Quando e come non usare le tecniche di memoria (e sfuggire al ragazzo dei memocorsi)

studio mnemonico

Quando e come fare uno studio mnemonico?

In questo articolo ospito Armando Elle, un appassionato di tecniche di memoria e autore di diversi libri sullo studio mnemonico.

Lo ringrazio per essere stato disponibile a scrivere un post molto preciso e professionale, che toglie un po’ di ruggine alle solite promesse miracolose sulle mnemotecniche e allo stesso tempo chiarisce come è possibile usarle come valido aiuto per studiare.

Come sapete, nel Corso Base Gratuito MemoVia condividiamo tutte le tecniche di memoria e fatte nel modo giusto. Proprio perché troppo spesso vengono usate in modo troppo meccanico e dopo poco tempo smettono di dare risultati.

Sono certo che gli esempi di Armando saranno illuminanti: lascio a lui la parola.

Lo studio mnemonico: pregi e difetti del classico corso memoria e lettura veloce

Le tecniche di memoria vengono spesso vendute come la soluzione a tutti i problemi dello studio. Ma lo studio è una attività organica, quasi “olistica”, e solo il fatto di cercare di dominarla affidandosi a una unica strategia è di per sé un errore.

Per essere uno studente efficace e felice non esistono scorciatoie, ma bisogna invece fare lo sforzo di abbracciare un metodo a 360 gradi, che non sia solo mnemonico quindi. Bisogna prepararsi per prima cosa sugli aspetti fondamentali che lo caratterizzano:

  • Elemento psicologico (autostima, motivazione, forza di volontà, gestione dell’ansia, critical thinking…)
  • Pianificazione e organizzazione (gestione del tempo, sviluppo delle giuste abitudini, scelta e processazione del materiale …)

Solo quando hai raggiunto un livello soddisfacente in questi elementi di base puoi iniziare ad inserire, in maniera graduale, il passaggio mnemonico, con eventuali tecniche specifiche che ti facciano andare più veloce, come per esempio la lettura rapida, lo skimming, le tecniche di memorizzazione.

Corso memoria no, basi del metodo di studio sì

Per questi motivi spesso paragono l’apprendimento di un metodo di studio all’apprendimento di una disciplina sportiva, come per esempio il tennis: prima di diventare un professionista e imparare colpi e strategie particolari, bisogna imparare e dominare i fondamentali.

Perché per esempio, presentarsi sul campo da tennis cercando di fare cose strane senza conoscere il dritto e il rovescio basici, è semplicemente assurdo.

E lo stesso vale per tecniche di memoria, lettura veloce, skimming e tutto il resto. Non sono facili da imparare e applicare, e quindi se non hai sviluppato le basi di un buon metodo di studio non riuscirai veramente ad utilizzarle.

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E questo ti farà perdere tempo e ti demoralizzerà, peggiorando la tua performance invece di migliorarla.

Se invece hai sviluppato un buon metodo di studio, potrai imparare ed inserire le tecniche “speciali” nella tua routine, ottenendo risultati straordinari. E in questo articolo te ne voglio dare un assaggio.

Tecniche di memoria per memorizzare dati puri

I detrattori delle tecniche di memoria fanno un discorso certamente sensato: il focus dello studio è prima di tutto la comprensione, ed è grazie ad essa che si migliora il lato mnemonico.

Non posso che essere d’accordo con loro sul principio, ma le mie conclusioni non sono le stesse.

Guarda per esempio questa lista che mi ha inviato Raffaele, uno dei lettori de GliAudaciDellaMemoria:

Cefalosporine (classificazione per generazioni) :
I generazione: cefalexina, cefalotina, cefazolina, cefapirina , cefradina e cefadroxil, cefaloridina*
II generazione: cefaclor , cefuroxima cefamandolo, cefronicid, cefprozil, loracarbef, ceforanide; Cefamicine => presentano un gruppo metossilico in posizione 7 (cefoxitina, cefotetan, cefmetazolo)
III generazione: ceftriaxone, cefoperazone, cefotaxime, ceftazidime, ceftizoxima, cefixima, cefpodoxima proxetil, cefdinir, cefditoren pivoxile, ceftibuten, moxalactam
IV generazione: cefepime, cefpirome, cefaclidina, cefozopran
Nuove cefalosporine: ceftaroline fosamil , ceftobiprolo, ceftolozane

Sono circa 35 nomi (e che nomi!), ed è l’elenco, classificato per “generazione”, di un tipo di antibiotici che si chiama “cefalosporine”. Fa parte a sua volta di un elenco più grande, costituito da più di 200 molecole, che tutte assieme costituiscono la categoria farmacologica degli antibiotici.

Che tra l’altro è SOLO UNA delle tante categorie che si devono studiare per l’esame di farmacologia a medicina.

Ora, puoi passare tutto il tempo che vuoi su questo elenco, e credimi che troverai ben pochi elementi di “ragionamento” che ti aiutino ad impararlo. L’unica vera soluzione è impararlo a memoria.

È il tipico caso di “dati puri”, cioè di dati che non hanno appigli logici per essere ricordati (o ne hanno, ma molto scarsi), e di cui ci sono infiniti esempi un po’ in tutte le università e in tutti i tipi di esame.

Memorizzare dati puri con le tecniche di memoria

E’ in questi casi che le tecniche di memoria vengono in tuo soccorso e ti fanno risparmiare settimane di tempo!

E’ chiaro che esse vengono dopo i fondamentali, e quindi, ritornando per esempio all’esame di farmacologia (un esame peraltro molto mnemonico), per passarlo bene devi:

  • pianificarlo correttamente, perché è lunghissimo
  • avere la giusta motivazione per stare col sedere sulla sedia a studiare
  • organizzare appunti e libro, perché ogni professore c’ha le sue fisse e le devi conoscere
  • fare il necessario sforzo cognitivo per capire i meccanismi d’azione delle molecole

Eccetera eccetera.

Il problema di ricordare le parole difficili con la memoria visiva

Ma anche fatte tutte queste cose, il problema di come ricordare centinaia di nomi difficili rimane, e puoi farlo:

  • ripetendoli fino allo sfinimento
  • oppure andando sullo studio mnemonico e quindi usando le tecniche di memoria

In particolare, in questo caso si utilizza la combinazione di

  • una tecnica (nata per l’apprendimento di vocaboli stranieri nelle lingue) che consiste nel ri-codificare i nomi difficili in nomi più abbordabili, e che descrivo nel mio articolo sul Keyword Method

Anche così non sarà comunque semplice ricordare i nomi di centinaia di molecole (altro mito da sfatare: le tecniche sono sì veloci, ma non indolori!), ma ci metterai circa un quinto delle ore, e le ricorderai molto meglio anche a distanza di tempo. Non è male come risultato.

Quindi, quando si tratta di dati puri, per me non c’è confronto: se impari ad applicare bene le tecniche hai un’arma nucleare al servizio del tuo studio.

Ma la loro utilità non finisce qua; puó infatti essere sfruttata anche per lo studio di dati complessi, cioè di dati che hanno un contenuto logico e associativo intrinseco.

Vediamo come.

Tecniche di memoria per dati logico-cognitivi

“Gli anni fra il 1968 e il 1973 furono tra i più proficui per l’autore, che cominciò la serie dei concept album con “Tutti morimmo a stento”. Quest’album, ispirato dalla poetica di Francois Villon e a tematiche esistenzialiste, (queste ultime torneranno anche negli album successivi), è il quarto concept album a essere pubblicato in Italia. il testo del primo brano, Cantico dei drogati, è tratto da una poesia di Riccardo Mannerini,  “Eroina”. De André incise anche una versione inglese dell’album, mai commercializzata e oggi esistente in unica copia, che è stata proprietà di un collezionista statunitense e oggi appartiene a un collezionista pugliese”

Questo breve brano su Fabrizio de Andrè, tratto da wikipedia, è molto simile, per quanto riguarda le esigenze di memorizzazione, a tanti altri brani di testo che devi studiare durante l’università. Cambia il tema, ma bene o male le esigenze sono le stesse: qualche concetto, alcuni nomi, delle date di riferimento, dei collegamenti fra le varie parti.

Mettiamo che il tuo prossimo esame universitario verta su Fabrizio de Andrè, e che tu, terminato il tuo corso di 2 giorni di tecniche di memoria e con 1500 euro in meno nel portafoglio, ti metta entusiasticamente a cercare di applicarle allo studio dell’esame, cominciando proprio dal testo riportato sopra.

Corso tecniche di memoria: un esempio di studio mnemonico sbagliato

Probabilmente cominceresti con l’individuare i dati da memorizzare, per poi farlo con le varie tecniche imparate:

“Gli anni fra il 1968 e il 1973 furono tra i più proficui per l’autore, che cominciò la serie dei concept album con “Tutti morimmo a stento”. Quest’album, ispirato dalla poetica di Francois Villon e a tematiche esistenzialiste, (queste ultime torneranno anche negli album successivi), è il quarto concept album a essere pubblicato in Italia. Il testo del primo brano, Cantico dei drogati, è tratto da una poesia di Riccardo Mannerini,  “Eroina”. De André incise anche una versione inglese dell’album, mai commercializzata e oggi esistente in unica copia, che è stata proprietà di un collezionista statunitense e oggi appartiene a un collezionista pugliese”

In rosso ho evidenziato quello che, nella mia esperienza, lo studente medio che ha appena abbracciato entusiasticamente le tecniche di memoria, cercherebbe di ricordare.

Si tratta di circa una ventina di gruppi di parole (su un totale di partenza di 100 parole) che puoi trasformare in immagini e poi legare fra loro, oppure attaccare a una sequenza di loci.

Così facendo, ti candidi a fare uno sforzo mnemonico immenso, inutile, e che inevitabilmente ti porterà ad abbandonare le tecniche dopo 2-3 giorni.

Perché non devi ricordare parola per parola grazie a un corso per la memoria

Il primo grande errore che si fa nell’applicare le tecniche è utilizzarle per cercare di ricordare le cose più o meno parola per parola, cioè trasformando in dati puri ciò che non lo è. Lo studio non può essere solo mnemonico.

Vediamo invece come Cicerone si sarebbe preparato per studiare vita e opere di Fabirizio de Andrè, e poi raccontarle in un lungo discorso in senato. Nella prima fase:

  • Avrebbe suddiviso le 12 mila parole di wikipedia che costituiscono l’intero articolo su De Andrè in non più di una sessantina di argomenti principali (media di 200 parole per argomento, cioè un minuto di lettura per argomento)
  • Nel creare questi 60 argomenti principali, avrebbe usato il suo critical thinking per “distillare” l’essenza di ognuno di essi in una immagine (ed è qui che le tecniche di memoria forzano alla comprensione del testo, diventando parte attiva del processo logico-cognitivo!). Per esempio, il brano che abbiamo visto l’avrebbe potuto intitolare “fase esistenzialista”, creando adeguata immagine per rappresentare il concetto.
  • Avrebbe attaccato le immagini che rappresentano questi 60 argomenti principali ad altrettanti loci creati allo scopo

Ecco il perché lo studio mnemonico dei corsi di memoria richiede molto tempo

Questa prima fase l’avrebbe completata in non più di tre ore attraverso i seguenti passi:

  • 30 minuti per leggere tutto una volta a velocità rapida, diciamo 400 parole al minuto, grazie alle tecniche di lettura veloce, in maniera tale da formarsi una idea generale di tutto il testo
  • Circa 120 minuti per rileggere con più attenzione, trovando nel contempo le immagini che corrispondo ai vari argomenti, e associandole ai vari loci.
  • Circa 30 minuti ulteriori per tenermi abbondante

Dopo tre ore si sarebbe così ritrovato a:

  • ricordare perfettamente e in ordine tutto lo sviluppo degli argomenti principali, attraverso immagini che ne rappresentano l’essenza
  • ricordare, grazie alla memoria naturale e a ovvie connessioni logiche, tanti elementi secondari di ciascun argomento.

A questo punto il buon Cicerone potrebbe:

  • accontentarsi di quello che sa, perché ritiene che sia più che sufficiente per fare bella figura in senato.
  • oppure decidere che deve poter riferire più informazioni

In questo secondo caso, ripartirebbe da capo andando ad attaccare, su ciascuna delle 60 immagini-concetto che ha formato, una o più ulteriori informazioni di dettaglio.

DISTINGUENDO anche in questo caso fra dati puri e dati logico cognitivi.

Nei corsi per la memoria non insegnano a distinguere i dati puri dai logico-cognitivi

Per esempio, nell’esempio del testo, tratterebbe le date “1968 e 1973” come dati puri, trasformandole in immagini attraverso il procedimento della conversione fonetica. In realtà magari facendola solo sul numero 6873 (cioè sulle ultime due cifre di ciascuna delle date, essendo scontato che ci si trovi nel 1900!)

Mentre la questione dell’album inciso in inglese, mai commercializzato, di cui esiste una unica copia, posseduta prima da uno statunitense e poi da un pugliese, probabilmente la ricorderebbe tutta condensandola nell’immagine di “unica copia”.

Infatti se di un album di De Andrè ce n’è una unica copia, i casi sono due:

  • O le altre sono andate tutte distrutte (ma in questo caso lo ricorderesti grazie alla memoria “naturale”, essendo un evento veramente insolito)
  • O non è stato commercializzato, cosa impossibile se l’album fosse stato in italiano (o di nuovo, così strana che la ricorderesti da sé). Ora, è improbabile che fosse in arabo o cinese, no? Per ovvi motivi non poteva che essere in inglese (o spagnolo, ma questa della traduzione per i mercati latini è una tendenza recente).

Così come è ovvio che, trattandosi di copia unica, sia un oggetto da collezione!

Fidati del tuo cervello, non dei corsi per la memoria

Purtroppo con le parole viene lungo spiegare quello che il cervello è in grado di fare in maniera semplice e quasi automatica: vedere l’immagine di “unica copia” e dire a se stesso “ma certo! è l’album mai commercializzato, fatto per il mercato inglese, e che è diventato oggetto da collezione”.

Vedi quindi la differenza di utilizzo delle tecniche di memoria: lo studente un po’ insicuro perché ne ha appena imparato la teoria ma non le ha mai praticate, individua su un brano di 100 parole ben 20 gruppi di parole da trasformare in immagini-dato puro da ricordare. E si mette a memorizzarle una dopo l’altra.

Mentre un buon mnemonista individua UNA IMMAGINE PRINCIPALE, che rappresenta il cuore dell’intero brano.

E poi forse, se non si ricorda tutto quello che gli serve con la memoria naturale, attacca altre due tre immagini SUBORDINATE per rappresentare altre info di dettaglio.

Conclusioni sullo studio mnemonico

Come hai visto, le tecniche di memoria e lo studio prettamente mnemonico sono in grado di darti grandi soddisfazioni sia nella memorizzazione di dati puri altrimenti difficilmente ricordabili, sia come strumento di supporto all’analisi e memorizzazione di testi complessi.

Come hai anche visto però, non è semplicissimo da imparare a fare. Tuttavia, non è poi così difficile: basta semplicemente lasciare da parte le illusioni di ricordare tutto parola per parola come fosse una poesia, e ricordarsi invece che abbiamo un cervello pensante in grado di:

  • distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è
  • distinguere i dati puri dai dati connessi logicamente
  • trattare ognuna di queste cose nella maniera che meglio gli corrisponde

Prima di andare, un grande saluto adesso ai lettori di MemoVia e ai partecipanti al Corso Base Gratuito MemoVia: spero vi sia piaciuto l’articolo. E dateci dentro con lo studio, e con tutto quello che verrà dopo.

E un grande grazie a Giovanni per avermi ospitato qui con voi!

Armando Elle

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