vincere su qualcuno di molto forte, completamente equipaggiato… anche se ciò risulta piuttosto improbabile.

Ma vediamo meglio i particolari della storia, e cerchiamo di capire come mai Davide sembra non avere paura del gigante: nella realtà la fionda che Davide usa non è un gioco per bambini, bensì un’arma devastante, che rilascia un sasso o proiettile alla velocità di 35 metri al secondo, con precisione estrema (i frombolieri erano infatti famosi e temuti perché così precisi da riuscire a colpire persino un uccello in volo). Praticamente un proiettile calibro 45.

Davide ha paura lo stesso, e tanta. Il fatto che non lo dica non vuol dire che non ce l’abbia. Però è  anche coraggioso, perché ha affrontato tanti avversari più forti di lui in precedenza. E, dettaglio non da poco, sa usare la “pistola”.

Paura università: come combattere l’ansia davanti al prof che maltratta tutti

Il povero Golia avrebbe preferito di certo un corpo a corpo, appesantito com’era da 50 kg di armatura. Questo lo rende un bersaglio facile per Davide.

Ma c’è dell’altro: Golia non è quello che sembra essere. La Bibbia dice che Golia è condotto sul fondovalle per mano, da un ragazzo; si muove lentamente; quando vede Davide grida “Sono forse un cane che devi venire da me con dei bastoni?”, nonostante Davide ne porti con sé solo uno.

La realtà è che Golia era probabilmente affetto da una forma di gigantismo, chiamata acromegalia, causata da un tumore benigno che preme sulla ghiandola pituitaria. Dovete sapere che il tumore pituitario, crescendo, spesso inizia a comprimere i nervi visivi del cervello, con il risultato che le persone con acromegalia hanno una visione doppia o sono fortemente miopi.

Così gli Israeliti lassù sul crinale quando lo vedono pensano che sia un nemico straordinariamente potente. Quello che non sanno è che la fonte della sua forza apparente è anche la fonte della sua più grande debolezza.

Insomma, i giganti non sono così forti e potenti come sembrano. E a volte il pastorello non sembra avere paura perché ha una fionda in tasca.

Credi che i docenti non abbiano ansia? Hai mai provato a chiederglielo? Ho incontrato tantissimi docenti nella mia vita, molti di loro sono stati allievi del corso MemoVia.

Tutti volevano studiare le lezioni da esporre ai propri alunni in meno tempo e con la sicurezza di non fare brutte figure davanti a loro al momento della spiegazione.

L’ansia però non si risolve solo studiando a perfezione. I docenti con cui ho parlato mi hanno tutti raccontato che per loro sarebbe stato impossibile dire ai propri ragazzi di essere, nel momento della lezione, in preda all’ansia. Si sarebbero sentiti ridicoli e poco professionali.

Così decidevano di tenerla per sé e ciò, nella maggior parte dei casi, li rendeva apparentemente ostili, nervosi, irritabili, aggressivi.

Come combattere l’ansia da prestazione anche se il prof sembra  davvero “cattivo”

Hai mai visto 8 mile? Ti sembrerà incredibile ma quel film, e la storia di Eminem in generale, danno indicazioni formidabili su come superare l ansia in situazioni che ti minacciano. Ne parlo in questo breve video:

Negli anni ho letto (e forse è capitato anche a te) tantissimi articoli che insegnerebbero a gestire l’ansia da prestazione. Alcuni suggeriscono di:

  • stare attenti alle domande che ti fai (es. “Perché non riesco a studiare bene?) e di cambiarle (es. “Come posso riuscire a studiare meglio?”)…
  • Concentrarti sulla prova e su ciò che hai studiato…
  • “distaccarti” dall’ansia e di guardarti dall’esterno, in modo da poter prendere le decisioni giuste, un po’ come farebbe un amico che ci da un consiglio…

Sì vabbe”, UNA PAROLA!

Le tecniche anni 80 non insegnano di certo come combattere l’ansia!

Ma hai idea di quanto possa essere difficile fare un lavoro del genere MENTRE sei in preda all’ansia? Ogni volta che sento queste cose mi viene da ridere perché, per pura curiosità, le ho provate tutte. Non ne funziona neanche una.

L’unica cosa che funziona e veramente seria da fare, per imparare come gestire l’ansia, è parlare in un certo modo.

Pensa all’ultima volta che, in una situazione del presente o del passato, probabilmente un litigio, una discussione o un torto subito, avresti voluto esprimerti (ma non ti è riuscito) verso una persona, nonostante il disaccordo, il senso di fastidio, la critica ricevuta, l’orgoglio toccato, la paura di sbagliare. É certo che dentro di te senti ancora queste sensazioni.

Ora rifletti per un attimo sul perché ti senti così e chiediti: “Quando ho provato l’emozione nei confronti di quella persona, ho potuto o voluto esprimerla in modo congruente e trasparente?”.

Come combattere l’ansia verso una figura di autorità troppo severa

A volte siamo così concentrati su come curare l’ansia che dimentichiamo di fare le cose più semplici. Ci chiediamo come sconfiggere l’ansia con tecniche elaborate e non usiamo le strategie semplici, collaudate e che funzionano sempre.

Potremmo riassumere in modo semplicistico che Carl Rogers parla della congruenza come della capacità di sentire le proprie emozioni e riconoscerle, per poi scegliere se comunicarle all’esterno e in che modo. E pone delle domande:

“Sono trasparente, esattamente quello che sono? O sto mettendo su una facciata, una maschera?”

“ Il mio fuori è uguale al mio dentro?”

“Quello che mostro è la stessa cosa di quello che penso e sento?”

Uno dei presupposti del Counseling Rogersiano è quella che si chiama Accettazione Positiva Incondizionata di se stessi e degli altri, delle proprie sensazioni corporee ed emozioni.

Come combattere l’ansia con l’Accettazione Positiva Incondizionata

Una volta che senti l’ansia, o qualunque altra emozione spiacevole, la prima cosa da fare è ascoltare il tuo corpo, chiedendoti:

“Cosa sento esattamente? In che punto del corpo? Di cosa ho bisogno? Cosa mi sta chiedendo quella parte di me?”.

Non la negare, non usare strategie fai da te, ascolta il corpo e ricorda che l’ansia è adattiva, serve per prepararti a dare il meglio nel mondo.

Puoi dire a te stesso o persino condividere con chi ti sta intorno il fatto che ce l’hai, in che punto del corpo essa sia e perché ti sia venuta proprio in quel momento. Questo da subito ti permetterà di avvertire una progressiva diminuzione.

Se ciò non bastasse, puoi imparare a quantificarla. Quando riesci a concentrarti proprio sull’ansia, dalle subito un voto. Ti renderai presto conto che essa fluttua, non è sempre a un livello altissimo ma tende a salire e scendere a seconda di ciò che vedi nell’ambiente circostante o, ancor più, di ciò che pensi di te o di quel che stai facendo.

Ora che sai di averla, dove sia e quanto sia più o meno forte, concentrati gradualmente sulle singole parti del corpo e rilassale una a una, lasciandole invadere da una luce calda e morbida, con particolare attenzione al punto del corpo dove si è annidata la tua ansia da prestazione.

Una parola anche sull’usare la respirazione per ansia e paura.

Il principio è: continua a fare ciò che stai facendo, a studiare ed esercitarti, perché il segreto consiste proprio nel continuare a funzionare nonostante l’ansia, anzi usandola per andare avanti!

E nel frattempo… esercitarti a continuare a respirare. Co la respirazione anti ansia vedrai che passa.

Paura esami universitari: come combattere l’ansia da prof con un metodo di studio infallibile

Mentre approfondivo come combattere l’ansia, ho studiato tanto quello che si chiama Locus of Control, e che viene molto usato dai terapeuti che insegnano come curare l’ansia ai loro pazienti.

Significa credere che hai il potere di controllare e cambiare le cose o meno.

– Se il controllo è esterno, i casini sono colpa degli altri.

Pensi che quando fallisci ti molleranno tutti come una scarpa vecchia.
Immagini catastrofiche di te persona triste e sola al ciglio della strada.
Meglio una vita senza rischi eh?

– Se il controllo è interno, la tempesta può essere fortissima, ma te ne fotti.

Perché tanto tu FAI, un passo al giorno. Piccoli compiti meno spaventosi.

Un pezzetto di esame al giorno. Un pezzo di lavoro al giorno. Un po’ come fare una doccia. Solo che lo fai con metodo, come quello del Corso Base Gratuito MemoVia.

Per me la sicurezza è sapere che ce la farò, nonostante tutto. Perché le navi non sono fatte per stare nel porto.

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