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Aumentare le intelligenze multiple di Gardner per sbattersene dei momenti di crisi

Intelligenze multiple: quante intelligenze pensi di avere?

Fino agli anni Ottanta l’idea che gli esseri umani avessero intelligenze multiple non era contemplata, perché la comunità scientifica sosteneva con convinzione l’esistenza di un’unica intelligenza: secondo questa teoria ciascuno di noi usa il proprio cervello allo stesso modo, ciascuno di noi ha un certo livello di intelligenza che può sfruttare solamente finché non raggiunge il suo limite.

In base a questo costrutto, il livello di intelligenza può essere quantificabile, quindi misurabile. Da lì è nato il test di intelligenza in base al quale si può misurare il quoziente intellettivo: inventato ai primi del Novecento dallo psicologo francese Alfred Binet, era stato studiato per valutare il livello di intelligenza degli alunni e capire quali fossero i meno dotati, in modo da poterli aiutare nello studio delle materie scolastiche.

Il test di Binet-Simon (dal nome del collaboratore col quale venne inventato e successivamente rielaborato), si rivelò lacunoso: il suo stesso inventore capì quasi subito che era troppo rigido e schematico, non prendendo in considerazione l’aspetto creativo ed emotivo della mente umana.

Nonostante gli (ormai) evidenti limiti, il test del QI conobbe grandissima popolarità: poter misurare qualcosa di così astratto e complesso come l’intelligenza era una conquista straordinaria e vennero di conseguenza elaborati diversi tipi di test da usare non solo sui bambini in ambito scolastico, ma anche in contesti extra-scolastici.

Come spesso accade per le migliori invenzioni umane, il test di intelligenza fu anche strumentalizzato politicamente a sostegno di vaneggianti teorie razziste e segregazioniste. Non fu utile quindi a individuare i vari tipi di intelligenza.

Scrivendo questo libro, mi proposi di minare la nozione comune di intelligenza come capacità o potenziale generale che ogni essere umano possiederebbe in misura più o meno grande. Nello stesso tempo intendevo mettere in discussione l’assunto che l’intelligenza, comunque venga definita, possa essere misurata da strumenti verbali standardizzati, come test con carta e matita, e fondati su risposte brevi a batterie di domande.

Howard Gardner

Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences” (1983)

Cosa sono le Intelligenze Multiple

Negli anni Ottanta del secolo scorso qualcosa cambiò, con la pubblicazione nel 1983 del saggio dello psicologo statunitense Howard Gardner intitolato “Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences” (in Italia è stato pubblicato successivamente con il titolo “Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza”) nel quale elaborò i tipi di intelligenza e la sua famosa Teoria delle Intelligenze Multiple. 

Gardner sostiene che attribuire al cervello umano una sola intelligenza è riduttivo ed errato, mentre ogni essere umano possiede intelligenze multiple. Secondo l’autorevole professore della Harvard University la concezione di intelligenza come fattore unitario e misurabile è priva di fondamento e va sostituita con una definizione più dinamica ed articolata in sottofattori differenziati.

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Gardner per elaborare la teoria delle Intelligenze Multiple partì da studi eseguiti su bambini dotati da diversi capacità intellettive, e riuscì a desumere l’esistenza di differenti aspetti legati all’intelligenza. Queste deduzioni vennero confermate da successive ricerche eseguite su pazienti con ictus a cui mancavano delle funzioni cognitive. Da qui è stato possibile formulare un concetto molto più ricco di intelligenza.

In pratica, dice Gardner, ognuno di noi non possiede solo una intelligenza, ma in sé ne porta diverse, in diversi modi e livelli: siamo unici anche per questo motivo. Interpretiamo il mondo che ci circonda in modo diverso, in base alle nostre intelligenze multiple. Gardner ha inaugurato una visione più ampia delle potenzialità cognitive di ogni essere umano. Le intelligenze non sono statiche, fisse, immutabili, ma si possono sviluppare, arricchire, accrescere. Ciascuno di noi può migliorare, espandere la propria visione grazie allo sviluppo delle varie intelligenze.

Intelligenze multiple: quanti tipi di intelligenza ci sono?

Ora facciamoci questa domanda: E’ possibile aumentare l’intelligenza? La risposta è sicuramente sì, essa aumenta in condizioni particolari, addirittura pare che aumenti facendo sesso regolarmente. Inoltre, dipende da quale di esse vuoi aumentare.

Quindi seconda domanda: “quanti tipi di intelligenza esistono?”

Potremmo rispondere che ci sono 7 tipi di intelligenza. Ma negli anni sono aumentati.

La Teoria delle Intelligenze Multiple inizialmente si è basa sul concetto che tutti gli esseri umani possiedono almeno sette forme di intelligenza e “rappresentazione mentale”, cioè sette diversi tipi di intelligenza. Studi più recenti di Gardner l’hanno portato ad aggiungere almeno altri due tipi di intelligenze, portandole quindi a nove. Ecco quali sono le nove intelligenze di Gardner, ognuna collocata in diverse aree del nostro cervello.

1. Intelligenza Verbale o Intelligenza Linguistica: “pensare con le parole e riflettere su di esse”.

Gardner la indica come la più importante delle intelligenze multiple, quella fondamentale: la comunicazione verbale è alla base delle relazioni sociali e qualsiasi scoperta, intuizione, invenzione ha bisogno di essere comunicata mediante il linguaggio. È un’intelligenza che deve essere coltivata e stimolata sin dall’infanzia proprio perché è il nostro modo per ricevere e trasmettere informazioni.

Chi possiede un’intelligenza linguistica spiccata ha una grande facilità di espressione, ha un vocabolario appropriato, chiaro ed efficace. Questa intelligenza si caratterizza infatti per la sensibilità particolare per il significato delle parole, per l’ordine fra esse. Chi la ha sa come sfruttare il linguaggio per le sue funzioni proprie, come convincere, stimolare, trasmettere informazioni e piacere. L’intelligenza linguistica si manifesta con una notevole produzione linguistica, una buona capacità di ragionamento astratto e di pensiero simbolico. Chi la possiede può variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Possono averla poeti, scrittori, linguisti, filologi, oratori.

Avere una preponderante intelligenza linguistica non implica necessariamente essere chiacchierone o amare particolarmente fare conversazione, ma significa avere padronanza del linguaggio e delle sue potenzialità.

Sapere sempre cosa dire, come dirlo e quando dirlo è un’ottima arma per stare bene in un contesto sociale: sul lavoro, in famiglia, tra gli amici, nella coppia. A volte la chiave del successo con chi ci sta davanti è l’uso di un termine piuttosto che un altro: la differenza tra successo e fallimento la puoi fare tu semplicemente usando in maniera appropriata la comunicazione verbale, sfruttando pienamente la tua intelligenza linguistica.

I 4 tipi di conoscenza alla base delle intelligenze multiple

Gardner individua 4 tipi fondamentali di conoscenza:

a) La retorica: una tecnica che è quasi un’arte. La retorica serve ad esprimersi in modo persuasivo, utilizzare tutte le potenzialità e le sfumature della lingua per convincere gli altri ed influire sull’altrui opinione. Sono molto abili in questa tecnica in genere dirigenti politici, avvocati, insegnanti, allenatori.

b) La mnemotecnica: è un procedimento per memorizzare dati che si basa sull’associazione mentale. I concetti che ci serve memorizzare vengono associati a delle immagini al fine di costruire una storia che ci aiuterà a tenerli a mente. È un metodo utile per non dimenticare dati importanti. Di solito viene utilizzata per tenere discorsi, conferenze, ricordare istruzioni, testi, sviluppare un tema in sede d’esame.

c) Esplicativa: la conoscenza si trasmette tramite il linguaggio, sia esso orale o scritto. Imparare a esprimersi in modo comprensibile è essenziale per tutti, ma lo è di più per gli insegnanti, i divulgatori, i giornalisti, i venditori e per le altre professioni che implichino l’interazione con gli altri.

d) Analisi del linguaggio: riflessione, nell’ambito dello studio del linguaggio in quanto tale, sull’uso del linguaggio stesso e analisi del senso dato alle parole nei diversi casi.

Secondo Ga​rdner, chi utilizza al massimo e al meglio questa intelligenza sono i poeti, che mettono in pratica la massima espressione del dominio dell’intelligenza linguistico-verbale. I poeti hanno una profonda conoscenza della lingua e una piena comprensione delle regole grammaticali: sanno cogliere anche le più sottili sfumature tra le parole e sanno sfruttare completamente la ricchezza della lingua.

L’intelligenza linguistica è lo strumento fondamentale per acquisire tutte le conoscenze ed è quindi importantissimo svilupparla al massimo sin da giovanissimi e coltivarla sempre. Stimolare, sviluppare, potenziare l’intelligenza linguistica è possibile.

2. La più famosa delle intelligenze multiple è l’ntelligenza Logico-Matematica

“Pensare con i numeri e riflettere sulle loro relazioni”.

Tra le intelligenze multiple di Gardner, l’intelligenza matematica è la capacità di condurre ragionamenti molto lunghi riuscendo a ricordare i diversi passaggi di cui si compongono. Gardner spiega che non si parla di memoria eccezionale, ma di una specifica abilità nel cogliere il senso complessivo delle connessioni che legano le varie proposizioni della dimostrazione.

L’intelligenza matematica emerge in chi possiede l’abilità nel comprendere le proprietà di base dei numeri, aggiungendo o sottraendo, nel capire i principi di causa ed effetto e la corrispondenza di valore univoco, nel prevedere,ad esempio, quali oggetti galleggiano, affondano, ecc.., nel riconoscere schemi, lavorare con simboli astratti (ad esempio numeri, figure geometriche, ecc.) e nel cogliere le relazioni o trovare i nessi tra informazioni separate e distinte.

Questa intelligenza coinvolge sia l’emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale sono elaborati i concetti. Riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. La possiedono solitamente scienziati, ingegneri, tecnologi.

3. Intelligenza Visiva e Visuo-spaziale: “pensare con immagini visive e fare elaborazioni su di esse”.

Riguarda la capacità di percepire forme e oggetti nello spazio. Chi possiede una grande intelligenza visuo-spaziale ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure e quindi ha una predilezione per le arti visive. È propria anche di chi sa orientarsi in luoghi intricati, chi non ha difficoltà nella realizzazione di mappe, diagrammi, carte geografiche e riconosce oggetti tridimensionali secondo schemi mentali piuttosto complessi, modellini e giochi che richiedono la capacità di visualizzare oggetti da angoli e prospettive diverse.

Ragionare con l’intelligenza spaziale significa pensare per immagini e disegni, avere quella che spesso viene definita una memoria visiva: si ricorda un testo o una parola per la sua collocazione nella pagina del libro. Chi ha l’intelligenza spaziale sviluppata ama fare i puzzle e i giochi di costruzione.

La possiedono scultori, pittori, architetti, ingegneri, chirurghi ed esploratori.

4. Intelligenza Corporeo-Cinestesica: “pensare con e sui movimenti e i gesti”.

Coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi possiede spiccata intelligenza corporeo-cinestesica ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti; si sviluppa attraverso esperienze concrete che interessano tutto il corpo.

Chi privilegia questa, tra le intelligenze multiple di Gardner, deve fare esperienza, deve agire, e ricorda prevalentemente quello che viene fatto. Sviluppa un’elevata sensibilità tattile e anche una spiccata sensibilità istintiva, ha coordinazione e armonia motoria. In questi casi chi ha sviluppato maggiormente l’intelligenza corporea, impara facendo, ha bisogno di esperienze concrete, di muoversi e di passare le informazioni attraverso il corpo.

La possiedono in particolare ballerini, coreografi, sportivi, artigiani.

5. Intelligenza Musicale: “pensare con e sulla musica”.

Normalmente è localizzata nell’emisfero destro del cervello ed è separata dal talento linguistico. L’intelligenza musicale è la capacità di riconoscere l’altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche: chi la possiede quindi riconosce, ricostruisce e comporre musica sulla base del tono, del ritmo e del timbro. Gardner ritiene che sia proprio quello musicale uno dei primi talenti che emerge in un individuo.

Chi possiede l’intelligenza musicale sviluppata è abituato ad apprendere attraverso il canto e la musica e trasforma ciò che sente in una cantilena o in un ritmo. Possiede, inoltre, capacità come quelle di riconoscere e usare schemi ritmici e tonici, di usare la voce e strumenti musicali, la sensibilità ai suoni dell’ambiente.

La possiedono prevalentemente i compositori, i musicisti e i cantanti.

6. Intelligenza Intrapersonale: “riflettere sui propri sentimenti, umori e stati mentali”.

Alcune emozioni, come l’allegria o la tristezza, sono facili da identificare. Tutti siamo in grado di capire generalmente se siamo di buonumore o di cattivo umore. Tristezza, rabbia, euforia o allegria però a volte non si manifestano in maniera netta e apertamente. Imparare a riconoscere questa sensazione scomoda, che a volte provoca disagio, darle un nome, di solito richiede un grande lavoro di introspezione e di sincerità con noi stessi. Gardner ha chiamato questa capacità di capire noi stessi nel profondo intelligenza intrapersonale: l’abilità di identificare i propri sentimenti e i propri pensieri per avere il controllo su sé stessi, disciplina e maturità.

Tra le intelligenze multiple di Gardner, l’intelligenza intrapersonale quindi riguarda la capacità di conoscere e comprendere la propria individualità, le proprie pulsioni interne e le proprie emozioni. Chi la possiede sa inserire la propria individualità in un contesto sociale al fine di ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri.  Quando l’intelligenza intrapersonale è più sviluppata, si ha la capacità di classificare e discriminare i propri sentimenti, definendoli anche attraverso un sistema simbolico elaborato (ciò che oggi, approssimativamente definiremmo “Intelligenza Emotiva”).

Chi ha molta intelligenza intrapersonale ha una forte personalità che non viene messa in relazione con gli altri, ma tenuta in isolamento, optando per attività di tipo individualistico: un hobby, un diario. Di solito è una caratteristica peculiare di  persone indipendenti, che si godono la loro solitudine, creative e che dimostrano una significativa autonomia personale. In queste persone prevale un senso di sé profondo che induce alla meditazione solitaria. Gli atteggiamenti tipici possono essere: mostrare senso di indipendenza, formulare opinioni categoriche, sembrare chiuso in un suo mondo interiore, possedere un profondo senso di autostima, coltivare un hobby personale, non seguire le mode, prediligere il lavoro individuale.

L’intelligenza intrapersonale si può riassumere nella capacità di vedere con realismo e obiettività come siamo e cosa vogliamo. Insieme alle altre intelligenze di Gardner, questa dimensione rappresenta una via per sviluppare adeguate competenze, per darci l’opportunità di vivere la vita in maniera più competente, più felice e più in armonia con noi stessi. Questo esercizio di introspezione generalmente richiede l’uso di canali espressivi per poter essere esteriorizzato: il linguaggio, la musica, la danza, eccetera. Quando sappiamo cosa ci motiva, ciò che ci altera, quali sono i nostri punti forti e quali sono i nostri limiti, ci conosceremo meglio. È in quel momento che abbiamo l’opportunità di creare strategie che ci aiutano a reagire adeguatamente nelle diverse situazioni della vita, sviluppando la fiducia in noi stessi.

L’intelligenza intrapersonale è senza dubbio una delle risorse più preziose a  nostra disposizione e può essere sviluppata attraverso strategie e tecniche ben precise. 

7. Intelligenza Interpersonale: “avere successo nelle relazioni con gli altri”.

Quando si riesce a comprendere sé stessi, diventa più facile comprendere gli altri. L’intelligenza intrapersonale per questo motivo è strettamente legata all’intelligenza interpersonale, anche conosciuta come intelligenza sociale, che viene definita da Gardner come la capacità di stabilire relazioni con gli altri, di saper riconoscere le proprie emozioni interpretando bisogni, empatizzando.

Chi ha questa intelligenza più sviluppata riesce a dominare le relazioni sociali: in genere sono persone aperte, che vogliono ascoltare opinioni diverse dalle loro e amano guardare le cose da un punto di vista diverso. Inoltre hanno molti amici e hanno sviluppato strategie vincenti per risolvere conflitti e riescono ad influire positivamente sugli altri.

L’intelligenza interpersonale coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi: è una sorta di capacità di “empatia” nei confronti del prossimo.

Chi ha l’intelligenza interpersonale sviluppata è un abile costruttore di relazioni, si fa spesso mediatore in dispute, sa comprendere gli altri, fa prevalere il desiderio di socializzazione e di interazione e, di conseguenza, ha molti amici e coltiva le amicizie, socializza con facilità, cerca attività extra-scolastiche in cui inserirsi, si adatta bene alla vita di gruppo, ama i giochi di gruppo e di società.

È presente in maggior misura in politici, leader, imprenditori di successo, psicologi, terapeuti,  avvocati, venditori, comunicatori, poliziotti.

Sia l’intelligenza intrapersonale sia quella interpersonale sono importantissime per trionfare in ambito professionale e personale. Non vanno sottovalutate perché, afferma Gardner, sono complementari alle altre intelligenze e come le altre possono essere rafforzate e migliorate. 

8. Intelligenza Naturalistica: “Pensare alla natura e al mondo che ci circonda”

Nella teoria delle intelligenze multiple è la qualità che consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. E’ l’intelligenza tipica di biologi, astronomi, antropologi, medici e altri.

9. Intelligenza Esistenziale: “Pensare alle questioni etiche ed esistenziali”

L’intelligenza esistenziale nella teoria delle intelligenze multiple rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi dell’esistenza, come la natura dell’uomo, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente.

Gardner la definisce come la premessa del pensiero filosofico, l’attitudine al ragionamento astratto, e la fa risalire all’età della pietra quando l’uomo si interrogava sulla realtà, cercando risposte su ciò che non capiva e riteneva più grande di sé. L’intelligenza esistenziale si manifesta nella scienza, nella mitologia, nella religione, nell’elaborazione di sistemi filosofici e nelle varie forme d’arte.

L’intelligenza esistenziale rende chi la possiede incline alla riflessione sulle tematiche che solitamente risultano oggetto dell’indagine filosofica. Si manifesta sin da bambini, nella prima infanzia: la curiosità è una prerogativa dell’età infantile, infatti l’età prescolare viene spesso definita “l’età dei perché”. Naturalmente il bambino non sa distinguere tra le domande appartenenti al mondo fisico e quello sensoriale, perciò ne formula una serie che interessa entrambi i tipi pensando che in ogni caso l’adulto abbia la risposta ad ogni sua domanda.

Per fare sì che, nel ricco panorama delle intelligenze multiple, questa profonda e intensa caratteristica che si manifesta nei bambini si possa sviluppare in un atteggiamento di ricerca spirituale, esistenziale ed etica è importante che l’adulto faccia capire al bambino che non è stupido interrogarsi sui grandi perché della vita e su tutte le questioni che non danno certezze. Per valorizzare l’intelligenza esistenziale, e farci vivere in modo armonioso con il nostro lato più spirituale, è utile potenziare nel corso degli anni il lato curioso di noi stessi, sforzandosi di trovare delle risposte personali ai perché, in modo da confrontarle con quelle degli altri e anche con culture diverse, favorendo così l’apertura mentale e un clima di accettazione reciproca. 

Come usare le intelligenze multiple nella didattica

Abbiamo solo un’intelligenza delle nove intelligenze multiple?

Possedere spiccatamente un tipo di intelligenza non esclude le altre: tutti gli esseri umani possono avere tutte le nove intelligenze di Gardner, “mixate” in maniera differente. Ognuno di noi possiede talenti ed attitudini diverse, caratterizzati dalla propria particolare mescolanza delle intelligenze multiple. Il prevalere dell’una o dell’altra intelligenza determina, poi, il modo specifico e privilegiato di apprendimento di ciascuno.

Il “capitale iniziale” di intelligenza che l’individuo possiede sin dalla nascita è spezzettato in diversi tipi e combinazioni e può essere modificato in relazione alla maturazione, all’esperienza, all’interazione con altre rappresentazioni.

Le intelligenze multiple vengono spesso utilizzate contemporaneamente e si completano a vicenda per riuscire a raggiungere maggiore successo e per risolvere efficacemente i problemi. Secondo Gard​ner infatti lo scopo dell’essere umano è capire come utilizzare al meglio queste intelligenze per raggiungere un maggiore benessere individuale e in situazioni di gruppo.

Pesonaggio vettore creata da macrovector – it.freepik.com

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