Cosa vuol dire davvero essere resiliente (e perché ti farà laureare prima)

resiliente

Cosa vuol dire davvero essere resiliente (e come diventarlo)

Resiliente. Un termine strano, che a prima vista non significa niente. O almeno non lo sappiamo. E dire che per noi studenti è la cosa più importante di tutte!

In realtà ormai è diventato persino un termine palloso, qualche anno fa nessuno sapeva cosa fosse, ora ne parlano tutti e pure troppo.

La parola resiliente ha perso parte del suo significato, viene usato male, e comunque c’è come al solito un sacco di fuffa.

Cosa significa resilienza?

Lo condivido spesso con gli allievi del Corso Base Gratuito MemoVia, resilienza significa che so affrontare le cose traumatiche in modo positivo, perché riesco a riorganizzarmi e a capire qualcosa da quello che mi è successo.

Resilienza definizione etimologia e significato

Guarda che meraviglia.

resiliente significato
Significato resilienza: Resistenza alla rottura, capacità di affrontare e superare le avversità. Dal latino: resilire rimbalzare, saltare indietro.

Capacità di affrontare in modo positivo eventi traumatici, riorganizzare positivamente la propria vita davanti alle difficoltà, ricostruirsi senza cambiare identità, restare aperti alle possibilità della vita.

Tradotto in modo che sia utile a noi che studiamo, facciamo qualche esempio di un persona resiliente:

  • se il prof all’esame mi sbatte fuori in malo modo, mi dispiace, magari mi scende pure una lacrima, mi arrabbio come è giusto, ma quando torno a casa o al massimo il giorno dopo mi metto sotto.
  • quando mi trovo davanti un libro talmente grosso che sembra una cassettiera, non mi lascio scoraggiare e dico “ok vediamo cosa c’è dentro, magari è facile. E anche se è difficile sono intelligente e me lo studio come ho sempre fatto per tutti gli altri esami”
  • il giorno che litigo coi miei genitori o il fidanzato/la findazata, riesco a gestirmi emotivamente e mi metto lo stesso sui libri, tanto poi lo so che col tempo tutto si risolve.

Il vero pregio dello studente resiliente

Le ricerche dicono che il 70% delle persone che subiscono un trauma ne escono fuori migliorate.

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Io adesso non voglio spararti il pippone motivazionale tipo “i tuoi sbagli sono i tuoi successi” o roba simile. Non ti aiuterebbe né a capire il significato di resilienza, né come svilupparla.

Voglio solo dire che, se ci pensiamo, quando abbiamo un periodo di cacca  e ne usciamo in qualche modo vincitori, succedono delle cose:

  1. ci sentiamo più bravi a costruire relazioni migliori e più empatiche. Siccome abbiamo sofferto tanto, abbiamo imparato a stare di più con le persone, dare loro supporto e riceverlo. E poi capiamo le loro sofferenze, perché le abbiamo vissute per primi
  2. siamo più aperti alla vita e alle occasioni, voglia di fare esperienze e cose. E’ direttamente collegata alla prima: col cavolo che mi chiudo in casa, la vita va vissuta appieno
  3. acquisiamo fiducia in noi stessi. Aver superato il trauma aumenta l’autostima, è come dire che sento che ce la posso fare, qualunque cosa accada
  4. apprezziamo di più la vita in generale, coi suoi alti e bassi. E le cose della vita, studio scuola università tutto incluso

Insomma come vedi essere resiliente non è solo sopravvivere ai momenti brutti della vita, magari autocommiserandoti.

Essere resilienti è piuttosto vedere se stessi come delle macchine da guerra, indistruttibili e inarrestabili. E si può sviluppare.

Perché lo studente Italiano non è resiliente per niente o quasi

In Italia no sappiamo cosa vuol dire resilienza, in un certo senso siamo un po’ abituati a vivere malissimo i fallimenti e i traumi.

Ce la prendiamo con la sfiga, il professore, i colleghi, il tempo, il caldo, i genitori, i coinquilini, tutto quello che ci capita a tiro. Anche con noi stessi.

In alternativa ci facciamo “aiutare”: non da uno specialista, piuttosto da un prodotto, degli acquisti, un viaggio.

Quante volte abbiamo sentito la frase “ero un po’ giù di morale e mi sono comprato una cosa per tirarmi su”?

Eh… questo non rientra propriamente nella definizione di resiliente…

Ma ci sarà un esempio?

Eccotelo qua, servito su un piatto… di tagliatelle.

Mi ha colpito tanto questa frase di Zanardi, che ha detto durante un’intervista tempo fa:

“Perdere le gambe è la cosa migliore che mi potesse capitare, mi ha permesso di fare cose che non avrei mai fatto”

I 5 (7?) secondi di cui parla nel cortometraggio, emozionantissimo. Ok per uno sportivo, ma cosa significano per noi studenti?

Significa perseverare quando proprio va male, perché hai l’obiettivo. Io non amo gli obiettivi, lo dico sempre, perché mettono ansia.

Mettiamola così: ho un forte desiderio di passare gli esami e laurearmi. E so che devo essere costante e fare un sacco di fatica!

La prima obiezione che viene è che tutte queste belle cose motivazionali, quando si tratta di farsi bocciare a un esame su cui hai versato lacrime e sangue… insomma non è mica tanto facile. Quando il prof ti sbatte fuori e ti viene voglia di bruciare il mondo.

Però la resilienza si può allenare eccome, ed è una delle cose più importanti che potrai fare in tutta la tua vita.

Cosa ci guadagni a diventare resiliente immediatamente

Premetto che non mi piace l’idea di sforzarti a uscire dalla tua zona di comfort, cioè provare a fare cose nuove, rompere le abitudini, forzarti ad andare all’esame (e a farti bocciare per desensibilizzarti).

Sono argomenti che ho già trattato, per esempio nella mega guida su come smettere di rimandare gli esami: c’è una buona parte dedicata a come il perfezionismo ci porta a rimandare gli esami, e sul perché talvolta è anche meglio così.

Adesso invece ti dico una cosa fighissima.

Ci sono state tante ricerche sui bambini, per vedere quali fossero quelli che da grandi sarebbero diventati più “di successo. Una in particolare mi ha colpito, me l’ha fatta scoprire una Coach bravissima che si chiama Alessandra Puggioni (alla quale dobbiamo molti degli spunti in questa mega-guida).

Ora, quello che non si vede nel video è questo. Non è solo che ai bambini è stato detto “se resisti 15 minuti ne avrai due”. E non è solo che pochi hanno resistito.

Il fatto è che questa era una ricerca longitudinale. Cioè i bambini sono stati seguiti fino all’età adulta, per vedere quali di questi avrebbero avuto più successo nello studio, nel lavoro e nelle relazioni.

Indovina? I bambini che hanno resistito, da adulti avevano:

  • meno difficoltà emotive, più autostima
  • maggiori voti a test di accesso e all’università
  • parecchi traguardi accademici
  • la capacità di mettersi obiettivi a lungo termine e di raggiungerli
  • il potere di far fronte a eventi negativi
  • relazioni soddisfacenti e nessuna dipendenza (alcool, fumo, droghe)

E gli altri? Pessime notizie, come potrai immaginare.

Tutte le caratteristiche dello studente resiliente e come svilupparle

Adesso sappiamo cos è la resilienza psicologica. Ma non sapiamo ancora di cosa composta.

A me sarebbe tanto piaciuto avere una regola nella vita. Cioè ho sempre sognato una sequenza chiara di cose da fare e modi di essere. Che se la segui, hai la certezza che starai sempre bene.

Se ci pensi per avere una cosa del genere dobbiamo avere prima un punto di partenza, in base a dei parametri.

Quindi facciamo un mini-test: eccoti un elenco delle caratteristiche dello studente resiliente, vorrei che ti dessi un voto da 1 a 10 per ciascuna di esse.

  1. capacità di dirigere l’attenzione e attenzione sostenuta
    Sai distogliere l’attenzione dal bisogno/la fame/la fatica (e quindi resistere) e continui a fare. in pratica se hai fame aspetti, se hai sonno resisti, se fai fatica vai avanti un altro pochino
  2. tendenza al rischio
    Hai il coraggio di fare cose che altrimenti non faresti. Se ti invitano a una giornata a cavallo, ci fai senza tante storie
  3. auto controllo
    Non ti lasci sballottare dalle emozioni
  4. ottimismo
    Seligman, peraltro, ha visto che l’ottimista ha una salute fisica, mentale e professionale molto maggiore
  5. perseveranza
    Se ti metti in testa una cosa, la fai.
  6. capacità di adattarti ai cambiamenti, flessibilità
  7. voglia di accettare quello che non si può cambiare
    Se il prof ti boccia, pazienza, riproviamo

Come noterai sono cose che si imparano dai nostri genitori. Se uno c’ha la mamma che ogni volta che succede qualcosa è un trauma, è ovvio che diventa poco ottimista e flessibile!

Se vedi da tuo papà che quando si arrabbia spacca tutto in salone e grida come un matto, puoi prenderlo come esempio di equilibrio emotivo?

Da chi imparare a essere resiliente? Da te

Il passaggio successivo è andare a vedere le cose che ti mancano di più.

Non hai potuto apprenderle dai tuoi genitori? Ok, allora facciamo da noi, siamo abbastanza adulti per farlo in autonomia.

Il non-resiliente vede le difficoltà nel modo seguente:

“E’ tutta colpa mia.
Questa cosa è veramente un disastro di proporzioni disumane.
Sono un fallimento completo, non solo ho fatto schifo all’esame, è tutta la mia vita che fa schifo.
E’ la mia rovina”.

Ok, è un’esagerazione, ma se ci pensi dopo un esame che va da schifo la pensi quasi così.

Ora sostituiamo le frasi orribili con delle convinzioni adatte a uno studente resiliente.

Ecco cosa vuol dire resilienza, tutto racchiuso in una semplice frase di esempio:

“Mi dispiace un sacco che questo esame sia andato così.
Certo, mi prendo le mie responsabilità, ma il prof è stato un cafone, non mi ha messo a mio agio, e comunque i colleghi potevano passarmeli gli appunti quando li ho chiesti!
Va be’, ormai è andata. Passerà. Il resto della mia vita è identico, va abbastanza bene, non è cambiato nulla.
Solo l’esame è andato male.
In fondo la mia vita non è finita, ora riprovo l’esame, magari ne preparo anche un altro.
Sono una persona intelligente, ho superato esami finora, un fallimento non vuol dire niente.”

E che ci devi fare con questa frase?

Te la scrivi, te la appendi davanti in 10 parti della casa e te la leggi 10 volte al giorno. Soprattutto quando qualcosa ti va male.

Quando smetti di vederla, è diventata parte di te.

Un ultimo piccolo segreto dello studente resiliente

Lo studente davvero resiliente segue meccanismi precisi di pensiero e un metodo di studio a prova di bomba.

Mi spiego.

Nel Corso Base Gratuito MemoVia abbiamo visto una delle basi del concetto di resilienza in psicologia è la sicurezza nelle proprie capacità. Ora, immagina un tuo metodo di studio che ti dà:

  • la certezza di sapere le cose
  • una certa sicurezza nelle tue capacità
  • maggiore autostima e gestione dell’ansia
  • capacità di mantenere l’attenzione
  • maggiore flessibilità ai cambiamenti da libro a libro e da esame a esame

Ecco qui che abbiamo descritto gran parte delle caratteristiche che ti rendono resiliente. E le puoi sviluppare subito.

Unisciti a noi nel corso gratuito, lo ripeto è gratuito, hai solo da guadagnarci.

D’altronde ora hai un’idea della resilienza cosa significa per te. Preferisci alzarti la mattina dicendo “Che disastro vita schifosa sono un disastro faccio schifo”, rispetto anche questo.

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