Usare la tecnica dei ripassi programmati per non dimenticare quello che studi

come migliorare la memoria

Come migliorare la memoria coi ripassi a intervalli progressivi (ovvero repetita iuvant, ma dipende come la fai)

Le persone che mi chiedono come migliorare la memoria lo fanno perché quando studiano o leggono qualcosa, dopo poche ore la dimenticano del tutto o quasi.

In che percentuale? Per intenderci, circa l’80% di quello che studi il lunedì mattina, il martedì pomeriggio è svanito.

Gli studenti, prima di fare il Corso Base Gratuito MemoVia, sono abituati a ripassare quello che hanno studiato in due modi:

Metodo 1: ripetono ogni giorno tutto il libro, fino a quando ovviamente una giornata non basta per ripetere tutto e quindi non riescono più a studiare le materie nuove.

Si entra in un circolo vizioso per cui se non ripassi quello che hai studiato in passato lo dimentichi. E se lo ripassi, non riesci a finire il programma, quindi sai alla nausea i primi capitoli e malissimo gli ultimi.

Metodo 2: non ripetono e semplicemente dimenticano, quindi dopo qualche settimana sono costretti a ri-studiare le cose viste in precedenza perché non le ricordano.

In questa mega-guida parleremo infatti di una cosa importantissima che ti sarà di enorme aiuto per mantenere fresche in memoria le migliaia di informazioni memorizzate.

Vedremo come usare dei metodi che permettano di organizzare e gestire le ripetizioni degli argomenti.

Per imparare come migliorare la memoria occorre fissare delle ripetizioni programmate

Ripassare, è un termine diverso da ri-studiare.

Dopo aver studiato bene, le informazioni sono per la maggior parte ancora chiare e presenti nella mente. Quindi rivederle richiede pochi minuti

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Ricordare ti dà anche grande fiducia in te, soddisfazione e motivazione a proseguire nello studio.

Ma se non lo facciamo, andiamo incontro a dei grossi problemi che vedremo tra poco, e di cui forse non immagini i motivi (né le soluzioni).

La mente dopo un po’ di tempo tende a dimenticare, per due motivi:

  • perché impegnata in altro. Infatti non possiamo pretendere che un argomento studiato una tantum rimanga ben solido nella mente insieme a tutto ciò che abbiamo studiato prima e dopo.
  • un po’ perché è come se il cervello dicesse “le cose che ho studiato, visto che non le ho più ripetute, evidentemente non mi servono. Dunque, le metto da parte”.

La responsabile della frase “mi dimentico tutto” è la famosa curva dell’oblio, una tendenza del cervello a cancellare quel che non gli serve.

Per migliorare la memoria è importante conoscere la curva dell’oblio

Prendiamo spunto, come molti prima di noi, degli studi famosissimi di Ebbinghaus (1885) sui concetti quali:

  • curva dell’apprendimento e curva dell’oblio
  • risparmio nel riapprendimento
  • pratica distribuita e pratica massiva.

Come puoi vedere, se non ripassiamo, dopo 24 ore molta dell’informazione studiata è svanita, e in aggiunta la memoria cancella le informazioni inutili a meno che non scegliamo di spostarle nella memoria a lungo termine con le strategie opportune.

Come puoi vedere, la curva non tocca mai l’asse delle ascisse.

Significa che una parte dei concetti studiati (circa il 20%) rimane comunque in memoria, tanto è che quando decidi di ripassare (ri-studiare) l’argomento a distanza di qualche giorno, in effetti qualcosa la ricordi.

Questo piccolo vantaggio che acquisisci si chiama risparmio nel riapprendimento, ed è la base su cui si basano le comuni strategie di ripetizione. In pratica, qualcosa te la ricordi sempre, e hai l’illusione che ripetere ti aiuti davvero a ricordare.

Ricorda anche che Ebbinghaus ha verificato che la cosiddetta pratica massiva (studiare solo il pomeriggio dalle 3 alle 5 oppure fare maratone di studio da 8 ore per sette giorni prima dell’esame) permette di ricordare molte meno informazioni rispetto alla pratica distribuita.

Ciò significa che è meglio diluire l’apprendimento in vari momenti della giornata, per esempio in 4 momenti da mezz’ora ciascuno, e dividerlo un po’ per ogni giorno, ad esempio 2 ore al giorno per un mese.

Come NON fare i ripassi per migliorare la memoria per finta

Ci sono delle cose che devi sapere. Ovvero dei modi in cui i ripassi programmati non vanno fatti assolutamente.

Il metodo che sicuramente hai usato finora è riassumibile come segue:

  1. quando ripassi, a distanza di qualche giorno, ripeti i concetti finché senti di nuovo di averne una padronanza sufficiente
  2. dopo di che li abbandoni ancora una volta per qualche altro giorno, quando li ripasserai di nuovo, notando un leggero miglioramento della tua capacità di ricordare gli argomenti.

Il processo virtualmente infinito, come avrai già sperimentato più volte, non ti garantisce una preparazione adeguata. A meno che tu non abbia a disposizione tempo illimitato (e con ciò intendo tutta la giornata) per prepararti al test, con esiti molto variabili a seconda della persona.

La regola dell’1

Mai seguire la regola dell’1.

Potresti leggere su qualche blog che devi ripassare dopo un’ora, un giorno, una settimana, un mese (un anno, un decennio, un fiorino, …).
Questa strategia tiene conto in modo superficiale della curva dell’oblio di cui abbiamo parlato prima.

Vietato usare intervalli fissi

Allo stesso modo, mai ripetere intere lezioni a intervalli fissi (es. tutti i giorni) credendo che questo ci aiuti a ricordare meglio.

Seguendo un principio obsoleto come questo, nella maggior parte dei casi alla data del test o dell’esame avremo sì memorizzato quello che ci serve, ma in modo così statico che ci basterà una piccola variazione nelle domande, rispetto al libro su cui abbiamo studiato, per mandarci nel pallone.

Come migliorare la memoria: la ripetizione a intervalli progressivi

La tecnica della ripetizione a intervalli è un semplice procedimento per fare in modo che tu riveda le informazioni studiate proprio quando la tua mente sta iniziando a dimenticarle.

L’ideale è seguire questa guida:

Mentre stai studiando, quando senti che a breve non ce la farai più a immagazzinare informazioni (es. dopo 40-45 minuti) fermati e, per circa 5 minuti, chiudi gli occhi e rivedi ciò che hai studiato.

Ripercorri mentalmente (non a voce alta, altrimenti impieghi troppo tempo) uno per uno i punti salienti dell’argomento.

Visualizza rigorosamente tutto, ogni immagine, ogni legame di un concetto coi successivi, per vedere se i collegamenti sono perfettamente chiari. Questo ti donerà grande sicurezza e fiducia nelle tue capacità.

A questo punto puoi prenderti un certo lasso di tempo per riposare.

Bisogna riposare per migliorare la memoria?

Sì, bisogna prendersi delle pause, ma attenzione, niente pause fisse o programmate. Il tempo necessario per ricaricarsi è variabile in base alla persona, al momento della giornata, ecc.

Di solito io mi fermo per 15-30 minuti, ma in certi periodi preferisco fare blocchi di 1-2 ore di studio + 1-2 ore di riposo.

Alla base di una mente rilassata e recettiva, non stanca e stressata!

Dopo la pausa, riprendi con un altro ciclo di studio.

Quando finisci di studiare, annota la data in cui hai studiato le pagine o gli argomenti in questione. Alla fine della giornata di studio ti suggerisco comunque di fare mente locale delle cose studiate.

Il primo ripasso delle cose studiate va fatto il giorno dopo, come probabilmente è già tua abitudine.

A distanza di circa 24 ore, rivedi l’argomento, aiutandoti se vuoi con il testo, per controllare se è ancora tutto lì.

Ci sono delle regole per fare i ripassi e migliorare la memoria di quello che studi?

Puoi fare i ripassi prima o dopo che studi le cose nuove, ogni giorno. Non è importante quando, ma come.

Se ti va puoi farlo ad alta voce, così da impratichirti nel parlare davanti al prof.

Se hai studiato bene, essendo passato solo un giorno ricorderai tutto. Tuttavia può capitare di aver “perso per strada” qualche particolare: non preoccuparti, è del tutto normale non essere perfetti in ogni memorizzazione, siamo pur umani!

Integra i piccoli elementi mancanti con una scorsa veloce al testo usato per prepararti, capisci e memorizza in modo efficace e vedrai che il concetto o dato da memorizzare non andrà più via.

Credi possa essere utile usare le parole chiave e le mappe mentali? Direi proprio di no: se non usi il libro per ripassare, almeno le prime volte, dopo una settimana ricorderai appunto solo una mappa mentale scarna fatta di 10-20 paroline chiave.

E tutto il resto? Svanito.

La ripetizione intervallare: come ripassare velocemente e migliorare la memoria davvero

Finalmente siamo arrivati ai nostri intervalli.

Il segreto della ripetazione a intervalli è proprio quello di allungare il tempo tra una ripetizione e l’altra, dopo che hai studiato un argomento.

Per esempio potresti rivedere di nuovo l’argomento a distanza di 3-4 giorni dalla prima volta, poi allungare a una settimana, poi altri 10-15 giorni, e così via.

Esempio: hai studiato l’argomento “Riproduzione cellulare” il giorno 12/03; lo ripeterai velocemente il 13/03, il 17-18/03 e il 25-30/03.

Decidi tu se preferisci esercitarti a ripetere a voce alta gli interi concetti. Io però suggerisco di farlo a mente.

Nota che la revisione di quanto appreso con questo metodo non richiede più di un minuto a pagina.

La mente è molto veloce nel ripercorrere le cose, tutta un’altra storia rispetto ai 20 minuti necessari per ri-studiare un paragrafo, dato che quanto memorizzato il giorno prima solo ripetendo è quasi del tutto svanito!

Gli intervalli qui proposti non sono obbligatori, puoi variarli a tuo piacimento, in base alle tue esigenze, all’esperienza che stai facendo della ripetizione e alla competenza che stai progressivamente acquisendo delle materie.

Questo ci introduce alla famosa tecnica delle flashcards, usata persino in diversi programmi utili per lo più per l’apprendimento delle lingue straniere, quali i famosi Anki e Memrise.

La tecnica delle flashcards che ti accompagna fino al ripasso pre esame

Come dicevamo, nel processo di revisione del materiale studiato possiamo scegliere se ripetere a intervalli fissi con la ripetizione intervallare, oppure variando gli intervalli a seconda di quanto sappiamo l’argomento, con la tecnica delle flashcards.

Intendiamo con questo allungare i giorni tra la prima memorizzazione e le successive revisioni a seconda di quanto ritieni di aver memorizzato quel determinato argomento

I capitoli più complicati ad esempio puoi rivederli dopo pochi giorni, quelli che senti di sapere a perfezione puoi ripassarli a un intervallo più distante.

Mettiamo il caso che, quando fai la ripetizione dopo 10 gg, tu ti renda conto di sapere meno bene l’argomento “Riproduzione cellulare”. Chi dice che per forza devi rivederlo tra un mese?

  • Se non senti ancora la completa sicurezza su qualcosa, memorizzala bene e fissa la prossima ripetizione dopo altri 6-7 giorni
  • invece se sai tutto abbastanza bene, lo ripeterai tra circa due settimane
  • quando ti accorgi che lo sai già a perfezione tanto che potresti scrivere un libro in proposito, ti basterà dargli un’occhiata una volta al mese fino alla data del’esame.

Esempio: hai ripetuto l’argomento il 22/03 e senti che ti manca qualcosa, lo rivedi il 29/03; lo sai abbastanza bene, lo rivedi intorno al 6/04; senti di saperlo benissimo, puoi scegliere di rivederlo direttamente il 22/04.

E’ la scienza che insegna come migliorare la memoria, non basta un’accozzaglia di tecniche

Dico da anni che la mente trattiene solo ciò che le serve e lascia andare quello di cui non ha bisogno.

Lasciale fare il suo lavoro, fidati di lei, ripeti gli argomenti “a braccio” se te la senti, tieni solo sott’occhio il libro per avere la certezza totale di aver detto tutto e bene.

Calibra i ripassi secondo le tue esigenze e la difficoltà della materia. Con questa tecnica di ripasso, che ho spesso sperimentato con gli Allievi del Corso Base Gratuito MemoVia, abbiamo ottenuto grossi aumenti nella sicurezza e nel ricordo, già prima di iniziare il corso.

Sono certo che sarà così anche per te. A meno che tu continui a ripetere a pappagallo ogni giorno tutto il libro.

 

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