Come si fanno gli Schemi a Piramide® e perché sono i più avanzati schemi per studiare del mondo

mappe per la scuola e schemi per studiare

Mappe per la scuola e l’Università: come si fanno gli schemi per studiare a perfezione

Negli anni, fra gli studenti, si è diffusa una grande diffidenza verso riassunti e schemi per studiare, dovuta al fatto che non si trovavano mappe per la scuola e l’università utili a ricordare tutto e risparmiare tempo.

Ci si è resi conto cioè che le strategie che usavamo a scuola per schematizzare un libro:

  1. sono inefficaci già a scuola, perché sono dispendiosi in termini di tempo ed energie
  2. non vanno bene all’università perché le cose da ricordare sono molte di più e l’interrogazione/il compito in classe non è domani bensì tra un mese o due.

A questo punto moltissimi vanno nel pallone e fanno scelte molto diverse:

I più intelligenti e fortunati integrano il tutto grazie al Corso Base Gratuito MemoVia e così si risparmiano l’acquisto di qualche corso di memoria.

La maggior parte degli studenti non hanno infatti intenzione di impiegare soldi né tempo per imparare un metodo di studio che sembra dire cose nuove ma sono sempre le stesse (chiamate in modo diverso).

Preferiscono modificare il loro modo di studiare, quindi si iscrivono al corso gratuito e imparano come capire bene il testo, sottolineare, prendere appunti, fare schemi, ripetere.

Proprio per loro è questa mega-guida in cui impareremo a fare i famosi Schemi a Piramide MemoVia.

Una premessa su mappe per la scuola e l’Università, riassunti e schemi per studiare

Non ho mai fatto mistero di una cosa.

Che secondo me riassunti, schemi e mappe possono essere delle gran perdite di tempo.

Capire come studiare un libro universitario ci allontana da quello che andava bene alle superiori. Questo soprattutto se li facciamo senza elaborare il libro, trascrivendo tutto, usando strategie sbagliate e dispersive, e dedicando più tempo a essi che a studiare.

giovanni fenu

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Eh sì, perché fare schemi non è la stessa cosa di studiare.

Lo studio presuppone che tu prenda le cose del libro e le faccia tue, per poi ricordartele all’esame.

  • Il riassunto spesso non è altro che prendere le frasi del libro e trascriverle su un foglio. Tipo una scrematura delle cose più importanti, senza elaborare un bel niente.
  • Lo schema dipende: a seconda di come lo fai, non ti aiuta a passare l’esame, non ti fa assolutamente passare l’ansia e ti fa perdere un sacco di tempo.

I tipi di schemi e mappe per la scuola che ci sono state insegnate si differenziano per il loro orientamento. Per quanto mi riguarda i tipi di schemi più da evitare sono questi.

Mappe per la scuola di tipo 1: gli Schemi a Raggi

Fanno parte di questo tipo le “innovative” mappe mentali, ormai usate dalle elementari in poi.

L’elemento comune tra tutti questi modelli di rappresentazione grafica delle informazioni è l’argomento principale al centro e poi, intorno, un ventaglio di argomenti importanti. Con le relative ramificazioni.

Colorate, disegnate, incasinate.

Abbiamo già parlato in un’altra mega-guida di come e perché non è una buona idea usare le mappe mentali per studiare, mentre sono utilissime per altro.

Voglio aggiungere solo che il nostro desiderio, mentre studiamo, è di essere veloci, intuitivi, focalizzati.

Nella mappa mentale siamo lenti, meticolosi, affaticati dal far entrare tutto quello che è importante nel foglio, ritardati dai disegni, distratti dai colori.

Mappe per la scuola di tipo 2: Schemi a Caselle

Ti sembrerà scontato ma molte persone ancora li fanno.

Ragionano per quadrati, in ogni casella mettono da una parte una parola da ricordare, dall’altra la spiegazione.

Lo so è incredibile, eppure ancora tanti studenti universitari approcciano i libri come studiavano geometria alle superiori.

Notate:

  • quanto spazio bianco rimane nella pagina
  • il grado di rigidità dello schema
  • l’impossibilità di adattare i concetti e le informazioni al proprio ordine mentale

Se fate ancora questo tipo di schemi, per cortesia smettete immediatamente. Sono totalmente inutili ed estremamente frustranti, perché voler adattare le cose da ricordare ai quadrati e come andare in Inghilterra senza l’adattatore di corrente adatto.

La spina non entra e basta.

Mappe per la scuola di tipo 3: Schemi verticali e orizzontali

Sono quelli che facevamo alle medie. E garantiscono i risultati che avevamo alle medie.

In pratica prendi un foglio, parti dall’alto a sinistra e inizi a scrivere le cose importanti sotto, in verticale, su delle specie di rami o se preferisci, come fosse una cascata di appunti. Ogni ramo, come al solito, si ramifica in sottorami che vanno in direzione orizzontale.

Il difetto di questo tipo di schema salta subito all’occhio. La rigidità.

Non è possibile ramificare in modo diverso che in queste due direzioni, rendendo la struttura più schematica di quanto dovrebbe essere.

Il risultato di questa rigidità, se li hai mai fatti, lo hai sperimentato subito: l’ordine è quello del libro, non lascia spazio alla creazione di un tuo ordine interiore, ti aiuta insomma a sintetizzare ma… troppo e nel modo sbagliato.

Sì perché l’estrema sintesi ti porta anche lasciare fuori dallo schema molte cose importanti, altrimenti lo schema diventerebbe troppo lungo e complesso. Così finiamo per concentrarci esclusivamente su di esso, sulla sua perfezione e sull’ordine e poi… ci scordiamo che il professore non ci chiederà quello bensì tutte le informazioni e i concetti del libro.

Poco più avanti vedremo cosa succede in questi casi, e ti avverto che è un disastro.

I pericoli da tenere in conto quando ti hanno insegnato a fare le mappe per la scuola in modo troppo “perfetto”

Abbiamo appena accennato quali sono i tipi di schemi da evitare. Nell’ultimo, in particolare, abbiamo notato tendenze piuttosto rischiose, soprattutto per lo studio universitario.

In questo senso le cose importanti da ricordare sono 3.

1. Per fare lo schema parto dalle domande più frequenti?

Lo schema non si può fare pensando a quello che il professore ti chiederà.

Questo semplicemente perché non lo sai, quindi non puoi costruirti una risposta sperando che il professore si accontenti della tua sequenza di pensiero.

Potrebbe variare in qualunque momento, tu perderesti il riferimento dello schema e addio ricordo.

2. Dopo aver fatto mappe e schemi, posso abbandonare il libro?

Non è mai consigliabile staccarsi completamente dal libro.

Lo so, è scritto male, non si capiscono un sacco di cose, è pieno di dettagli inutili e ti viene la rabbia già quando lo apri.

Ma la verità è che se scrivi solo le tue cose nello schema e dimentichi totalmente il libro, all’esame potresti avere la brutta sorpresa di aver studiato benissimo il tuo schema… mentre il professore avrebbe preferito che tu studiassi tutto.

Quindi ti chiede una cosa e tu non la sai. E dici Ma cavolo, come è possibile? Io ho studiato tutto! Sapevo tutto benissimo!

E invece no, avevi studiato benissimo tutto quello che avevi selezionato nel tuo schema.

E siccome fare lo schema è faticoso e richiede tempo, sicuramente avrai perso un sacco di roba, per fare sintesi. Perché poi, tutte quelle cose che scrivi le devi anche memorizzare, e la cosa ti spaventa.

Ciò ti avrà dato l’illusione di sapere quanto necessario, di avere tutto bello ordinato in testa e di essere imbattibile su ogni argomento.

Risultato: potresti aver selezionato troppo per vari motivi (fatica, tempo, capitolo troppo lungo, foglio troppo pieno, ecc.) e avere solo una conoscenza generica dell’argomento, mentre il professore potrebbe avere ben altri standard per farti superare l’esame.

3. Quanto ci vuole a studiare lo schema?

Direttamente collegato a questo problema c’è il fatto che dopo aver scritto lo schema probabilmente hai impiegato diverso tempo a memorizzarlo e ripeterlo.

La vedi come una cosa comoda, basarti esclusivamente su 10 paginette di schemi anziché sul libro per ripetere l’esame.

E invece, di solito man mano che l’esami si avvicina, hai una forte sensazione di stare perdendo qualcosa.
Appunto come dicevamo prima, gli schemi ormai li sai a memoria ma… saranno solo queste le cose da ricordare?

No. Le cose da ricordare sono tutte nel libro che ti aspettano, e tu non le hai neanche prese in considerazione. La tua sensazione è giusta e il cervello ti sta mettendo in guardia su ciò che probabilmente succederà.

Il passaggio dalle semplici mappe per la scuola agli Schemi a Piramide® MemoVia per superiori e Università

Ultima cosa: non sognarti che sia possibile leggere, capire e schematizzare un libro contemporaneamente.

Lo schema non dovrebbe avere mai la funzione di farti ricordare le cose, bensì solo di dare ordine e struttura agli argomenti, concetti e dettagli che stai studiando.

In pratica funziona così:

  1. studi come meglio puoi (ti consiglio di usare delle ottime tecniche di comprensione e selezione del testo come spiegato in questa mega-guida)
  2. a quel punto fai lo schema per riorganizzare il materiale col tuo ordine mentale
  3. subito dopo provi a ripetere senza guardare lo schema.

Detto questo, ti aspetterai che ti chieda di comprare qualche corso per spiegarti come fare gli schemi. Invece no. Continua semplicemente a leggere questa guida e… guarda questa meravigliosa infografica su come schematizzare un libro.

Nota importante: Il numero di sottoargomenti, concetti e dettagli, in questa infografica ovviamente è solo indicativo.

Puoi aumentare, diminuire, spostare tutto come vuoi. Soprattutto, se hai slide già pronte o appunti presi secondo il “flusso di pensiero” del professore, riorganizzali secondo il tuo ordine mentale.

Come schematizzare un libro: l’evoluzione dalle mappe per la scuola agli Schemi a Piramide®

Diciamo che hai già seguito le lezioni sulla sottolineatura e quindi ha sottolineato come spiegato nelle videolezioni gratuite e nella mega-guida dedicata sulla comprensione e selezione.

Arrivati a questo punto il mio consiglio è di evitare di prendere appunti e poi fare schemi e poi fare mappe e poi memorizzare… ci vuole una vita a fare tutti passaggi, e uno dei nostri obiettivi è di certo quello di diminuire al minimo i passaggi tra la lettura del libro e lo studio dello stesso.

Lo schema, contrariamente alla mappa concettuale, può essere fatto direttamente mentre studi o subito dopo, come suggerivo prima. Il lavoro va fatto in modo sbrigativo, senza eccessiva attenzione ai particolari grafici.

L’indicazione principale che posso darti è di costruire il tuo schema. Ciò significa evitare come la peste l’ordine del libro.

Per fare questo scriveremo, come vedi nell’infografica:

  • l’argomento principale in alto
  • i sotto-argomenti subito sotto
  • poi i concetti da ricordare.

E i dettagli che fine fanno?

I dettagli tecnici (parole difficili, numeri, sigle, nomi, formule, date, tutto quello che è informazione e non concetto insomma) vanno scritti sotto.

Non è importante il loro ordine né la presenza di linee. Basta elencarli, come preferisci, in modo da sapere che in quel concetto dovrai ricordare, sempre col tuo ordine, tutti quei dettagli specifici.

Questo perché catalogare aiuta a ricordare, come ha dimostrato anche Tulving nel suo esperimento del 1972.

Te lo racconto al volo.

Tulving ha chiesto a delle persone di catalogare delle schede, di metterle in ordine e raggrupparle in base al loro contenuto. Per esempio le persone si trovavano davanti tanti oggetti, animali, piante, e hanno sentito l’esigenza di mettere gli animali nel mucchietto degli animali, gli utensili da cucina nel mucchio degli oggetti, e così via.

Tulving ha visto che alla fine i soggetti sperimentali ricordavano le schede, anche se non si erano messi a memorizzarle!

Insomma, mettere le cose al posto giusto è fondamentale e ti fa ricordare quasi tutto.

Le regole per fare mappe per la scuola e l’Università: schematizzare un libro come si deve

Le uniche regole che preferirei tu tenessi a mente mentre fai lo Schema a Piramide sono le seguenti:

  1. Usa un foglio bianco, perché i quadretti potrebbero forzarti posizioni, linee e direzioni
  2. Scrivi a mano: secondo le ricerche si attivano le aree cerebrali responsabili del movimento, aumenta la concentrazione, ricordi di più
  3. Niente colori, pennarelli e penne di 8 tipi. Una matita o una penna vanno benissimo
  4. Riduci al minimo indispensabile le cose che scrivi. Come sai già, più capisci, meno scrivi (anche se per capire non serve scrivere, anzi è peggio). Quindi impegnati prima a capire cosa dice il libro, poi seleziona un appiglio importante che ti aiuti a ricordarlo, poi inserisci questo appiglio nello schema
  5. Ok mantenere una gerarchia, va bene anche dall’alto verso il basso, l’importante è che non parti dal centro e che non vai in orizzontale, verticale o a raggiera. Aiutiamo il cervello, creiamo lo schema come lui ragiona.
  6. Non usare frecce, anche se non sembra richiedono più tempo che delle semplici linee, in più richiedono spazio e sono spesso troppo rigide. Meglio delle semplici linee
  7. Evita anche i simboli tipo cuoricini, asterischi, disegnini eccetera. Dalle ricerche risulta che distraggono il cervello, fanno perdere tempo e ti incasinano quando devi studiare. Ti interessa avere il tuo bel foglio con le cose importanti da dire, nel tuo ordine, non un quadro impressionista.

Un metodo efficace di fare mappe per la scuole e l’università: superare tutti schemi per studiare

Continuiamo a dire che gli schemi, in particolare gli Schemi a Piramide MemoVia, sono lo strumento di schematizzazione e scrittura più avanzati esistenti.

Sono abbastanza veloci, molto precisi, non eccessivamente rigidi e ti aiutano a ricordare tutto col tuo ordine mentale.

Inoltre sono molto utili per ripassare e ripetere, a patto che vengano fatti senza troppa fretta e mettendo dentro le cose giuste (né troppe né troppo poche).

Ora, nel Sistema MemoVia non usiamo schemi scritti come sai, e questo insieme alle altre caratteristiche del Sistema, ci permette di studiare una pagina importante in meno di 5 minuti, ricordarla a perfezione e con una sicurezza estrema.

Adottare in toto le indicazioni del Corso Base Gratuito MemoVia garantisce grandi risultati nel cambiare il metodo di studio.

Sappi però che se decidi di diventare uno dei privilegiati che entrano nella famiglia MemoVia, il corso gratuito è il primo passo per prepararti a rivoluzionare il funzionamento della tua mente.

Nel Corso Avanzato invece non avremo necessità di usare schemi per studiare. Ci basterà usare la mente.

Fallo solo se non ti piace passare giorni a schematizzare un libro dopo l’altro, per poi ricordare poco o niente quando finisci.

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