Perché laurearsi lavorando è meglio che studiare e basta

Cosa trovi in questa Mega-Guida

Come laurearsi lavorando può diventare più facile

In un certo senso laurearsi lavorando potrebbe essere più facile che studiare e basta.

Se sei uno studente lavoratore università pubblica, università privata,
università telematica che sia, hai gli stessi problemi che ha uno studente che fa solo quello nella vita, per dieci ore al giorno.

  • Ti siedi di fronte alla pagina, provi a leggere, sei stanco e svogliato, non hai voglia di scrivere e leggere quelle cose che ti trovi davanti e la mente inizia a vagare.
  • Finisci la pagina e non ti ricordi praticamente niente o non hai capito niente.
  • Studi per mesi magari nei ritagli di tempo o togliendo tempo alla tua vita privata, alla tua vita professionale, al lavoro, arrivi davanti all’esame scritto o al professore e non ti ricordi alcune cose, hai cioè dei vuoti di memoria improvvisi, oppure hai delle incertezze che sono inconcepibili
  • ti viene l’ansia come i ragazzini ma tu ovviamente hai studiato talmente tanto che ti stupisci di queste incertezze, non sembra neanche che è studiato così tanto e sacrificato tante cose nella tua vita. Comunque

Tranquillo perché le ansie ce le hanno tutti non solo i ragazzini.

La vogliamo trovare una soluzione insieme?

Studiare e lavorare non è fattibile col metodo di studio del Liceo

La prima cosa è scontata: il metodo di studio che usavamo al liceo non va bene.

Sottolineare, riassumere, ripetere andavano bene il giorno prima poi te la cavavi un po’ con la parlantina, se la parlantina non ce l’avevi. Ti sei abituato a studiare quasi a memoria o comunque a voler riportare quasi in maniera identica quello che c’è scritto nel libro.

In ogni caso all’università questa cosa non la puoi fare perché hai poco tempo, ci sono alcuni professori che chiedono di tutto, le frasi precise del libro, i libri sono giganteschi.

Comunque non hai voglia di farlo perché la stanchezza, la noia di fare sempre le stesse cose, di scrivere magari anche cose che non ti piacciono ti portano a procrastinare.

In effetti questi metodi che usiamo per studiare sono un po’ casuali, ce li siamo creati un po’ nel tempo, niente di male in questo. Il fatto è che poi ci portano davanti al professore all’esame e:

  • non abbiamo i risultati
  • abbiamo dei voti medi
  • andiamo in ansia
  • ci diamo la colpa di non aver studiato abbastanza
  • diamo la colpa al lavoro

Ci sentiamo in colpa per aver sacrificato tantissimo del nostro tempo di vita oppure per non aver dato tempo alle cose veramente importanti, il lavoro è una di queste.

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Di sicuro non rispettiamo le aspettative nostre e degli altri: alcune persone ci vogliono veramente tanto bene, ci vorrebbero aiutare e comunque hanno delle aspettative nei nostri confronti, non fosse altro perché gli togliamo del tempo alla relazione.

La buona notizia è che le soluzioni sono abbastanza chiare e semplici, sono facili da trovare e sono anche chiare da mettere in pratica, l’importante è usare gli ingredienti giusti e la formula giusta.

Cercherò di essere molto veloce e semplice, tuttavia non dare per scontate le cose che ti dirò perché ho dovuto studiarci tanto, fare tutti i corsi, soprattutto lingua in straniera, metterle in pratica con un migliaio di studenti.

E ho voluto girare il mondo per la ricerca sullo sviluppo delle intelligenze, perché ho voluto vedere come in alcune parti del mondo queste intelligenze e questi stili di apprendimento e stili cognitivi vengono preservate mentre in Italia abbiamo ancora qualche difficoltà che probabilmente è dovuta alla strutturazione anche del sistema scolastico e universitario italiano.

Sono tutte cose per cui ho dovuto tenere duro, mettere in pratica, volevo che fossero i metodi non dico perfetti ma sicuramente i migliori, professionali, testati e che funzionassero davvero in questi casi specifici, in alcune facoltà specifiche e che dessero dei risultati concreti.

Ecco quattro indicazioni di base che fuggono appunto come fondamenta del nostro lavoro insieme.

1. Studiare e lavorare implica il rifiuto delle tecniche

Se lavori part time o full time non hai il tempo di fare tecniche di memoria, mappe mentali, mappe concettuali, schemi e di usare i vecchi metodi.

Sono tutte cose che richiedono troppo tempo, facciamo fatica a impararle e facciamo fatica ad applicarle.

La comunità scientifica da 40 anni dice che questi metodi non funzionano per tutto, funzionano solo per alcune cose, per ricordare elementi singoli, altrimenti richiedono troppo tempo ed energie, proprio quello che noi studenti e studenti lavoratori in particolare non abbiamo: tempo ed energie.

Le tecniche di organizzazione, gestione del tempo, gestione delle emozioni, vanno bene per gli studentelli, per gli adulti non vanno bene, perché non si ha il tempo per imparare le tecniche… per esempio di gestione del tempo!

Persino fare schemi e mappe, e usare eventuali tecniche, se proprio non puoi farne a meno, va fatto in modo da risparmiare tempo e nella maniera giusta, quindi senza perderti in procedimenti disfunzionali.

2. Riuscire a studiare e lavorare si basa sulle aspettative realistiche

Seconda indicazione: aspettative realistiche!

Preparare più di un esame contemporaneamente mentre si lavora, o preparare più esami in un mese, può capitare, può andar bene per qualche studente che fa solo quello, ma per il resto, per uno studente per esempio lavoratore o che ha poco tempo a disposizione, non è fattibile.

L’esame deve essere letto, capito, assimilato, ricordato. Bisogna impratichirsi per parlare e non possiamo studiarlo solo sulle domandine fatte dal professore perché il giorno che il professore varia un po’ o un altro professore ti chiede qualcosa di un po’ più approfondito torni a casa senza aver passato l’esame e lo devi preparare da capo.

3. Studiare e lavorare con i metodi intelligenti

Tre, qualunque metodo ti deve far sentire intelligente e brillante, non deve essere una specie di scorciatoia o non ti deve far sentire un furbetto che ha “fregato il sistema”. Perché quello che si chiama momentum, cioè l’emozione, l’eccitazione che si prova nel superare un esame difficile avendolo preparato bene e avere le conoscenze da utilizzare nel lavoro, si crea solo se queste conoscenze le fai tue in maniera approfondita.

E poi se studi in modalità diciamo “massimo risultato minimo mezzo” come si faceva a scuola o sulle domandine del professore, ti ritrovi poi al lavoro a non poter applicare niente di quello che è studiato!

In particolare ti ritrovi a preparare l’esame successivo, in cui potresti riutilizzare quello che hai studiato nel precedente ma non te lo ricordi perché hai studiato due cavolate.

Questo potrà andar bene ripeto per uno studente liceale ma quando studiamo medicina, ingegneria, giurisprudenza…

4. Il potere dell’ispirazione

Quarta e ultima indicazione: l’apprendimento deve essere qualcosa non solo di creativo, ma deve essere qualcosa che ti ispira perché ti fa sentire che:

  • stai cambiando
  • stai migliorando
  • ti stai prendendo una rivincita
  • ti servirà per guadagnare di più.

L’opposto è quell’insieme di metodi che ti danno ansia e paura oppure che ti propongono delle tecniche per superare ansia e paura! Ti ritrovi con una serie di tecnicismi che funzionano solo nei video corsi oppure nei corsi in presenza ma poi non hanno un applicazione nella vita pratica, non funzionano nel quotidiano.

Il metodo o i metodi di studio devono già toglierti l’ansia, la paura e la frustrazione per il semplice fatto di usare quei metodi di studio.

Le obiezioni comuni degli studenti lavoratori

Certo molti mi dicono che il metodo è soggettivo!

E’ vero, ognuno di noi sviluppa i propri metodi e riesce ad adattarli alle proprie caratteristiche, trova il metodo migliore per se stesso.

Molti altri mi dicono

Cambiare ora difficile,come faccio a 30 o 40 anni a cambiare il mio metodo di studio se ho sempre fatto così?

E’ vero però:

  • una cosa è imparare a guidare per esempio con un istruttore che dice “Ok tu hai sempre guidato la bicicletta, adesso impara a guidare la macchina”. Tu te la cavi un po’ senza indicazioni e poi ti dice “Ok te la stai cavando, impariamo subito a guidare un articolato!”. Non è fattibile
  • diverso è avere un istruttore che ti da le dritte giuste e ti dice cosa è bene fare e cosa no. O meglio ti aiuta a scoprire sia i principi scientifici che funzionano, sia quelli che sono più adatti per te, cosa che ti permette di adattarli alle tue caratteristiche, al tuo stile cognitivo e al tuo stile di apprendimento.

E comunque lascia che te lo dica: cambiare si è faticoso, richiede un po’ di tempo, ma è molto meglio che vivere nei rimpianti e nei rimorsi. Perché abbiamo già tantissimi rimpianti delle cose che non riusciamo a fare, abbiamo tanti rimorsi del tempo e delle energie che non dedichiamo alle cose importanti, ai nostri hobby, alla nostra vita, alle amicizie.

Alle persone care che comunque sono lì e desiderano vederci eccellere desiderano vederci riuscire.

Quindi cambiare è difficile ma non cambiare potrebbe essere nel medio-lungo periodo molto molto peggio.

Se credi nei valori di cui abbiamo parlato e soprattutto:

  • nel valore della libertà dalla paura, dalle emozioni spiacevoli,
  • nella libertà anche di costruirti un lavoro utilizzando le competenze che stai acquisendo nello studio
  • nel valore dell’unicità, il fatto che tu hai degli stili cognitivi, degli stili di apprendimento che sono i tuoi

mi farebbe molto piacere se tu scrivessi qui sotto nei commenti quali argomenti secondo te sono i più importanti da trattare a proposito.

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Inventore del Sistema FNM® - Fenomenologia dei Nuclei in Movimento. Creatore del Metodo di Studio MemoVia®. Inventore di Resilio® - il primo Metodo al Mondo di Allenamento alla Resilienza. Creatore di Innamora® - la Sequenza per la Fascinazione Comunicativa.

Giovanni


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