La sequenza esatta del metodo universitario perfetto (e come applicarla ai tuoi esami)

metodo universitario

Metodo universitario: ecco quello che magari non è perfetto ma funziona alla grande

Oggi voglio farti una domanda che riguarda il tuo metodo universitario. E subito dopo darti una sequenza chiara da seguire per raddoppiare la tua velocità di studio in pochi giorni.

Ma prima il domandone.

Su cosa ti focalizzeresti se dovessi studiare solo il minimo indispensabile?

Immagina di dover preparare un esame di 100 pagine in un fine settimana. Ridurresti tutto all’osso giusto? Cercheresti di capire i concetti e dati più importanti e subito dopo di fissarli in memoria nel modo più chiaro (e nel minor tempo) possibile.

Ecco, questa semplice domanda risponde a tutte quelle volte in cui uno studente mi ha scritto:

“Come faccio a scegliere su quali aree del testo concentrarmi e quali tralasciare quando studio per l’esame?”

Non saper scegliere cosa studiare e cosa no ha una conseguenza: ansiarsi perché la roba da sapere è troppa, abbattersi davanti al libro. Tutte cose che ti fanno perdere tempo ed energie.

Ma se impari a scegliere le cose giuste e hai un metodo universitario che ti permette di studiare bene e velocemente, hai risolto gran parte dei problemi.

Oggi infatti vediamo non solo come scegliere le cose giuste da studiare, ma come aumentare in pochi minuti la percentuale di ricordo.

Non posso prometterti una preparazione da 30 in una settimana, ma di sicuro avrai:

  • un buon risparmio di tempo
  • meno ansia mentre studi
  • il doppio del ricordo rispetto al classico leggi-sottolinea-riassumi-ripeti

Questo è un procedimento che faccio seguire a tutti gli allievi del Corso Base Gratuito MemoVia, in modo da dare loro uno slancio in avanti nel loro metodo di studio già dalla primissima lezione.

A dimostrazione che a volte le soluzioni per studiare bene e costruire il proprio metodo universitario che funziona ce le dice la scienza, non qualche guru improvvisato.

Step 1: lettura attenta

Esperimento sul tuo metodo universitario: quanto capisci con una sola lettura?

Facciamo un piccolo esperimento.

Prendi un libro qualunque, un capitolo che non hai mai studiato.

Solo per stavolta, fai una prima lettura, veloce, grazie alla quale riesci a individuare letteralmente quali righe (aree del testo) contengono le cose da sapere e quali possono essere saltate senza pericolo.

Mentre leggi puoi indicare le parti da studiare approfonditamente (ovvero prima da capire e rendere digeribili) con dei simboli oppure con delle righe a lato.

Dopo questa prima lettura avrai così già eliminato molto di ciò che non è fondamentale sapere (quel che fa da contorno agli elementi da memorizzare) risparmiando un bel po’ di tempo prezioso.

Perché non dovrai più rileggere l’argomento ri-domandandoti se c’è qualcosa di importante al suo interno (e scoraggiandoti ogni volta per la mole di lavoro).

Ora immagina di non dover fare due letture, mai. Ne fai solo una, e cerchi di capire il più possibile. Certo, prima ti concentri e ti impegni, perché se mentre leggi pensi alle farfalle è ovvio che non capisci un tubo.

Quanto, in percentuale, senti di aver capito (non ricordato, capito) con questa lettura singola?

Se la percentuale è sotto il 50%, i motivi sono in genere:

  • hai avuto momenti di distrazione
  • hai letto troppo velocemente, senza soffermarti su cosa ti stava dicendo il libro
  • hai pensato frasi che col metodo universitario non c’entrano proprio niente tipo “mamma mia quanta roba da sapere non me la ricorderò mai che pa11e non ne ho voglia”

In ogni caso, questa lettura va rifatta, e stavolta bene. Subito dopo andiamo avanti col procedimento.

Step 2: comprensione approfondita

Capire, la vera base del metodo universitario che funziona

A questo punto senza dubbio la cosa più importante, quando ti avvicini a un argomento, è la familiarità.

Che vuol dire e cosa c’entra col metodo universitario?

Prima di memorizzare l’argomento va compreso a perfezione, finché diventa appunto familiare.

Per capire meglio abbiamo bisogno di una metafora, che tra l’altro è una mia reale esperienza.

L’anno scorso ho fatto un viaggio a Cuba con 3 amici.

Bellissima isola, tutta da scoprire ma… senza internet, perché lì è difficilissimo averlo.  Sapessi quanto è stato difficile trovare alberghi, ristoranti, monumenti da visitare.

Abbiamo sbagliato strada mille volte, ci siamo fatti spennare dai tassisti, avevamo sempre ansia di sbagliare e comunque abbiamo perso un sacco di tempo girando a vuoto.

Con Internet e Google Maps a disposizione, o se avessimo già conosciuto a perfezione il posto, ce la saremmo goduta di più.

Stessa cosa vale per il tuo esame. Se non usi il giusto metodo universitario e non hai familiarità con gli argomenti:

  • non sai se stai studiando le cose giuste
  • sei confuso su cosa devi fare dopo
  • probabilmente stai perdendo tempo, girando a vuoto e disperdendo energie
  • di sicuro fai dieci cose in contemporanea (leggere, rileggere, evidenziare, ripetere, rileggere) ma nessuna bene e nella giusta sequenza

Ora che hai capito quanto è importante capire, puoi leggere anche la mega guida dedicata alla sottolineatura e comprensione.

Come basare il metodo universitario sulla comprensione approfondita

Da questo momento mettiamoci una nuova regola:

I concetti devono diventare parte di ciò che già sai, delle tue conoscenze, e si devono collegare gli uni agli altri in modo armonioso.

Altrimenti sarebbe come vedere un computer degli anni ’70 nel bel mezzo di un negozio pieno di apparecchi elettronici ultra-moderni: non ci sta a far nulla, non s’intona col resto!

Seguendo questa regola avremo dei benefici immediati:

  • saremo più produttivi ma stancandoci meno
  • ci sentiremo maggiormente concentrati
  • non disperderemo energie

Per capire davvero quello che leggi occorre che tu spieghi a parole tue quanto hai letto, seguendo il meno possibile ciò che è scritto sul libro e rendendo il tutto semplice, lineare, chiaro, essenziale.

Ad esempio potresti esercitarti a spiegare ad alta voce quanto hai appena letto a un amico immaginario seduto davanti a te: ti renderai presto conto che quando si tratta di spiegare a qualcuno senti la necessità di esprimerti in modo più chiaro, semplice, comprensibile e, soprattutto, iper-sintetico.

Il metodo universitario e la comprensione profonda delle materie più difficili

In questa fase, dunque, niente paroloni: meglio usare parole molto semplici e ridurre ai minimi termini l’argomento, così da averlo ben chiaro in mente prima ancora di memorizzarlo.

Purtroppo sappiamo bene che non sempre studiamo argomenti di facile comprensione, oppure ordinati temporalmente in modo sequenziale. Come quelli presenti, ad esempio, su un libro di storia (il quale presenta una difficoltà legata alla quantità più che alla qualità dei dati da ricordare).

Infatti le materie scientifiche sono in genere considerate le più difficili da memorizzare, per non parlare della Filosofia, così piena di termini astratti! Biologia o Fisica sono esempi emblematici di tale difficoltà.

Il motivo è più semplice di quanto si creda: dipende, come già detto, dalla familiarità con l’argomento

Più conosciamo una materia più siamo in grado di riconoscere a colpo d’occhio le informazioni importanti da memorizzare e a collegarle le une alle altre.

Viceversa, con argomenti che conosciamo poco (nel mio caso ad esempio la Fisica), non capiamo subito tutto ciò che leggiamo.

Inoltre, più l’argomento è espresso a paroloni, più sarà difficile da memorizzare, proprio perché, come dicevamo, non fa probabilmente parte del nostro bagaglio abituale.

Avrai un metodo universitario intelligente solo quando ti forzerai a capire tutto e a spiegartelo

Il rimedio, semplice quanto fondamentale, soprattutto in vista della memorizzazione, è sforzarci di capire tutto quello che leggiamo.

Solo in questo modo potremo farlo nostro, scegliere elementi che richiamino ciascun concetto importante e memorizzarle velocemente.

Se trovi che il libro non sia impostato in maniera comprensibile, cerca di organizzare ciò che hai letto secondo una sequenza logica:

cosa significa esattamente ciò che hai letto? Soprattutto, saresti in grado di spiegarlo in termini semplicissimi, senza giri di parole, termini difficili, frasi contorte …?

Dato che il concetto, per essere memorizzato, ti deve diventare completamente familiare, devi impegnarti a elaborarlo a fondo, ovvero prima di tutto capire e cambiare le parole del testo, rendere le frasi digeribili, finché senti di averlo capito davvero.

Spesso i riassunti che alcuni di noi sono stati abituati a fare alle medie e superiori avevano proprio questo scopo… peccato che diventassero più lunghi dell’originale!

Tanta cura nel capire già di per sé forzerà l’elaborazione profonda e dunque il ricordo prolungato.

Step 3: domande pignole

Per costruirti un metodo universitario fenomenale devi farti un sacco di domande

Un altro strumento utile per la comprensione, che però è solo un’aggiunta e non sostituisce quello descritto nello step precedente, è farsi delle domande soprattutto sul come e perché delle cose.

Taluni si chiedono:

  • “Come si collega questo concetto a quello che già so?”
  • “Quali sono le differenze di questo concetto rispetto ad altre cose (es. teorie) simili?”
  • “Ho mai fatto esperienza di quanto descritto qui, mi è mai successo?”
  • “Come posso usare questo concetto nella vita di tutti i giorni?”.

Hai capito cosa voglio dire vero?

Ti devi chiedere cosa manca, cosa non ti è chiaro, tappare i buchi, dare una sequenza logica. Allora avrai capito.

Certo, capire ogni argomento è assai più faticoso rispetto al leggere e ripetere: richiede un’elaborazione profonda dell’informazione, grande impegno nel dire le cose a parole tue.

Ma queste domande sono un prerequisito fondamentale per studiare e, in ogni caso, per superare un esame o il test di ammissione.

Step 4: sintesi estrema

Uno che ha un metodo universitario decente studia solo le cose importanti davvero

Dopo aver letto tutto, averlo spiegato a parole tue e capito alla perfezione, saprai anche individuare le cose da ricordare, giusto?

No, non devi sapere ogni pagina del libro a memoria. Mettitelo in testa una volta per tutte.

In ogni libro, per ogni esame, ci sono

  1. cose più importanti da sapere, sia per la tua preparazione sia per l’esame stesso
  2. argomenti che il prof ama di più di altri, perché gli piacciono o ci ha fatto ricerca

Ma, ascoltami bene:

non puoi neanche pensare che prepararti a un esame significhi studiare solo le risposte alle domande più frequenti

O meglio, puoi farlo, a tuo rischio e pericolo. Perché i risultati inevitabili li sai già:

  • il prof ti chiede proprio quella domanda che non ha mai fatto o quell’argomento che “non era importante”
  • passi comunque l’esame ma sei una persona altamente impreparata sulla materia (ok per Scienze Motorie, ma con Medicina come la mettiamo?)
  • più di tutto, credi che studiare un libro sia una cosa che può fare solo un computer o un genio. Tu invece ti convinci di avere un cervello a metà e continui a studiare le domandine come alle medie

Come se la nostra memoria fosse costituita da tanti cassetti, e avessimo bisogno di una chiave per aprire ciascuno di essi, così sceglieremo gli elementi chiave, parole e brevi frasi che da sole ti richiamano l’intero concetto.

Una categoria particolare di elementi chiave sono i dati importanti che non richiamano concetti ma che vanno memorizzati così come sono (es. la data d’inizio della Prima Guerra Mondiale, la formula ΔU=Q-L).

Puoi farlo usando la mega-guida sulle tecniche di memorizzazione gratis.

Noterai che gli elementi chiave per lo più si trovano dove prima avevi messo le linee verticali a lato, e che sono soprattutto:

  • concetti
  • nomi (indicano i soggetti e gli oggetti di azioni e avvenimenti)
  • verbi (indicano le azioni stesse)
  • dati tecnici (che specificano le azioni).

Non è affatto necessario sottolineare, quanto piuttosto individuare a occhio le cose importanti.

Ti renderai conto che si tratta di fare estrema sintesi: meno elementi identifichi, più vuol dire che hai capito e fatto tuo il concetto che stai studiando.

Insomma, mio caro professore:

  1. ho studiato, so bene tutto quello che c’è da sapere, puoi chiedermi tutti i dettagli che vuoi
  2. no ho necessità di usare tecnichette di comunicazione per farmi percepire più preparato e sicuro della realtà (dai ma chi ci crede a questa cosa?)
  3. non mi impappino mentre parlo, anche se non ho mai provato a dare la stessa risposta e non ho provato a ripetere tutto.

L’importante è evitare di cadere in due tranelli.

Il primo trabocchetto del metodo universitario

Il primo, molto comune, è credere che tutto sia importante, evidenziare tutto il libro con colori diversi o sottolineare ciascuna riga (spesso addirittura usando un righello!) sperando che questo ti aiuterà a ricordare.

Non hai bisogno di memorizzare le preposizioni, gli articoli e le congiunzioni. Avere un libro sottolineato, colorato e ordinato non ti aiuterà a passare il test o l’esame

Non ti serve a nulla ripetere a memoria e fino alla nausea le frasi esatte del libro. La tua necessità è mettere in memoria gli elementi fondamentali, quelli che ti permettono di ricostruire il discorso a parole tue e di rispondere alle domande del prof.

Per essere più chiaro: ti è mai capitato di ripetere ad alta voce un argomento e ogni tanto di abbassare lo sguardo sul libro alla ricerca di quelle parole che ti servono per continuare a parlare?

Ecco, quelli in genere sono gli elementi importanti da ricordare.

Il secondo trabocchetto maledetto

Il secondo tranello è credere che gli elementi chiave, individuati e magari sottolineati, vadano considerati come immodificabili e debbano anche essi venir memorizzati a pappagallo, senza alcuna possibilità di variazione, elaborazione personale o scelta.

Come abbiamo già detto, ciascun elemento chiave ha dietro di sé un concetto o un’informazione (una data, una percentuale, un termine difficile, ecc., che vanno memorizzati così come sono) e deve servirti semplicemente a richiamare in memoria tale concetto o informazione.

  • Una parola ti ricorda un concetto? Ok
  • Una parola ti ricorda un’informazione da ricordare? Ok
  • Una parola ti ricorda una parola e vai in palla perché non ricordi la parola successiva e quella precedente? Non ok.

Attenzione anche alle informazioni che si ripetono

Troverai spesso che alcune delle informazioni che incontri sono ridondanti.

Ad esempio, stiamo studiando qualcosa che è avvenuto nel 1800 e sottolineiamo tutte le date, 1812, 1845, 1878, quando invece basterebbe mettere in evidenza solo i numeri per cui queste date differiscono: 1812 ,1845, 1878.

In altri casi ci capitano elenchi di informazioni e in quel caso, scegliamo di sottolineare solo gli elementi per i quali differiscono!

Insomma, se una cosa si può saltare perché scontata o perché già la conosci, non “perdere tempo” a memorizzarla di nuovo, fidati della tua mente, la memorizzerà in automatico e vedrai che salterà fuori al momento opportuno insieme a tutto il resto.

Step 5: controllo accurato

Per avere un metodo universitario fenomenale, rivedi e controlla tutto

Appena possibile spiega tutto, se preferisci a voce alta.

Se hai bisogno mentre parli guarda solo gli elementi chiave, per vedere se hai sottolineato quelli giusti, che sono indispensabili per ripetere l’argomento in tutti i suoi particolari.

Evita di ripetere le frasi del libro, usa esclusivamente parole tue.

Se non riesci o perdi qualche concetto importante, fai un controllo veloce ma accurato.

Torna un attimo (non puoi rileggere tutto insomma) al testo e sottolinea una parola che te lo richiami oppure, se essa non è presente, creala ex-novo e scrivila a lato.

Non hai idea di quanti studenti dimenticano di controllare se hanno parlato bene o male dell’argomento e se hanno ricordato tutto. Una volta ripetuto vanno avanti, quello che hanno detto hanno detto. Non mettono un cerotto alle cose non dette o dette nel modo sbagliato.

E non sapranno se hanno dimenticato qualcosa fino alla prossima ripetizione disperata, dopo diversi giorni.

Il mio metodo universitario non va bene così come è? Devo cambiare tutto?

A questo punto ti suggerisco di praticare il metodo che ti ho appena descritto. Per sempre.

Non devi per forza stravolgere il tuo metodo di studio: ci saranno sicuramente delle cose che fai e che funzionano abbastanza bene, e ti danno dei risultati.

Puoi decidere di seguire le indicazioni del Corso Base Gratuito MemoVia e inserire qua e là le nuove tecniche e strategie.

I risultati saranno evidenti da subito:

  • meno ore sui libri
  • il doppio della comprensione e del ricordo
  • una forte riduzione dell’ansia

E pensa: tutto questo senza dover acquistare un videocorso o corso in presenza. A te la scelta, hai solo da guadagnarci.

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