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Studiare e lavorare come organizzarsi? Come riuscire a conciliare lavoro, studio e vita privata? Insomma come si studia quando si ha poco tempo?

Chi ben comincia non è detto che sia a metà dell’opera. Quando iniziamo a studiare per esempio per un esame, o tutte le mattine quando ci mettiamo davanti al libro o nei ritagli di tempo, ci rendiamo conto che tutte le nostre tabelle, gli obiettivi, le routine mattutine e giornaliere saltano.

Perché il tempo richiesto per studiare occupa gran parte del nostro tempo libero e a volte anche nel nostro tempo di lavoro e relazionale.

Ma allora, studiare e lavorare: come organizzarsi?

La verità come dicevamo all’inizio è che quando cominci a studiare non è detto che tu sia sulla strada giusta, è possibile che ti venga il male di vivere perché:

  • Il libro non ti piace.
  • Ormai fai fatica a studiare per quel particolare esame.
  • Non hai tempo.
  • Hai altri pensieri intrusivi appunto che si intrufolano nella testa e non ti lasciano fare quello che dovresti.

E poi è del tutto lecito essere stanchi e voler fare altro, volersi riposare.

Certo è che alla fine impieghi molto tempo, procrastini, proprio tu che tempo non ne hai o perlomeno non abbastanza, e spessissimo ti dai la colpa di quello che sta succedendo.

Poi magari ti senti anche dire che “il tempo si crea” e ti infastidisci anche un po’…

Eppure, come abbiamo già detto nella guida dedicata, laurearsi lavorando potrebbe essere meglio che studiare e basta. Bisogna però organizzarsi nel modo giusto.

Studiare e lavorare: come organizzarsi senza forzare troppo

Ti confesso che ho scritto una guida intitolata “Studiare e lavorare come organizzarsi” perché spingere sulla produttività è stato uno dei miei problemi in passato.

Quando ho iniziato a lavorare e studiare contemporaneamente ero pieno di buone intenzioni, i libri che avevo letto sull’argomento produttività non si contavano e non avevo quindi considerato il contraccolpo.

Mi sentivo di un pessimo umore perché avevo scelto di dividere la mia giornata in maniera perfetta, quasi al minuto, di calcolare i tempi di qualunque cosa avrei fatto, e mi ero messo degli obiettivi di medio-lungo periodo che ovviamente non riuscivo a raggiungere, non riuscivo a rispettare.

Insomma tutta la mia vita ormai era dedicata allo studio e al lavoro.

Non ti nego che questo ha avuto delle ripercussioni anche dal punto di vista non solo emotivo e relazionale, nei rapporti, ma anche economico, è stato un boomerang.

Perché se non hai tempo per studiare durante la giornata, magari lavori e studi durante la notte, insomma togli del tempo al sonno, il giorno dopo non sei sveglio, attivo, e quindi il risultato è che: se lavori in proprio guadagni di meno, e se lavori come dipendente aspettati che il tuo capo ti dica “non stai facendo quello che dovresti“.

E allora cosa facciamo? Stuiare e lavorare, come organizzarsi? Come conciliare le due cose senza impazzire?

Per prima cosa sfatiamo questo luogo comune del tempo che si crea, una frase fatta, scritta probabilmente da chi tempo ne ha in abbondanza. E poi vediamo alcune indicazioni, 4 in particolare, che per me sono state un vero tesoro e che nella verità mi hanno permesso di raddoppiare la mia produttività.

1. Gli obiettivi di lungo periodo ti danno ansia

La prima cosa che ti consiglio di fare è non darti mai degli obiettivi di medio-lungo periodo.

E’ una cosa che ho provato a mie spese e ho pagato molto cara. L’obiettivo di lungo periodo può andar bene per una scalata in montagna, perché noi saliamo verso la vetta e sappiamo dove dobbiamo arrivare. Ma non va bene per lo studio e per il lavoro, soprattutto per lo studio universitario.

Perché l’obiettivo genera ansia, con un meccanismo anche abbastanza conosciuto in psicologia: il tuo cervello ti dice:

Cosa può succedere da qui a tre mesi, che dovrò preparare e sostenere quei tre esami, studiando tutti i giorni per otto ore al giorno (o studiando tutti i giorni nei ritagli di tempo)?

Il cervello riempie gli spazi vuoti, quello che non sa, cosa potrebbe succedere, mettendoti in guardia rispetto alle varie possibilità che potrebbero impedirti di star bene, di raggiungere quello che desideri o quello che ti sei prefissato.

Quindi, se ti stai chiedendo ma allora studiare e lavorare come organizzarsi, segui questo consiglio:  da questo momento poniti esclusivamente obiettivi giornalieri. Sono utilissimi: ci svegliamo la mattina, perdiamo la nostra app di produttività (ma sinceramente preferisco un foglio bianco) e scriviamo che cosa vogliamo raggiungere durante la giornata in maniera realistica.

Riesci a studiarlo un capitolo/20 pagine/30 pagine? In quali tempi ce la puoi fare? Durante la giornata quali lavori riesci a fare? Quali sono i tempi necessari anche per lo spostamento o da dedicare ai propri cari?

Insomma vediamo di organizzare la giornata in maniera realistica, senza esagerare accavallandogli impegni anche durante la giornata, figuriamoci nel lungo periodo!

2. Sfuggi alla maledizione delle richieste esterne

Passiamo un terzo della nostra vita a studiare o lavorare, è stato calcolato questo.

Certo se lo facciamo con piacere, perché ci piace quello che stiamo facendo, va tutto bene, ed è anche ok ritagliarsi tempi per sè o annullare il tempo dedicato ad altre cose. Insomma siamo noi a dover bilanciare il nostro tempo in base a quello che ci piace o quello che ci fa stare bene.

Un po’ meno è se ce lo richiedono gli altri! E’ ovvio che il nostro cervello andrà in opposizione rispetto alle richieste di un capo o di un cliente che ci chiede appunto di lavorare di sabato e di domenica o nei giorni festivi, che ci manda i messaggi con le sue ansie perché non riesce a tenerseli per sé.

Tutto questo essere sottoposti a valutazione, a richieste continue, richieste di performance, di risultati, di sviluppare anche il nostro potenziale, ecco tutto questo deve portarci a dire di no. Niente e nessuno ti vieta di spegnere il telefono, di non accendere il computer, di cambiare numero, di usare un’altra scheda, insomma di dire di no, di rifiutarti alle richieste del mondo esterno che ti chiedono di essere produttivo anche quando non vorresti.

Ti stai ancora chiedendo: studiare e lavorare, come organizzarsi? Ti sto offrendo degli spunti utilissimi, prova a metterli in pratica, allenati, non sarà facile fin da subito, devi imparare a far rientrare questi comportamenti nella tua routine e nel tuo modo di comportarti. Ce la puoi fare, ne sono convinto! E non ne resterai deluso.

3. Studiare e lavorare dipende dalla passione

Viceversa se tu decidi che vuoi fare una cosa la mattina, ti svegli che hai la voglia fortissima, la passione per quello che stai facendo, niente ti vieta di organizzare la tua giornata in modo da lavorare anche nel weekend o in un giorno festivo. Dipende solo da te.

Apro una piccola parentesi su questo: i risultati migliori nel lavoro, ma anche nello studio, si hanno quando si ha molta eccitazione per quello che si fa.

Quando il lavoro che si sta facendo, la parte di programma che si sta studiando, diventa un’ossessione, quando ti emozioni in qualche modo per quello che fai o per quello che desideri e senti che sei sulla strada giusta per quello che ti sei prefissato, è ovvio che alla fine raggiungerai dei risultati migliori. Ti è mai capitato? Ci hai mai fatto caso?

Avrai il desiderio anche di assumerti dei rischi, e questi rischi amplificheranno i risultati che otterrai e ti faranno sentire anche meglio.

Dire a te stesso “ho rischiato e ce l’ho fatta” é tutta un’altra cosa che “l’ho dovuto fare
e finalmente l’ho fatto, ma mamma mia che fatica!

E per ultima cosa ti porteranno anche a trovare delle soluzioni intelligenti a problemi che sembravano insormontabili. E sarai doppiamente soddisfatto.

4. Studiare e lavorare, come organizzarsi per non procrastinare

In tanti parlano di procrastinazione. Anche io ne ho parlato in qualche video, ma sfatiamo qualche mito.

  • La produttività se è fatta sulle cose sbagliate diventa improduttiva.
  • La procrastinazione, il continuo rimandare, nasce perché ci vengono dei dubbi, non sappiamo se siamo sulla strada giusta oppure abbiamo dei pensieri intrusivi che non ci lasciano in pace.
  • Le abitudini, soprattutto le abitudini mattutine a dover fare per forza delle azioni (correre, leggere e scrivere un diario, organizzarsi la giornata, provare gratitudine, auto analizzarsi, fare l’esame di realtà) possono andare bene ma ci sono dei momenti in cui diventano dei meccanismi, cioè diventano estremamente meccaniche.

Una giornata troppo rigida può essere soffocante e può portarci a rigettare questa stessa giornata e questa organizzazione.

Finiremo con l’alzarci la mattina sapendo che cosa dobbiamo fare, ma senza avere la voglia di farlo, e in più ci incolperemo del fatto di non riuscire a fare quello che sappiamo di dover fare perché la vivremo come una imposizione.

La magia del relax occasionale

In definitiva: studiare e lavorare, come organizzarsi? La cosa importante è scegliere ogni tanto di concederci un periodo completamente senza regole, in cui ci alziamo all’ora che vogliamo, ci prendiamo una sorta di vacanza, mangiamo quello che vogliamo senza stare a dieta, non facciamo sport, stiamo sul divano perché in quei giorni abbiamo voglia di rilassarci, abbiamo voglia di stare sui social a scrollare il feed di Facebook oppure a guardare video scemi perché ci fanno ridere.

Ma il dolce far niente, assolutamente niente, è bello perchè ha una durata. Se si protrae troppo nel tempo ci porta ad annoiarci. A quel punto, saremo spinti dalla noia a voler fare qualcosa, a ricominciare, a rimetterci in moto, ci viene proprio in qualche modo il bisogno di studiare e lavorare.

E ci capiterà di rituffarci nello studio o nel lavoro con più determinazione e più voglia.

Ma attenzione: cerchiamo di non prenderci queste pause troppo lunghe, impariamo ad ascoltarci, perché se la pausa è veramente troppo lunga poi riprendere a studiare é dura.

Inizia ad apprezzare gli sforzi che stai facendo. Tu sei una persona fuori dal comune, hai scelto di fare una cosa impopolare, probabilmente sei stata la prima persona tra quelle che conosci che ha deciso di studiare e lavorare contemporaneamente!

Nei commenti qui sotto o sul Canale Youtube scrivimi quali delle quattro cose di cui abbiamo parlato ti ha bloccato finora e ne parleremo insieme.

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