Come nel metodo di studio efficace superiori e università sono diverse

Cosa trovi in questa Mega-Guida

Il metodo di studio efficace per le superiori e l’università

Se vogliamo parlare di metodo di studio efficace superiori università sono molto diverse.

La verità è che per andare bene al liceo non devi studiare i giorni prima dell’interrogazione o del compito in classe.

Pensa come cambierebbero le tue giornate la tua vita in generale se tu riuscissi ad avere il massimo risultato col minimo mezzo, quindi se senza sforzo tu riuscissi a studiare in poco tempo a ricordare tutto senza rotture di scatole…

Anche da parte dei tuoi genitori che ti spingono a studiare di più, che ti contano quanto tempo stai suoi libri e in base a quello decidono che hai studiato o meno.

Insomma se riuscissi a sbrigarti, a essere efficiente e raggiungere questo
risultato di passare da un anno a un altro senza portarti le materie o senza
farti bocciare.

Ci sono dei ragazzi e delle ragazze che studiano effettivamente tante, tantissime ore (ne parleremo dopo) e ci sono degli altri che però sembrano avere un segreto: anche se non studiano più di tanto riescono comunque ad avere dei voti sufficienti a volte anche buoni.

Allora lo vogliamo questo metodo di studio senza sforzo per il liceo?

Metodo di studio efficace per le superiori: i segreti di chi studia meno ma bene

Quando si parla di metodo di studio efficiente per le superiori troviamo due scuole di pensiero:

  1. la prima dice che bisogna studiare alcuni  giorni prima, organizzarsi il lavoro alcuni giorni prima per arrivare pronti poi ,non affogati all’interrogazione
  2. altri dicono che puoi farcela benissimo studiando tutto il giorno prima: magari ti alzi la mattina del compito o dell’interrogazione e ripassi un po’ e vai bene

In realtà nessuno dei due ha completamente ragione, è per questo che ho affermato che in merito a metodo di studio efficace superiori e università sono molto differenti.

Vediamo che ci sono quelli che studiano all’ultimo che in effetti se vedi vanno un po’ affogati al giorno prima, cioè si trovano con un accumulo di
20-30 pagine da studiare, più magari altri compiti, altri esercizi da
fare e si terrorizzano all’idea di non farcela

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Perciò si siedono davanti al libro col male di vivere e diventa veramente
un’agonia che poi si trasforma in un impantanamento, perché ci impantaniamo alla prima cosa che non capiamo bene e il pensiero ci dice

Mamma mia io devo studiare queste 30 pagine e non ce la facci,o mi sono impantanato sulla seconda il tempo corre e le ore passano

Quindi alla fine diventa un gioco al massacro.

Un altro gruppo di studenti parla invece di stare attenti a lezione, stare attenti alle interrogazioni, prendere un sacco di appunti scrivendo quintalate di roba.

Anche qui bisogna fare una programmazione ossessiva, veramente un eccesso in cui sto attento a lezione, tutte le ore sempre con l’attenzione a mille, prendo gli appunti, vado a casa, me li riorganizzo, mi faccio gli schemi, mi programmo anche le pagine da studiare durante i giorni precedenti l’interrogazione, e così via.

Capisci che questa non è vita.

Oppure fare un sacco di domande ai professori che poi in realtà molto spesso tutte queste domande non le accettano, non le apprezzano. Alcuni professori durante la spiegazione dicono delle cose e poi all’interrogazione ne chiedono delle altre, non ci può aiutare nemmeno vedere l’interrogazione di qualcuno prima di noi perché capita che
siamo noi i primi a essere interrogati su quell’argomento.

Una delle regole controintuitive: studia all’ultimo

La cosa più stupefacente che ti dico è di non studiare giorno per giorno ma di studiare all’ultimo il giorno prima dell’interrogazione o del compito in
classe.

Perché? Perché è quello il momento in cui siamo sicuri che il giorno dopo
ricorderemo di più, perché non è giusto occuparci tutta una settimana a
studiare delle pagine di argomenti che non ci serviranno mai nella vita.

Non è come all’università in cui cercheremo di studiare degli argomenti che ci piacciono e che ci serviranno come dico sempre per il futuro lavoro.

In questo caso le cose che studiamo a scuola non le useremo mai, quindi l’obiettivo principale è molto diverso dall’università, in questo caso è sfangarla e superare quel compito in classe o quell’interrogazione.

E a questo punto facciamo molta attenzione al procedimento da
seguire quando stiamo studiando il giorno prima, massimo due giorni prima dell’interrogazione o del compito in classe

Perché qui intervengono tanti metodi, si parla spesso di fare gli schemi, fare le mappe o usare le parole chiave, che per quanto mi riguarda sono tutti metodi non molto funzionali.

Schemi e mappe richiedono tantissimo tempo.

Certo ripetere alla nausea ne richiede ancora il più non e ti ricordi niente, alla fine molti parlano di parole chiave però ne parlano impropriamente e quindi dobbiamo trovare un modo per eliminare anche quelle.

Potremmo dire che bisogna passare da essere semplici studenti a veri studiosi, come rappresentato in questa infografica.

Cosa eliminare dal tuo metodo di studio

Allora prova a fare così.

Prova a leggere il libro, appena hai letto qualcosa di interessante tiri sugli
occhi dal libro e inizi a spiegarla a te (ad alta voce sarebbe meglio).

E’ un procedimento che garantisce l’elaborazione e quindi il ricordo.

Non sottolineare le parole chiave, al limite puoi mettere una piccola linea verticale a lato, nella zona del libro dove hai trovato qualcosa di importante.

Perché ti dico di non sottolineare le parole chiave? Perché le parole chiave, le frasi chiave, spingono l’occhio a cadere sul libro, a cercare la parola chiave per continuare ad andare avanti.

Il nostro obiettivo è, visto che abbiamo tempi ristretti, eliminare tutti i procedimenti che ci richiedono molto tempo (come abbiamo detto mappe, schemi, eccetera), studiare direttamente sul libro senza fare per esempio dei riassunti ma anche senza sottolineare.

Cioè sforzandoci, sforzando il nostro cervello nel mantenere dentro le cose che ha appena letto sul libro.

Evidenziamo bene anche questo: sottolineare una parola chiave nel libro, o una frase chiave, ci porta a sperare che poi quella parolina, quella frase tirino fuori tutte le informazioni che ci serve ricordare.

Ma segui questo piccolo esempio: anche se noi sottolineiamo quella parola non stiamo sottolineando la parola “lavagna” o la parola “orologio”. In questi casi di esempio sappiamo esattamente di cosa stiamo parlando, così la parola “orologio richiama la descrizione:

L’orologio è uno strumento che si attacca al muro e che segna le ore.

Si ho capito ma noi non parliamo gli orologi, parliamo di cose molto più
complesse che non conosciamo! Quindi la parola chiave può funzionare quando noi sottolineiamo una parola e quindi che fa riferimento a un concetto che già conosciamo, allora sì sottolineiamo “orologio” e a quel punto e ci esce fuori la descrizione dell’orologio e non abbiamo bisogno di leggerlo

Ma la situazione è molto diversa da sottolineare, ad esempio, il Re Persiano “Serse” sul libro. Se sottolineiamo “Serse” non ci viene in mente un gran che, ci può venire in mente qualcosa di Serse stesso, ci può venire in mente
il film 300, ma non ci viene fuori tutta la storia delle Guerre Persiane!

Quindi prova a non sottolineare, prova a mettere solo una linea al lato e a
cercare di ricordare, di tenere dentro quelle cose che ci sono in quella parte
del libro senza sottolineare niente.

Quali sono i tempi che dicono che stai usando un metodo di studio efficace

All’inizio ti preannuncio che questo procedimento è un pochino più lento, però è vero anche che rispetto alle parole chiave ti ricordi tutto!

Rispetto ai riassunti e agli schemi invece non può essere più lento, è molto più veloce e comunque è un metodo intelligente, ti garantisce di ricordarti il doppio rispetto a quello che ricordavi i prima. Ti senti anche un figo perché
effettivamente hai fatto la scelta giusta, che è quella di leggere, capire e
spiegare tutto quello che incontri nel libro.

Insomma ti sto dicendo di provare a non sottolineare, e sembra quasi che sia una cosa vietata da dire. In realtà richiede solo tre cose:

  1. un po’ di coraggio e audacia: perché bisogna avere anche un po’ il coraggio di evitare cicli di studio, programmi di studio rigidi, perché la testa funziona molto meglio se libera
  2. eliminare dei metodi di studio o delle pratiche completamente sbagliate e usare i metodi di studio giusti.
  3. indipendenza: perché alcuni ti diranno di studiare con gli altri, di cercare dei compagni di studio, di simulare le interrogazioni o di provare a spiegare agli altri, che possono essere delle enormi perdite di tempo perché i tempi di studio dell’uno e dell’altro sono molto differenti e alcuni si adagiano molto sul lavoro che fanno gli altri. Insomma alcuni non hanno voglia di studiare, altre ce ne hanno un po’ di più, poi ti ritrovi a dover spiegare e ri-spiegare cose a tuoi compagni di classe che sono completamente disattenti, che non gliene frega niente o che stanno aspettando di farsela spiegare da te come se fossi uno che fa le ripetizioni.

In aggiunta, se decidiamo di studiare con qualcuno ci ritroviamo che quella persona che ha capito, perché magari è appassionato alla materia (per quanto sia raro) ci spiega le cose, noi non capiamo niente e alla fine una persona si scoccia perché ha anche i suoi tempi e noi rimaniamo senza aver capito oppure che abbiamo capito quell’argomento però non siamo in grado di elaborare dei successivi.

Se hai bisogno di altre informazioni su come procedere sui tuoi libri faremo degli esempi, scrivilo qui sotto nei commenti.

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About the author

Inventore del Sistema FNM® - Fenomenologia dei Nuclei in Movimento. Creatore del Metodo di Studio MemoVia®. Inventore di Resilio® - il primo Metodo al Mondo di Allenamento alla Resilienza. Creatore di Innamora® - la Sequenza per la Fascinazione Comunicativa.

Giovanni


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