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07/03/2022

Come memorizzare velocemente con l’aiuto delle associazioni e delle immagini mentali

Se dovessimo riassumere in una sola frase come memorizzare velocemente, la risposta potrebbe essere:

“Fare in modo che l’elaborazione delle informazioni sia talmente profonda da far passare tali informazioni nella memoria a lungo termine”.

Quello che stiamo imparando a fare è proprio questo: impariamo tutte le tecniche per come memorizzare velocemente e studiare in breve tempo e in modo efficace.

Ma come fare a stimolare un’elaborazione così profonda, in modo che le informazioni non vadano perdute in fretta?

Già 2500 anni fa i Greci, senza avere a disposizione le conoscenze scientifiche attuali, avevano capito che alla base del ricordo efficace (ovvero di questa elaborazione profonda e di conseguenza memorizzazione a lungo termine) c’è il meccanismo dell’associazione.

Nelle tecniche di memoria fin da allora tramandate il fondamento di tutto sono appunto le cosiddette immagini mentali, ovvero le rappresentazioni di oggetti, persone, eventi, che ogni persona mantiene nella propria mente, consapevolmente e inconsapevolmente, perché in qualche momento del passato ne ha fatto esperienza.

Pensa che il giornalista Seresevskij, studiato dal grande psicologo sovietico Lurija, riusciva a ricordare ogni cosa a cui si trovasse davanti o che ascoltasse, nei minimi particolari e a prescindere dalla complessità, proprio perché tendeva a trasformare automaticamente ogni dato in immagine, senza neanche esserne consapevole.

Come memorizzare velocemente. Il primo esempio di associazione

Se per esempio ti chiedo di pensare a una paperella di gomma, ti verrà particolarmente facile vedere come è fatta, forma, dimensione, colore (gialla?), sentirne il rumore mentre la spremi e ne esce fuori l’aria e quel curioso suono, persino sentirne la consistenza nelle mani e l’odore, appunto di gomma.

Non è importante a quale paperella di gomma hai pensato, fatto sta che nel tuo passato, in tv, nella tua vasca da bagno, in un supermercato, al mare… ne hai vista una.

Ricordandola hai messo in azione il cervello, hai persino stimolato i tuoi sensi, mentre immaginavi di toccarla e odorarla e, perché no, morderla.

Inoltre, ciascuno vede la propria immagine mentale, che sarà diversa per ognuno. Le immagini mentali sono e devono restare personalissime: se dico “frullatore”, quello che immagini tu può essere più o meno differente da quello che vede un qualunque altro individuo.

Adesso fai la stessa cosa della paperella per le parole deesterificare, Von Ebner, fosfolipasi!

Ovviamente ti viene difficile.

È per questo che fai fatica a trovare un modo per come memorizzare velocemente queste parole, persino all’interno di un contesto. Dunque, come fare a trasformare tutto ciò che studiamo in qualcosa di rigorosamente concreto, mai astratto, e dunque facilmente memorizzabile?

Facendo associazioni.

Questo principio si fa risalire a Simonide di Ceo il quale, sfuggito miracolosamente al crollo di una sala in cui si trovava a banchettare con altri invitati, seppe identificare i corpi dei vari commensali, resi irriconoscibili dalle ferite, ricordandosi del posto che occupavano a tavola e indicando così il corpo di ciascuno ai propri famigliari.

Come memorizzare velocemente informazioni astratte

Fare associazioni è un processo intuitivo e naturale. Ma è di fondamentale importanza se vuoi imparare come meomorizzare velocemente. Per dimostrarlo leggi la lista di seguito, liberamente ispirata a quella proposta da Ron White in uno dei suoi ultimi libri:

1. Penna
2. Lavandino
3. Maiale
4. Forchetta
5. Stella
6. Diavolo
7. Nano
8. Clessidra
9. Fischietto
10. Mani
11. Calcio
12. Uova
13. Sedile dell’aereo
14. Cuore
15. Spiaggia
16. Motorino
17. Venerdì
18. Soldato
19. Papà
20. Rosa

Se dopo una sola lettura ti chiedessi di ricordare, senza rileggerlo, cosa ci sia al numero 14, al 5 o al 18 forse avresti difficoltà.

Siccome però la nostra mente funziona per immagini, potrebbe invece essere molto facile per te immaginare qualcosa che richiami ciascun numero e relativo oggetto.

Ed è questo il segreto per come memorizzare velocemente.

Le associazioni dei numeri

Per ora limitiamoci a notare che:

1. Penna = la penna è a forma di 1.
2. Lavandino = 2 rubinetti, acqua calda e fredda, 2 mani che vengono lavate.
3. Maiale = i 3 porcellini, la forma del naso del maiale, la forma della coda.
4. Forchetta = i 4 rebbi della forchetta.
5. Stella = le 5 punte di una stella.
6. Diavolo = il numero del diavolo è 666.
7. Nano = i 7 nani.
8. Clessidra = la clessidra è a forma di 8.
9. Fischietto = il fischietto è a forma di 9.
10. Mani = le 10 dita.
11. Calcio = 11 giocatori.
12. Uova = un cartone di uova da 12.
13. Sedile dell’aereo = sugli aerei non c’è la fila 13 perché in alcune culture viene considerato un numero sfortunato, insieme al 17.
14. Cuore = il 14 febbraio è San Valentino.
15. Spiaggia = il 15 agosto di solito si va in spiaggia.
16. motorino = a 16 anni si può guidare lo scooter 125.
17. Venerdì = la temuta sfortuna del venerdì 17.
18. Soldato = a 18 anni prima si partiva a fare il soldato.
19. Papà = il 19 marzo è la festa del papà.
20. Rosa = la rosa dei venti.

Potremmo andare avanti per ore, con questa che non è propriamente una tecnica di memoria: a noi serve studiare ben altro!

Ciò che mi interessa è che in questo momento hai scoperto il principio dell’associazione: collegare indissolubilmente qualcosa di difficile da ricordare, spesso perché non concreto (nel nostro esempio un numero progressivo), a qualcosa d’altro che è invece concreto, univoco, intuitivo e veloce: tre maiali, un fischietto, una confezione di uova, ecc.

Infatti ora, se dico 7 …, 11 …, 15 … , tu sei già capace di richiamare immediatamente le informazioni collegate, che hai potuto vedere per pochissimi decimi di secondo, senza probabilmente esserne neanche consapevole.

A cosa serve l’associazione

Come memorizzare velocemente, dunque? Basta trasformare le parole che incontriamo tramite associazioni. Si tratta di un procedimento piuttosto divertente che richiede molta creatività.

Infatti una parola che indica un oggetto reale e concreto non dà grandi problemi, nella maggior parte dei casi: un polmone è un polmone, ha una particolare forma e consistenza, puoi immaginarlo facilmente e vederlo con l’occhio della mente.

Un pianeta, un frutteto, una macchina per imballaggio, un relitto sommerso, un procione, allo stesso modo sono immagini chiare e tangibili, nonostante tu non abbia mai fatto esperienza diretta di alcuni di essi.

Dunque non hai bisogno di trasformare questi oggetti concreti, poiché già lo sono e fortunatamente possono essere usati come ancore.

Trasformare una parola astratta come “sintassi” è invece molto più difficile; il numero 5843973655898234 è quasi impossibile, se non con innumerevoli ripetizioni (oppure con l’uso delle tecniche che vedremo nella Fase dedicata ai numeri).

Eppure stiamo per scoprire che ogni concetto o dato che andiamo a studiare, in un modo o nell’altro, può trasformarsi e farci venire in mente immagini di oggetti, situazioni, eventi, personaggi, tutte cose concrete insomma e facili da ricordare, perché avendone già fatto esperienza diretta o indiretta nella nostra vita siamo in grado di vederle con l’occhio della mente.

La fantasia ci aiuta a memorizzare velocemente?

Puoi anche immaginare cose impossibili! Vuoi un esempio?

Immagina un sapone volante, che svolazza qua e là per la stanza in cui ti trovi ora.

E ora immagina un albero che al posto dei frutti porti… delle uova sode, che tu inizi a cogliere e sgusciare!

Adesso immagina di essere sott’acqua e di vedere un pesce che porta nella pinna un cartello di protesta, seguito da un branco di pesci in manifestazione.

Basta giocare un po’ con le immagini, le parole e soprattutto con la fantasia.

Queste associazioni devono ricordarci, anche se in modo vago o intuitivo (ma sempre inconfondibile e univoco), il concetto o l’informazione che necessitiamo, e devono permetterci di ripescarla nella memoria senza possibilità di errore.

Ultima cosa su come memorizzare velocemente.

Ma è vero che le immagini che crei devono essere strane e inusuali per essere ricordate meglio?

No.

Alcune recenti ricerche ci dicono che le cose che vengono ricordate di più non sono quelle strane, bensì quelle che vengono apprese e assimilate facilmente.

Così succede per esempio per le rime o per le frasi scritte in modo molto semplice. Il cervello le capisce subito e dunque le ricorda. Se invece sono lunghe, complesse, articolate, piene di subordinate, con concetti incomprensibili e parole impronunciabili, il cervello fa più fatica.

Dunque usare imamgini paradossali potrebbe essere controproducente.

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  1. Ho riscoperto le associazioni mentali grazie al tuo articolo e le tue dirette. Adesso sono capace di utilizzarle in maniera efficiente!!

    1. Lucia ne sono felice. Attenzione dunque alle associazioni, a non usarle in modo meccanico. Come sai nel MemoVia non le usiamo proprio perché non GARANTISCONO risultati, tuttavia secondo me possono essere un aiuto valido in alcune situazioni. Brava!

    1. Grazie Fabio, sono contento che la mega-guida ti piaccia! Ci tenevo che fosse diversa dalle altre cose in rete e, come hai detto tu, di grande valore per chi legge.

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