Studiare all’Università ai tempi del Coronavirus

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Studiare all’università ai tempi del Coronavirus

Se come me hai detto “io resto in casa” ti senti un po’ agli arresti domiciliari in questi giorni.

E poi la vita e le tue abitudini sono cambiate da un momento all’altro, dalla sera alla mattina.A quel punto anche io ho deciso di dare il mio contributo per dirti come studiare come lavorare e cosa fare chiusi in casa per queste settimane.

Certo non è affatto facile: non avresti mai immaginato che parlare con quelle persone, anche i rapporti superficiali e la vita di lavoro e di studio che facevi tutti i giorni, fossero così apprezzabili e ti sarebbero mancate!

La verità è anche che stare da soli in casa non è particolarmente piacevole, ci si sente un po’ giù di morale, si condivide la casa con altre persone ed è incredibile come i muri e le stanze diventino strette e gli spazi personali appaiano molto risicati.Perché la cosa che ti manca di più è la tua libertà, la libertà di fare quello che ti pare quando ti pare, di uscire, di andare dove ti pare.

Le ripercussioni sono tantissime dal punto di vista dello studio:

  • dovresti studiare invece non ci riesci ​
  • tendi a procrastinare
  • non hai voglia, non hai l’umore per farlo
  • pensavi che fosse possibile portarsi avanti con gli studi, recuperare qualcosa, invece ti sta venendo difficile

Ma sono ripercussioni anche dal punto di vista dell’umore, della motivazione, della voglia di stare insieme agli altri: ti senti nervoso, i comportamenti ti danno più fastidio, diventa tutto amplificato.Anche io ho detto “rimango a casa” e così ho dovuto cercare delle soluzioni alternative, qualcosa che uscisse fuori dal problema, mi sono voluto concentrare appunto sulle soluzioni e non sul problema stesso.

Strategie per studiare ai tempi del Coronavirus

All’interno della Community MemoVia abbiamo visto che c’erano dei risultati importanti dal punto di vista dello studio e della produttività: si riusciva andare avanti, abbiamo ripreso a funzionare e imparare cose nuove. Perciò abbiamo voluto estendere questi risultati a tutta Italia, per dare così delle soluzioni pratiche per affrontare queste settimane di arresti domiciliari.

Molte di queste applicazioni verranno da un libro meraviglioso che si chiama “La lunga strada verso la libertà”, è l’autobiografia di Nelson Mandela, che ha passato 27 anni in carcere.

All’interno del carcere nella cella era talmente stretta che non riusciva ad allungare le gambe. I pasti erano pochi cattivi sempre uguali e diversi per etnia. Non era possibile parlare tra detenuti perché si aveva paura che si organizzassero per fuggire o per delle rivolte. Non erano permessi alcuni libri, e i reclusi non potevano ricevere corrispondenza perché le guardie spesso per dispetto la nascondevano o la trattenevano. E non potevano ricevere i loro parenti se non una visita ogni sei mesi.Pensate che a Mandela non fu permesso di andare al funerale della madre e neanche al funerale del figlio morto in un incidente..

Mandela racconta poi che il lavoro fisico era durissimo: erano costretti ai lavori forzati, ha passato cinque anni a rompere pietre e 13 anni in una cava di calce e poi a raccogliere delle alghe.

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In tutto questo lui ha trovato la forza per costruire dentro di sé la resilienza, per aggrapparsi alla vita è per scrivere la sua bellissima storia.

Studiare ai tempi del Coronavirus: la routine

Una delle cose che Mandela dice è proprio che aveva bisogno di una routine. Siccome il carcere era tutto sempre uguale e addirittura venivano tolti tutti gli orologi (proprio perché così i reclusi non avrebbero avuto la percezione del temp oche passava) lui ha detto:

Io mi sarei sentito malissimo, anzi mi avrebbe ucciso solo non sapere che cosa avrei potuto fare il giorno dopo.

Quindi noi andiamo a vedere oggi la routine che l’esperienza e le ricerche dicono che è la più efficace in situazioni di reclusione forzata.

Per prima cosa sappi che dobbiamo dirigerci in due direzioni

  1. La prima è quella pratica
  2. la seconda della direzione emotiva

L’importanza degli obiettivi per studiare ai tempi del Coronavirus

Dal punto di vista pratico devi organizzare al minuto la tua giornata, cioè devi stabilire esattamente che cosa fare e a che ora.

Ti consiglio appena ti svegli di strutturare la tua routine in modo da lavarti e vestirti, prenderti cura di te, perché una delle prime cose che vanno via è una percezione adeguata di sé e della cura di sé.

Questa cosa farà bene al tuo umore insieme alla seconda cosa che ti chiedo di fare: metterti degli obiettivi. Possono essere obiettivi di qualunque tipo, ma ti consiglio quelli in cui puoi:

  • recuperare quello che non hai fatto in passato
  • imparare delle cose nuove
  • renderti pronto pronta per quando tornerai alla vita normale

Studiare ai tempi del Coronavirus: quali attività scegliere

Recuperare quello che non hai fatto è passato significa studiare per preparare un esame che non è andato bene, recuperare delle materie in cui non sei particolarmente forte, eccetera.

Sono tutte cose che non riesci a fare perché durante la giornata siamo incalzati da tante incombenze, da tanti impegni e quindi il tempo ci passa e postponiamo ogni volta quello che dovremmo recuperare.

Se invece parliamo di imparare a fare delle cose nuove, ti consiglio un sacco di video corsi, di leggere dei libri, insomma di imparare a fare delle cose che altrimenti non faresti: imparare una nuova lingua, imparare a cucinare imparare a fare stretching, va bene tutto.

L’importante che sia qualcosa che arricchisce la tua vita, insomma ti rende un “essere umano aumentato”, a un altro livello rispetto a quando questa reclusione è iniziata.

La terza cosa è proiettarti nel futuro: quali sono le cose che ti mancano di più? Quali sono le cose che vuoi tornare a fare come prima? Ecco, il tuo cervello deve ricevere il messaggio che tra 2-3 settimane, quando tutto sarà finito, tu rientrai nel mondo e sarai più capace di fare quelle cose.

E’ una sensazione entusiasmante se ci pensi, quella di dire

Io tornerò in mezzo alla gente e sarò meglio di prima, sarò cambiata/cambiato

Ti dico i miei obiettivi per esempio. Io ho deciso di

  • dedicarmi finalmente un po’ di più alla meditazione
  • fare due video a settimana sul canale Youtube
  • terminare una volta per tutte il libro sul metodo di studio
  • dedicarmi un po’ di più al canale Instagram, condividendo almeno tre story al giorno con dei contenuti esclusivi sul metodo in studio e sullo sviluppo della resilienza per gli studenti.

Ricorda che questi obiettivi per lo più vanno portati a termine entro la fine di questo periodo di reclusione forzata e vanno strutturati all’interno di una giornata ben definita una routine divisa per ore in cui come dicevamo sai esattamente cosa fare e quando.

Tra parentesi è stato provato dalle ricerche che prendere l’impegno pubblico cioè dire agli altri quello che farai quali sono i tuoi obiettivi ti spinge ti motiva di più a fare quelle cose proprio perché non vuoi fare la brutta figura di far vedere agli altri che non hai raggiunto quegli obiettivi che avevi promesso.

Cosa c’entra la socialità con studiare ai tempi del Coronavirus

Un’altra cosa che in Mandela i suoi compagni di reclusione avevano scoperto è che la socialità è tutto.

Si erano resi conto che era importantissimo scambiare, parlare, condividere e quindi anche tu sii la prima persona, dai l’esempio, sii il primo a condividere quello che fai con gli altri, perché gli altri hanno bisogno.

Magari si trovano in una situazione più difficile di te la socialità è importante perché la condivisione e la comunicazione anche virtuale ci permettono di sentirci utili e di sentire che stiamo aiutando gli altri.

Questo sposta la nostra attenzione dal concentrarci sulle nostre difficoltà emotive per aiutare gli altri e aiutare l’altro aiuta miracolosamente e inaspettatamente anche noi stessi.

Studiare ai tempi del Coronavirus: chi mette le regole?

Altro motivo per cui è molto importante una routine piuttosto rigida e cadenzata è che questo ti sblocca e ti rimette in moto, e quindi ti permette di evitare la procrastinazione cioè il dire

Sì va be’ ma tanto che lo faccio a fare? Lo faccio dopo…

In questo caso sei tu a darti delle regole e attenzione: lo so che le regole in genere non ti piacciono (a me personalmente non piacciono) però se sono delle regole autoimposte, se lo fai perché vuoi farlo, in questa situazione di necessità ne avrai degli enormi risultati, proprio perché tanti si concentrano come sai sul problema, sul non fare, sulle regole imposte e tanti altri invece riescono a trarre il meglio dalle situazioni di difficoltà, perché trovano come l’acqua la strada attraverso le rocce

Adesso nella mia esperienza a queste indicazioni che ti sto dando non hanno funzionato solo su di me ma su centinaia di studenti. Abbiamo avuto proprio la sensazione di esserci messi in moto, ci ha dato una forte positività, l’umore è migliorato da subito, anche la nostra capacità relazionale (anche se solo virtuale). Ci siamo sentiti più rilassati, più propositivi e più impegnati in quello che stavamo facendo.

In un certo senso ci ha dato la motivazione per fare, anche perché qui c’è un piccolo segreto, e fai ben attenzione.

Ingannare il cervello per continuare a studiare ai tempi del Coronavirus

Dei piccoli obiettivi step by step ti vogliono rendere pronto ad affrontare il mondo fra tre settimane in una versione di te migliore di quella di adesso.

Significa che se tu dici

Devo prepararmi a quello che succederà fra tre settimane

Il tuo cervello dà per scontato che queste tre settimane finiranno prima o poi, ed è proprio quello che ci aiuta!

Tutto quello che stiamo vivendo al momento è molto amplificato , ci innervosiamo per i comportamenti delle persone, abbiamo notizie come dicevamo contrastanti e non piacevoli e quindi tutto questo ci porta avere un senso di negatività, di buio, di oscurità

Noi invece avremmo bisogno di rivedere la luce alla fine del tunnel , cioè di vederci proiettarci nel futuro, a quando ritorneremo alla vita quotidiana.

Mandela ha scritto a proposito

Le difficoltà piegano alcuni uomini e ne rafforzano degli altri

Se ti piace questo pensiero scrivi qui sotto nei commenti le tue strategie per affrontare questo momento difficile.

Sfondo vettore creata da starline – it.freepik.com

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About the author

Inventore del Sistema FNM® - Fenomenologia dei Nuclei in Movimento. Creatore del Metodo di Studio MemoVia®. Inventore di Resilio® - il primo Metodo al Mondo di Allenamento alla Resilienza. Creatore di Innamora® - la Sequenza per la Fascinazione Comunicativa.

Giovanni


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