Mappe Mentali e Mappe Concettuali come farle (è utile usare i software per mappe mentali?)

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Mappe mentali e mappe concettuali come farle e quando usare dei software per mappe mentali

Io su mappe mentali e mappe concettuali ho un po’ una forte opinione, un po’ fuori legge.

Però voglio essere sicuro che tu abbia delle aspettative chiare quando ti chiedi se è il caso di fare una mappa mentale una mappa concettuale per studiare per quell’esame, oppure quando vuoi capire se le stai facendo in modo giusto.

Entro la fine di questa guida saprai come farle a perfezione, se proprio decidi di farle, e come evitare degli errori molto comuni.

Ho detto SE decidi di farle perché tantissimi studenti che provano su un esame si scontrano con:

  • mancanza di voglia di farne di nuove
  • mancanza di tempo: ti viene anche l’ansia perché tu continui a fare mappe e il tempo passa e la data dell’esame si avvicina
  • mancanza di spazio: alcuni si rendono conto che non c’entrano più ‘ste mappe sul foglio perché ci sono troppe cose da scrivere, quindi che cosa fanno? Cadono nella trappola delle mappe fatte al pc. Tipo con programmi come Xmind (che è anche gratuito) ti concentri poi però più sul fare la mappa, sul cercare le immagini online da mettere dentro la mappa, che sullo studiare davvero

Insomma molti studenti dopo un po’ si arrabbiano tantissimo, si sentono presi in giro e di aver perso un sacco di tempo a fare le mappe, probabilmente perché le hanno fatte nel modo non corretto.

Come capire se è il caso per te di fare mappe mentali e mappe concettuali

Io questo passaggio brutto non l’ho fatto perché ho avuto subito il rifiuto
delle mappe, non mi sono mai piaciute, le sentivo come una cosa non efficace e quindi ho provato a farne due o tre e poi mi sono reso conto che c’erano troppi passaggi:

  1. prima leggi libro
  2. poi lo rileggi
  3. poi trova le parole chiave
  4. sottolineale
  5. metti le sul foglio nella mappa mentale
  6. poi memorizzi la mappa

Non mi piaceva neanche la cosa delle troppe regole:

  • le devi scrivere dall’alto verso il basso
  • oppure al centro l’argomento e poi i sotto argomenti intorno a raggiera
  • usa i disegni, le forme geometriche, il box i connettivi
  • non mi piaceva!

Comunque qui ho voluto mettere a disposizione una guida e il video per imparare a fare le mappe concettuali nella maniera giusta evitando per esempio di usare connettivi logici ed evitando di perdere tempo.

Insomma una buona notizia! Se proprio vuoi farle, decidi di farle, così le farai in modo intelligente senza perdite di tempo e risparmierai un sacco di energie,

Qui però vogliamo aggiungere delle regole per fare delle mappe che ti aiutino veramente a studiare. Eccone un riassunto:

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Regola 1 per mappe mentali e mappe concettuali giuste: scrivi

La prima regola è che le devi fare per forza su carta, mai al pc.

Ci sono tantissimi software per mappe mentali, alcuni piuttosto costosi.
Io ne ho sperimentati alcuni, tutti gratuiti, per curiosità:

  • XMind: il mio consiglio, la versione gratuita è più che sufficiente per fare tutto
  • Coggle: stessa cosa
  • Ayoa (prima si chiamava IMindMap): prova gratuita di 7 giorni, poi costa un sacco.
  • MindMeister: web based e in abbonamento
  • Mindomo: nella versione gratuita puoi creare un tot di mappe, dopo dovrai pagare

Se proprio devi farle, questi software possono rendere più veloce il lavoro, ti permettono di aggiungere rami e fare correzioni, e in più puoi portarli sempre con te, sullo smartphone.

Tuttavia…

Scrivere a mano ti aiuta effettivamente a ricordare di più che scrivendo al pc. Certo ci sono come dicevamo dei programmi gratuiti tipo Xmind che
sono fighissimi, ma ci vuole una vita per prendere le immagini e metterle sulla mappa, cercarle su Google… c’è gente che addirittura dopo se le fa stampare!

Insomma lascia perdere, fai tutto a mano.

Regola 2 per mappe mentali e mappe concettuali giuste: liberati

Secondo elimina tutte le indicazioni rigide e falle come ti pare, non fare nemmeno le frecce, fai giusto delle linee per connettere delle parole, delle frasi semplicissime.

Nessuna ricerca prova che delle mappe iper particolareggiate, piene di disegnini e di colori, in realtà abbiano un effetto sul ricordo a lungo termine.
Forse solo un po’ sulla comprensione, perché ti spingono a elaborare, a
soffermarti di più sui concetti, ma per quello non c’è bisogno della mappa, puoi elaborare direttamente sul libro.

Altrimenti con la mappa ci perdi un sacco di tempo.

Quindi prendiamo il nostro foglio, lo mettiamo:

  • in orizzontale se c’è un argomento e tanti sotto argomenti e una buona ricchezza di dettagli
  • in verticale se c’è appunto sempre un argomento, pochi sotto argomenti ma tantissimi dettagli, come succede per esempio in alcune materie molto complesse (in medicina, in giurisprudenza).

Regola 3 per mappe mentali e mappe concettuali giuste: gerarchizza

A quel punto scriviamo in cima l’argomento (nota ho detto l’argomento
non il titolo del capitolo) di cui parleremo. Sotto, diciamo nella seconda linea, mettiamo i sotto argomenti specifici in cui l’argomento è suddiviso
e poi per ciascun sotto argomento andiamo a elencare, a mettere tutti i dettagli.

Io di solito preferisco metterli in ordine di importanza ma sentiti libero di metterli nell’ordine che preferisci, nel tuo ordine mentale, anche perché ricorda che come diremo tra poco le mappe vanno fatte dopo aver studiato, non prima, quindi i dettagli ti verranno fuori nell’ordine più giusto per te, nell’ordine più logico per esporre bene quello che hai appena studiato.

Mentre fai la mappa ti consiglio di scrivere molto velocemente, in maniera iper essenziale, solo i termini, di evitare delle frecce elaborate o simboli. Preferisco che tu faccia solo delle linee per collegare un argomento con il sotto argomento, il sotto argomento con un dettaglio, e così via.

E poi preferisco che tu eviti colori e disegni soprattutto molto particolareggiati, non vorrei che tu perdessi del tempo a disegnare in maniera molto dettagliata quello che c’è all’interno della mappa.

Meglio immaginare, perché i disegni non vanno bene per tutti.

Mappe mentali e mappe concettuali non sono per tutti gli stili di apprendimento

Io sono un amante degli stili di apprendimento, degli stili cognitivi:

  • alcune persone sono visive e imparano bene con le mappe e con i disegnini nelle mappe o avendo tutto sott’occhio
  • altre persone non hanno bisogno di questo, hanno bisogno di parlare perché sono più uditive e quindi li metti a fare una mappa e li ammazzi
  • altre persone hanno bisogno di muoversi e invece tu li metti seduti a disegnare una mappa e per loro è una tortura.

Altra cosa: siccome non è necessaria (e questo lo abbiamo ormai capito) la mappa per capire, sintetizzare, riorganizzare e ricordare, io suggerisco sempre di fare le mappe DOPO aver studiato.

Quindi prima capisci sul libro, selezioni le cose importanti da ricordare, provi a tenerle dentro, le spieghi a te stesso. dopo che hai finito di studiare tutto il capitolo, se proprio hai questa insicurezza che ti porta ad aver
bisogno di mettere tutto su un foglio, usi la mappa per ripassare

Potremmo vederla come una produzione: anziché farla oralmente hai bisogno di scrivere e questo in effetti potrebbe aiutarti e darti anche più sicurezza.

Invece fare la mappa concettuale o peggio ancora mentale prima di studiare è un disastro perché ti vincola a quello che è scritto, diventa un riferimento a cui cade sempre l’occhio e che non ti permette di elaborare e di ricordare e ti lascia con una grande insicurezza nel momento in cui il foglio te lo tolgono da sotto al naso

Ricorda che tu all’esame ci vai senza i fogli e senza le mappe.

Una precisazione. Se la tua domanda è:

Mappe mentali e mappe concettuali non sono per tutti gli esami

come faccio le mappe per anatomia, per analisi, per ingegneria, per diritto privato?

Anche qui bisogna avere delle aspettative chiarissime.

Se cerchi online troverai tantissime mappe di argomenti estremamente semplici o per le superiori. Non trovi delle mappe semplici, facili, piccole per un capitolo di anatomia

Se vai a cercare quelle per anatomia o per diritto trovi delle mappe concettuali appunto senza connettivi logici, ridotte all’essenziale, e che comunque sono fatte al computer poiché sono mastodontiche.

In effetti è pure logico se ci pensi: in un capitolo di anatomia o di diritto ci sono 50/100/150 termini, insomma un capitolo ti occupa tutto il foglio, non puoi pretendere di mettere tutto l’esame all’interno di un foglio A3!

E’ per quello che si fanno poi online nei programmi ma poi non ci aiutano a studiare perché il foglio diventa gigantesco, pieno di termini difficili e dopo che l’abbiamo fatto abbiamo semplicemente trasportato i termini difficili dal libro alla mappa e quindi adesso li dobbiamo studiare e memorizzare.

A proposito, la fotografia mentale delle mappe, cioè il pensiero che si possano memorizzare solo guardandole, non è mai stata dimostrata. Anche nello Scientific American è stato detto che la fotografia mentale non esiste e non è mai esistita.

Quindi non sentirti in colpa se non riesci a farla.

Le mappe concettuali sono nate negli anni 70 con i bellissimi lavori di Novak, però in un periodo storico in cui ancora la ricerca sull’apprendimento era molto indietro rispetto ad adesso e quindi si credeva che fosse necessario ancora scrivere per sintetizzare, capire e quindi memorizzare

In quel momento almeno si è passati dalla scrittura dei riassunti (che come sai non è funzionale) alla scrittura delle mappe concettuali coi connettivi logici e poi alla scrittura con disegno delle mappe mentali

Questa sorta di evoluzione è andata a soddisfare le persone che erano insicure e quindi prima facevano i riassunti. Ma sono rimaste insicure perché credevano che mettendo tutto su un foglio, su carta, così non avrebbero perso nulla.

Riepilogo del procedimento per fare mappe mentali e mappe concettuali perfette

Rivediamo il procedimento velocemente:

  • leggo e capisco dal libro
  • provo a tenere dentro quello che ho capito
  • dopo che ho studiato un capitolo provo a buttare tutto giù su una mappa, ma la faccio bene: evito colori, svolazzi, freccette, scrivo solo i termini difficili, quelli importanti da ricordare e lascio che il mio cervello ricomponga le frasi che vuoi dire al professore senza bisogno di scriverle come se facessi un riassunto.

Se le fai bene, se abbandoni i programmi e comunque le usi per ripassare ma non per studiare, avrai sicuramente dei benefici in termini di organizzazione del ricordo e di ricordo stesso

E se stai pensando

ma io ho sempre studiato diversamente! Le mappe le ho sempre fatte in un altro modo!

Sappi che io apprezzo tantissimo l’impegno che ci hai messo nel fare quelle mappe finora e che sono certo che tu sia in grado di cambiare un po’ il tuo modo di studiare.

Quindi sperimenta tutto, cambia, sentiti la libertà di fare come ti pare e di adattare il metodo, il tuo metodo, a te stesso alle tue esigenze.

Con tutta questa determinazione non ho dubbi che troverai il modo più adatto a te.

Sono certo di averti chiarito un po’ le idee su questa storia delle mappe. Se non è così sono a tua disposizione: qui sotto nei commenti chiedimi quello che vuoi ti aiuterò a trovare la tua strada e a scegliere se sono la soluzione giusta per l’esame che stai preparando.

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About the author

Inventore del Sistema FNM® - Fenomenologia dei Nuclei in Movimento. Creatore del Metodo di Studio MemoVia®. Inventore di Resilio® - il primo Metodo al Mondo di Allenamento alla Resilienza. Creatore di Innamora® - la Sequenza per la Fascinazione Comunicativa.

Giovanni


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