Come imparare a imparare mi ha reso una persona migliore

metacognizione e apprendimento

Metacognizione e apprendimento sono i segreti per prendere due lauree

Mi chiamo Giovanni Fenu, ho 38 anni e sono l’unico in Italia che si occupa da 12 anni di metacognizione e apprendimento.

I processi metacognitivi sono quelli che ci permettono di capire i meccanismi che stanno dietro al nostro modo di pensare, ragionare, comportarci e studiare.

Oggi ti voglio raccontare cosa mi è successo qualche anno fa e perché mi sono specializzato in questo campo, tanto da creare il Corso Base Gratuito MemoVia.

Ho scoperto il prezzo di studiare senza metodo, perché voglio evitare che lo paghi anche tu.

Sai, negli ultimi dieci anni ho lavorato per una media di 12 ore al giorno, per lo più nei bar (le voci dei clienti e il rumore delle tazzine mi aiutano a concentrarmi). Ho viaggiato tantissimo, soprattutto in Sardegna, e a dire la verità ho passato davvero troppo tempo in macchina spostandomi da una città all’altra.

Guidando ho avuto la fortuna di attraversare campagne verdissime, paesi incantevoli, passare in mezzo a rocce rosse e vedere spesso spuntare il mare azzurrissimo da dietro una collina.

Nonostante tutto ho provato a coltivare amore e amicizie, arricchito il rapporto con la mia famiglia e… preso due lauree studiando circa 3 ore a settimana.

Adesso ti stai dicendo due cose: o che sono uno che spara caxxate, o che vuoi sapere come ho fatto. Chiariamo subito che non sono uno di quei “guru” che ti raccontano il romanzo della loro vita tutto “rose e fiori”, una scalata interminabile e perfetta verso il successo.

Magari fosse stato così!

Come prendere due lauree con la metacognizione

Come molti sanno, da poco ho finito gli esami e la tesi per la seconda laurea, e a novembre mi sono laureato, di nuovo in corso e con lode.

giovanni fenu

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Per farlo ho usato quasi sempre il mio Sistema di Studio, che ho iniziato a elaborare 12 anni fa.

Ma prima di ciò, non conoscevo la metacognizione e tutti questi anni di studio non sono stati una passeggiata.

Già durante la scuola, e poi nei primi anni di università, la mia capacità di studiare ha iniziato a perdere sempre più di efficacia.

Dopo qualche mese di terribile frustrazione ho scoperto il motivo: il metodo.

Senza un modo di studiare adatto puoi fare attenzione a lezione, fare ricerche su internet, leggere più con cura, sottolineare con 12 colori, fare riassunti accuratissimi e ripetere per ore. Ma non andrai da nessuna parte, se non a caro prezzo: tempo, energie ed emozioni buttate.

Mi sono detto: “Qui bisogna cambiare qualcosa!”

Un’adolescenza sfigata

Non sono stato un bambino socievole.

Ero molto timido e riservato, spesso in imbarazzo nei rapporti sociali… uscivo poco, preferivo restare a casa. Il mio unico svago era trascorrere interi pomeriggi a giocare con i Lego, creando qualunque cosa potesse nascere dalla mia fantasia con quei mattoncini colorati che, assemblati nel modo giusto, sarebbero diventati automobili, robot, edifici, navi spaziali…

Lego a parte, ricordo ricordo un’adolescenza a studiare, ore e ore col sedere attaccato alla sedia, continuamente spinto come ero a fare di più. Eh sì, i miei genitori, da questo punto di vista, mi hanno fatto sentire un po’ troppo “sotto pressione”…

In aggiunta ero un autodidatta dell’apprendimento, facevo 200 e ottenevo 50, la scuola non mi aveva certo insegnato a studiare! Pensa che secondo i miei insegnanti il modo migliore di farmi entrare le cose in testa era ripetere fino alla nausea. L’hanno raccontata anche a te? Altro che metacognizione!

Ovviamente questo  potrà forse andar bene a scuola, quando hai l’interrogazione o il compito in classe il giorno dopo e a forza di ripetere e rileggere fino a 3 minuti prima dell’interrogazione, qualcosa in testa ti rimane; non certo all’università, quando hai l’esame dopo uno o due mesi.

A dire il vero per me non andava neanche bene a scuola. Gli insegnanti mi odiavano e reputavano un incapace. Era ingiusto perché vedevo i miei compagni più furbi che andavano all’interrogazione e con un po’ di faccia tosta e due occhi dolci prendevano voti molto più alti di me e si facevano pure adorare dai docenti.

Non tutto il male vien per nuocere: dove ho imparato ad apprendere velocemente

Col senno di poi posso dire che non tutto il male vien per nuocere.

I miei mi hanno insegnato che, nonostante fossi un bambino poco “popolare”, potevo riscattarmi, far leva sul piacere che provavo nell’imparare e creare cose nuove, fare tutto ciò che potevo con ciò che avevo. Sono stato incoraggiato a raggiungere ciò che desidero, a non fermarmi mai, ambire al podio più alto, continuare ad apprendere ogni giorno.

Il problema, come ho già detto, è che lo facevo nel modo sbagliato. Mi avresti definito un “secchione“, ma non certo un esperto di metacognizione.

Non amo questa definizione. In realtà credo che i secchioni siano persone piuttosto intelligenti ma non furbe, perché non hanno imparato a ottenere i risultati usando appieno ciò che hanno a disposizione. Un po’ come una Ferrari che corre sulla sabbia.

Quindi, un’infanzia e un’adolescenza di cacca: cicciottello e asociale, timidissimo, chiuso in casa a giocare coi lego e a studiare. All’università, ancora chiuso in casa a studiare anziché divertirmi come la maggior parte dei miei colleghi. Uno sfigato insomma.

Sai quando ero felice? In estate quando con la mia famiglia venivamo a trascorrere un mese al mare in Sardegna, una terra splendida. Forse è per questo che nel 1995 ho scelto di vivere qui.

Ricordo ancora il verde della campagna sarda, gli animali, gli alberi da frutto: aspettavo tutto l’anno di trasferirmi in estate per giocare con altri bambini e passare del tempo all’aria aperta, con tutti quei profumi e colori. E questo mi ha permesso di crescere creativo e fantasioso.

In un certo senso l’idea che dopo 11 mesi sepolto in casa avrei potuto godermi un mesetto al mare mi ha insegnato a resistere di fronte alle difficoltà, a considerarle come temporanee in vista di momenti migliori che sicuramente sarebbero arrivati, con fede e fiducia nel futuro. A continuare a nuotare, ad andare avanti, col sorriso.

Imparare ad imparare è il più grande regalo che puoi farti

Ma torniamo al mio fallimento universitario del 2001.

Sì perché nel 2001, mentre studiavo all’università, ho sentito che non ce la facevo più: scoraggiato e rinunciatario, dopo anni passati a leggere, riassumere e ripetere, mi sono scontrato con un esame più difficile degli altri. Risultato: un fallimento colossale!

Ricordo ancora quel giorno. Me ne andai dall’aula della mia Facoltà demoralizzato e sfinito.

Ero bloccato. L’idea di continuare in quel modo, studiando piano e a fatica, mi aveva dato una delusione troppo grande e mi stavo per arrendere.

Perfezionista e secchione com’ero, potevo sopportarlo? Certo che no! Ho pensato seriamente di lasciare l’università.

E sai quanto odiavo i colleghi figli di amici del professore e le colleghe che andavano all’esame scollate? Loro continuavano a prendere voti altissimi senza tutto lo sforzo che facevo io. Forse non avevo le qualità giuste, non ero portato.

Poi qualcosa cambiò. Anzi, fui io a dover cambiare. E ripensandoci oggi, è imbarazzante quanto la strada da percorrere fosse facile.

Sono testardo. Ho deciso che dovevo appunto trovare una strada diversa. La metacognizione appunto.

Uno come me ha sempre avuto paura del cambiamento. Pensa a che livello di frustrazione ero arrivato: ho scelto di cambiare tutto, di abbandonare qualunque cosa avessi fatto fino a quel momento.

Mi sono messo a esaminare la situazione, era inutile continuare a mentire a me stesso. Quali erano i problemi principali?

Ero lento, svogliato, disorganizzato, perennemente preoccupato e in ansia.

Non sapevo usare appieno il cervello ed ero inconsapevole delle mie capacità; impiegavo ore a studiare, la roba non mi restava in testa e dovevo riprenderla dieci volte; il tutto rendeva la cosa parecchio demotivante e frustrante.

Non avevo i risultati, a meno di patire le pene dell’inferno, perché non sapevo esatmente cosa dovevo fare.

Mi mancavano appunto le strategie metacognitive.

La metacognizione si trasforma nel Sistema di Studio perfetto

Da quel momento ho letto tutti (ma proprio tutti) i libri che parlavano di apprendimento rapido, tecniche di memoria e mappe di vario tipo. Non mi soddisfava neanche uno, erano troppo meccanici ed elaborati.

Cosa offriva dunque il mercato? Niente di nuovo da 20 anni. La didattica metacognitiva era pressoché inesistente.

Avevo bisogno di qualcosa di molto pratico e che funzionasse subito. Sono stato costretto a inventare il mio Sistema di studio, c’ho messo tutto di me stesso e delle esperienze che avevo fatto fino a quel momento.

Ho capito come studiare meno e ottenere risultati migliori senza troppo sforzo. L’ansia è svanita per sempre.

Lo so che sembra impossibile ma è così e posso dimostrarlo. Non ho mai più smesso di studiare.

Sono stato la prima cavia e finalmente ho avuto una piccola rivincita: ho iniziato a dare circa un esame al mese. Un’impennata stupefacente che mi ha portato dritto la prima laurea magistrale con lode!

Il Sistema mi ha reso finalmente tranquillo, sereno, entusiasta e fiducioso, almeno nello studio! Il regalo più bello è stato dire addio all’ansia. Sì perché, come avrai già capito, sono sempre stato ansioso.

Col Sistema studiavo un terzo del tempo, ricordavo tutto e l’ansia, semplicemente, non aveva più ragione di esserci. Un miracolo che devo tutto alla metacognizione.

Dall’altro lato, mi piaceva poter continuare a raggiungere risultati eccellenti, che non sono certo da buttare via! Studiare è diventato talmente piacevole e libero da preoccupazioni che nel 2011 mi sono iscritto di nuovo all’università.

A novembre ho dato il mio ultimo esame. Ti sembrerà pure poco, però per me questo è stato un vero traguardo… anzi un punto di partenza, visto che nel 2012 ho iniziato a condividere il Sistema con le persone che conoscevo… anche perché non capivano proprio come facessi a studiare e lavorare insieme.

Le persone hanno iniziato a chiedermi come facessi, a leggere le mie mail e post sui social network, e a partecipare ai miei corsi.

Metacognizione e apprendimento efficace si basano su un Sistema di studio perfetto

Con amici e allievi abbiamo scoperto che non esistono vere scorciatoie e trucchetti per studiare. Le strategie cognitive di ciascuno vanno rispettate, e ne deve risultare un modo di studiare che si adatta ai punti di forza di ciascuno di noi.

Nel mio caso la ricerca metacognitiva ha portato a creare una Community che condivide il Corso Base Gratuito MemoVia. Ha funzionato per me, per i miei amici e per tutti gli allievi che ho incontrato finora.

Condividerò con te quanto ho imparato perché anche tu possa raggiungere i miei risultati, con un approccio metacognitivo, dunque scientifico e serio.

Oppure puoi cercare qualcosa di magico tipo “miracolose” tecniche di memoria, mappe mentali, strategie per motivarti, creare gli obiettivi, concentrarti e roba simile.

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