Come funziona il cervello quando apprende e come farlo funzionare meglio

metodi di studio

La Regina di tutti i metodi di studio efficaci

Prima di iniziare voglio che tu sappia che ho deciso di non insegnarti tutto sui metodi di studio efficaci in una sola guida.

A parte che le cose da sapere sono davvero tante, ma poi vanno messe anche in pratica no? Quando le cose da leggere sono troppe, molti danno uno sguardo veloce e poi le mettono da parte, nell’attesa di avere tempo per leggere tutto insieme.

L’apprendimento diluito è sempre meglio di quello massivo.

Così, divideremo il tutto in alcuni passaggi:

  • potrai fare tue e mettere in pratica giorno per giorno le tantissime cose che ti scriverò
  • se segui il sito MemoVia e hai fatto l’iscrizione al Corso Base Gratuito MemoVia, procederai per passi di difficoltà crescente, così da padroneggiarli.

Siccome la fretta non porta a nulla di buono, passeremo gradualmente dalla teoria alla pratica. Abbi pazienza nel leggere la teoria, è fondamentale per capire come e perché studiare in un certo modo.

Sapere come funziona il cervello è la base fondamentale per imparare a usare bene i consigli che ti darò in tutte le Guide.

Ogni cosa che trovi sul sito MemoVia deriva proprio dalla necessità di risolvere alcuni problemi ricorrenti nello studio. Oggi ti darò la descrizione abbastanza completa delle difficoltà che lo studente incontra nelle sue giornate di fatica, insieme ad alcune semplici proposte per risolverli.

Il nostro obiettivo sarà eliminare tutti gli errori che hai fatto finora.

Voglio che tu usi in modo davvero produttivo il tempo che hai a disposizione per studiare e prepararti a una prova scolastica, un esame, test o concorso. E voglio che tu lo affronti aumentando il più possibile il punteggio finale.

Credi nei metodi di studio miracolosi? Io non so fare magie

Non ti prometto di studiare 200 pagine in un’ora, ricordare tutto senza fatica, preparare 4 esami al mese e leggere 5000 parole al minuto.

giovanni fenu

Università da incubo Il tuo metodo di studio è frustrante, lento e NON ti dà sicurezza? Non mollare...

Abbiamo 1000 giorni di lezioni gratuite: PDF Premium, test, Infografiche, Mega-guide  e video formativi.

Ti offro solo strategie passo passo, dirette e semplici, che puoi fare tue subito e senza particolare sforzo. Niente tecniche faticose e dispendiose quindi.

Ti dovrai impegnare con costanza e otterrai risultati importanti. Come centinaia di studenti che seguono da tempo MemoVia, ti basterà leggere i miei materiali, sperimentare, sbagliare, riprovare.

So che sogni la bacchetta magica per risolvere tutti i tuoi problemi in pochi giorni. Ti consiglio di stare alla larga dalle troppe false promesse ed esagerazioni che leggi ogni giorno.

Le aspettative realistiche si scontrano presto con la realtà e potresti ritrovarti a dire che non esistono modi migliori di studiare.

Piuttosto, impegnati a cambiare modo di studiare per qualche mese. E’ un tempo ragionevole, che ne dici?

Fatta questa premessa doverosa, ti anticipo che in questa serie di Guide ti spiegherò:

  • come i vecchi e nuovi metodi di studio ti stanno rovinando, e di chi è la colpa
  • quali errori madornali si fanno quando si studia una qualsiasi materia
  • come funziona il cervello e come usare questa conoscenza per studiare meglio
  • tutte le regole da seguire per studiare al meglio e in meno tempo possibile
  • come superare prove scolastiche, esami, test e concorsi.
  • come fare al meglio, nella pratica e nel dettaglio, le attività classiche che vengono usate per studiare (ad esempio sottolineare, prendere appunti, schematizzare, ripetere, eccetera).

Perché forse perdi tempo quando provi a studiare

Passare ore sui libri è noioso, frustrante e certe volte ti dà la nausea il solo pensiero. Molte persone, in aggiunta. mancano totalmente di pianificazione. Iniziano a studiare e non hanno la minima idea di quanto è importante mettersi degli obiettivi e controllare ogni tanto se li stanno raggiungendo.

Senza un minimo di pianificazione, posso assicurartelo, non si va da nessuna parte e nella migliore delle ipotesi si viene sommersi dall’ansia e si vive nell’incertezza di farcela.

Tranquillizzati: più vai avanti, più la situazione potrebbe peggiorare.

Non voglio fare l’uccello del malaugurio però devi sapere che studiare ti costringe a fare una scelta, che non è solo rinunciare al tuo tempo libero. Se studi poco, la cosa migliore che ti può succedere è di non passare la prova. Tu dirai “Poco male, posso pur sempre riprovare finché non riesco”.

Ti hanno mai detto che il tempo è l’unica risorsa limitata nella vita? Pensa alle persone impegnate negli esami di maturità, i test di medicina, gli esami, i concorsi. Se si fallisce una volta, poi bisogna ricominciare da capo o aspettare il nuovo anno, la nuova sessione, il nuovo concorso…

Se studi tantissimo nel modo sbagliato, la situazione è ancora peggiore perché potresti arrivare a un punto di non ritorno in cui letteralmente non ce la fai più e inizi a pensare di mollare tutto. Te lo dico per esperienza.

Come funzioni coi tuoi metodi di studio tradizionali?

Vorrei iniziare con questa lezione, mista di teoria e pratica, con un velocissimo esercizio.

  1. Scegli le materie che studi abitualmente
  2. Per ogni materia, pensa al procedimento che segui ogni volta che decidi di studiare qualcosa, prepararti a una prova, esame o concorso, ecc. Leggi e ripeti? Scrivi appunti o riassunti? Sottolinei?
  3. Cosa non ti piace? Quali sono secondo te i punti deboli del tuo metodo?
  4. Dai un voto da 1 a 10 al risultato. Per me 10 è prendere almeno 28/30 all’esame, per intenderci; oppure superare il concorso che ti garantirà un posto di lavoro nella pubblica amministrazione, a vita.
  5. Dai un voto al risultato in relazione al tuo impegno e al tempo impiegato. Fai attenzione: se prima hai segnato 10 come voto per aver superato il concorso o l’esame, ora considera le ore di impegno richieste per farlo. Parliamo di studiare 8 ore al giorno per 1 anno (300 giorni circa di studio effettivo), 2400 ore per essere pronti per l’esame (ma non certi di superarlo) che voto meritano in termini di efficienza?

Alla fine dovresti ritrovare con situazioni simili a questa di esempio:

  • materia: Biologia
  • procedimento: leggo più volte, sottolineo, riassumo, ripeto.
  • punti deboli: ho bisogno di troppe riletture per capire, impiego troppo tempo a riassumere, ripetere mi affatica, col passare delle ore e dei giorni ricordo poco e devo ripassare molte volte, ho ansia.
  • risultato: 8
  • efficienza: 3

Qui tocchiamo subito un tasto dolente: se ad esempio hai passato gli ultimi 4 mesi a studiare, senza uscire, senza dormire per l’ansia, con la preoccupazione di non ricordare, procedendo a rilento e con frustrazione, soprattutto senza la certezza di superare la prova… e poi il docente ti da 28 all’esame, sarai pure felice del voto ma…

Quattro mesi? Avrebbe dovuto darti 47, in relazione all’impegno che ci hai messo!

Stessa cosa succede a scuola: un pomeriggio a studiare per un 6 scarso, quando va bene; tre pomeriggi per un voto buono o eccellente. Mezz’ora di studio equivale generalmente ad avere qualche concetto attaccato sulla fronte “a sputo”, pronto a scivolare lentamente via e a lasciare un bel vuoto durante l’interrogazione o il compito in classe.

Cattive abitudini costruite in 20 anni di metodi di studio scolastici

Molte persone non studiano a scuola o non intraprendono neanche lo studio per un esame importante o per un concorso, perché non hanno la sicurezza di superarlo.

Sanno che il metodo di studio che conoscono non è adeguato a quel tipo di studio, a quella gran quantità di informazioni; non hanno abbastanza tempo per studiare, usando quel metodo; sentono che con grande probabilità si impegneranno tantissimo e non supereranno la prova.

Tutto questo perché con molta probabilità la scuola ti ha insegnato a fare gli errori che fanno tutti:

1. Leggi un paragrafo o un capitolo tutto di seguito, spesso in modo distratto e annoiato

Alla fine non ricordi nulla o quasi e hai perso solo tempo. Infatti poi continui a leggerlo e rileggerlo per 10 volte, prima di iniziare veramente a memorizzare.

In genere, vuol dire che il tuo livello di attenzione non è abbastanza alto.

2. Sottolinei intere frasi con la matita, la penna o gli evidenziatori (di colore diverso!)

Sottolineare o evidenziare grosse porzioni di testo, specie se con colori diversi o particolare attenzione a fare le linee dritte, ti mette in grossi guai: non solo ti deconcentra, pone la tua attenzione sulle righe e sui colori piuttosto che su quello che leggi, e in più rende il libro un cimitero in cui è difficilissimo ritrovare le cose davvero importanti.

In pratica più sottolinei, meno ti concentri sulle cose veramente importanti e meno capisci.

3. Fai riassunti e schemi senza elaborare a sufficienza

Il riassunto può essere meno complicato ma spesso è più lungo del libro.

Questo forse ti da la sensazione di capire e mettere ordine, ma in realtà significa che non elabori quello che c’è scritto nel libro. Infatti dopo magari ripeti parola per parola le frasi dei riassunti.

Domani dovrai ripetere, ancora e ancora, nella speranza che qualcosa alla fine rimanga in testa per sfinimento.

4. Ripeti ad alta voce

Certo, ripetere è utile per memorizzare qualcosa ma… ti dico solo che, come vedremo tra poco, il 40% delle informazioni svanisce dopo 20 minuti e il restante 40% nelle successive 8 ore. In pratica il giorno dopo aver studiando ripetendo fino alla nausea, ricordi solo 2 informazioni su 10. So che ti succede quasi ogni volta.

Tutto ciò che richiede ripetizioni e riassunti sono procedimenti definiti “non ecologici” perché impiegano ore e alla fine garantiscono il ricordo di circa il 60% di ciò che studi. Questo perché ciò che ripeti/riscrivi è poco elaborato: tendi a ripetere o scrivere parole e frasi del libro.

5. Fai mappe mentali o concettuali, in cui ti perdi nei dettagli e disegni

Non solo passi interi pomeriggi a farli, ma poi anche qui devi impegnarti a ricordarle e ti rendi subito conto che in fondo quelle mappe ti sono servite solo per chiarirti un po’ le idee e per ripassare prima della prova.

Nel migliore dei casi ti hanno detto che le mappe vanno memorizzate usando tecniche di memoria meccaniche e complicate, tanto che spesso dopo qualche giorno di utilizzo torni a usare il vecchio metodo.

La pessima notizia riguardo i metodi di studio “innovativi”

Gli insegnanti sostengono da anni che per studiare bene non bisogna studiare “a memoria”, ma leggere e rileggere e rileggere finché si è capito l’argomento, poi fare riassunti e ripetere per rielaborare quanto letto, poi ripassare fino alla nausea per diventare pronti.

I formatori di professione tengono corsi di apprendimento rapido a tre zeri in cui invece insegnano a usare miracolose tecniche di memoria, in cui promuovono un mix tra queste strategie antichissime (trattate in modo superficiale e meccanico) e principi di sviluppo personale, PNL, persuasione, vendita, public speaking, creazione di obiettivi, motivazione e quant’altro.

Nella migliore delle ipotesi, la loro proposta sarà di fare le tecniche di memoria tipo il Memory Palace e le tecniche di visualizzazione. Per poi unirle con mappe mentali e concettuali: queste continuano a tenere i ragazzi incollati al foglio, perdendo un sacco di tempo utile. Con la sola scusa che l’utilizzo di colori e disegni dovrebbe aiutarli a mettere in moto parti dormienti di un fantomatico emisfero destro del cervello, poco usato nell’apprendimento secondo loro (ma non certo secondo le più recenti ricerche scientifiche).

In linea di massima dunque, se non hai la certezza che tutto il tuo impegno ti farà superare la prova, impieghi diverse ore, fai tanta fatica o hai molta ansia, stai sbagliando qualcosa.

Ma allora cosa puoi fare?

Da oggi avremo due obiettivi: da un lato farti conoscere come funziona il cervello quando studi; dall’altro farti smettere una volta per tutte di fare gli errori che ti sono stati insegnati e risolvere alcuni dei problemi di cui abbiamo appena parlato, comuni alla maggior parte delle persone che devono studiare qualcosa.

Metti in pratica ciò che ti dirò e potrai vedere già i primi risultati, potrai cioè aumentare la velocità di studio nel più breve tempo possibile e aumentare il ricordo delle informazioni e dei concetti, anche nel lungo periodo.

Come funziona il cervello quando apprende

L’italiano medio non ha la minima idea di come funziona il suo cervello, né di come farlo funzionare quando deve studiare, per superare un esame o un concorso!

Voglio essere chiaro: come ho già detto il problema non è solo tuo e non è colpa tua, ma nella scuola che non ti insegna quali sono i limiti e le capacità del cervello e come usarli per studiare meno, meglio e magari senza (troppa) ansia.

In teoria siamo in grado di studiare “al volo” ogni cosa che studiamo, a patto che lo facciamo nella maniera giusta. Sapere come funziona il cervello potrebbe riservare delle sorprese interessanti e delle indicazioni preziosissime su come studiare velocemente.

Per prima cosa dobbiamo chiarire che la memoria non è una sola. O meglio, questo è ciò che dicono gli psicologi che la studiano, perché in realtà la memoria non è altro che l’attivazione di alcune aree del cervello. Per studiarla gli scienziati hanno usato dei modelli grafici, come il Modello Modale di Atkinson e Shiffrin del 1968.

I due studiosi descrivono come l’informazione che arriva dall’ambiente esterno viene analizzata dai nostri organi di senso: vista, udito, tatto, gusto, olfatto.

Siccome dall’ambiente che ci circonda arriva un numero di informazioni talmente grande che non ce la facciamo a ricordarle tutte, i sensi agiscono come filtri iniziali.

Le informazioni che hanno superato il filtro seguono poi un percorso ordinato: come prima tappa vengono inviate alla Memoria a Breve Termine, una piccola fabbrica, a capacità limitata dal punto di vista del tempo e dello spazio.

Lo studioso Arthur Miller, nel 1956, ha scoperto che la Memoria a Breve Termine mantiene l’informazione per circa 20 secondi prima che scompaia, e contiene fra i 5 e i 9 elementi, per intenderci le informazioni contenute in un paragrafetto di 10 righe di una qualunque materia scolastica.

Vuoi le prove? Spesso ti ritrovi a ripetere un paragrafo e a dire “Ora lo so!”, poi passi al successivo, ricordi anche quello ma… il precedente è sparito. E’ perché la tua memoria è in grado di elaborare pochi concetti e informazioni alla volta, circa 7.

Dunque la Memoria a Breve Termine elabora (di solito ripetendole) queste informazioni per un tempo e per una quantità specifica e poi le invia al magazzino successivo, la Memoria a Lungo Termine. Questo è un magazzino enorme e illimitato, dentro ci sta di tutto e può durare quanto l’intera vita dell’individuo.

In uno qualsiasi di questi tre livelli di immagazzinamento dell’informazione, essa può cadere in oblio, ovvero essere completamente dimenticata:

  • se non c’è attenzione tanto da superare i filtri sensoriali, è come se le cose non le avessimo neanche lette;
  • se l’informazione non viene codificata (ovvero capita e organizzata) ed elaborata a sufficienza in Memoria a Breve Termine, non può passare a Lungo Termine e quindi sparisce;
  • se le informazioni in Memoria a Lungo Termine non vengono messe in ordine e usate frequentemente, esse semplicemente vengono dimenticate perché reputate “inutili”.

Il modello di Atkinson e Shiffrin è molto utile anche nello studio di alcune caratteristiche della memoria, come l’effetto recenza e l’effetto priorità.

Per esempio, di qualunque materia si parli quando viene chiesto di studiare delle informazioni (le ricerche sono state fatte memorizzando una lista di parole e ripetendole poi in ordine), quelle che vengono ricordate meglio sono le prime della lista e le ultime

Le prime perché, grazie all’effetto priorità, la memoria era bella pronta e libera e queste sono già passate nella Memoria a Lungo Termine; le ultime perché sono ancora in elaborazione nella Memoria a Breve Termine, secondo l’effetto recenza.

Il problema sorge proprio con quelle in mezzo! Sicuramente ti è successo qualcosa di simile mentre studi: ad esempio di un capitolo ricordi i primi concetti e gli ultimi, mentre il resto… svanito maledizione!

E allora cosa facciamo? Ripassiamo. Non facciamo i furbi, sappiamo benissimo cosa voglia dire il verbo “ripassare”. Significa studiare da capo. Anche qui la scienza ci viene in aiuto. Ebbinghaus già nel 1885 aveva studiato la cosiddetta curva dell’oblio.

Purtroppo, dopo pochissimi minuti dall’aver studiato un argomento il 50% è già svanito! Per la propria autostima è meglio non pensare a quanto rimane in testa dopo 1 ora, 9 ore o 24 ore…

Abbiamo tutti fatto questa esperienza: studi qualcosa, lo sai, aspetti mezz’ora, ne è rimasto ben poco; la mattina dopo è quasi da studiare da capo, se non fosse per quel 20% che rimarrà costante (Ebbinghaus lo chiama “risparmio nel ri-apprendimento”) ma che non garantisce affatto buone prestazioni! L’ansia, l’insicurezza e i ripassi appena prima di sostenere la prova qui la fanno da padrone.

Ma torniamo a noi. A lato puoi vedere i risultati medi di un metodo di studio basato sulla ripetizione. Non so se li trovi accettabili, ma per me non lo sono.

Nel Corso Base Gratuito MemoVia usiamo dei metodi particolari di ripetizione a intervalli, che puoi leggere iscrivendoti, insieme a tutte le lezioni sul metodo universitario.

La ripetizione garantisce di ricordare circa il 60% di quello che studi, a meno che tu non continui a ripetere e ripassare fino a pochi minuti prima della prova.

(2) comments

Add Your Reply

Pin It on Pinterest