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Schemi per studiare: come fare gli strani tipi di schemi veloci, liberi e a cascata

Se vuoi fare gli schemi a cascata per studiare, almeno devi imparare a schematizzare velocemente.

Cioè per superare gli esami devi smettere di studiare come un matto.

Ora fai attenzione a quello che sto per dirti, perché c’è un enorme ostacolo a tutto questo.

Se pensi prima di leggere, poi di prendere appunti, poi di sintetizzarli scegliendo le parole chiave, poi mettere le parole chiave in uno schema o in una mappa concettuale, e poi di memorizzare il tutto, stai facendo due grossi errori:

  1. qua parliamo di schematizzare velocemente e tu stai passando ore a fare 4 passaggi (lunghi, attenti, meticolosi, spesso forzati, dunque che richiedono molto tempo) anziché uno solo, naturale e veloce
  2. stai forzando il tuo cervello a fare una cosa complicatissima, piena di passaggi successivi e completamente innaturale.

Il cervello non studia per passaggi distinti ma in un passaggio solo.

Esempio: quando guardi un film prima lo guardi, poi lo guardi di nuovo e e ti fermi per prendere appunti nei passaggi importanti? Poi schematizzi e poi memorizzi? No, lo guardi una volta e te lo ricordi.

Ecco, lo studio funziona così, tutto il resto sono strutture e metodi artefatti che non ti rispettano come essere umano intelligente

Non è vero che ci vuole un metodo, non è vero che ci vuole una
strategia corretta perché non esiste.

Segui bene quello che stai per leggere perché cercherò di darti il meglio che puoi trovare sull’argomento metodo di studio e in
particolare sull’utilizzo di schemi per studiare.

Entro la fine avremo ricomposto il puzzle di questo argomento controverso e avremmo scoperto se siamo studenti logici e cosiddetti dinamici.

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Se fai quello che ti dico in pochi giorni ridurrai i tempi di studio di almeno 20 ore a settimana.

Come fare schemi per studiare più velocemente

Secondo uno studio apparso sulla rivista Nature tre studenti su dieci si deprimono oppure abbandonano l’università.

Le facoltà scientifiche soprattutto si rivelano una specie di gabbia e gli studenti finiscono in un buco senza fondo fatto di ansia, difficoltà di organizzazione e delusione per la scelta dell’università che hanno fatto.

Sai perché quasi la metà di questi studenti dicono di essere delusi?

Perché usano un metodo di studio che non va bene per loro.

Studiano fra le 3 e le 6 ore al giorno. E sai qual è secondo le ricerche lo strumento più usato nello studio scolastico e universitario e allo stesso tempo quello che dà più problemi di tempo?

Esatto proprio gli schemi.

Io gli schemi li ho fatti tutti: orizzontali, verticali, a raggiera, le mappe mentali e concettuali, e adesso ti dico come studiare rapido e come fare schemi velocemente.

Come fare gli schemi essenziali

Per prima cosa mai usare fogli a quadretti, evidenziatori, colori, simboli frecce e scrittura in stampatello.

Quindi se vuoi risparmiare un terzo del tempo nella schematizzazione usa un foglio bianco, una sola penna o matita, nessun colore.

Fai solo linee (mai frecce) per connettere gli argomenti tra loro e scrivi
soprattutto velocemente.

Lo schema non deve essere bello, deve essere funzionale, deve servire per ricordare o meglio per dare la sensazione al tuo cervello di aver fatto un ordine al suo interno di quello che stai studiando.

Te ne devi fregare che lo capiscano gli altri. Lo devi capire tu.

E’ la stessa cosa del discorso già fatto sull’usare gli scarabocchi per studiare. Ti è sempre stato detto che facevano male, che non dovevi farli, e invece aumentano la concentrazione.

Come fare uno schema in modo che sia semplice

Se vuoi avere risultati nel tempo devi eliminare le relazioni associative (cioè non devi scrivere sopra le frecce o sopra le linee che connettono gli argomenti) e devi eliminare scatole e cerchi intorno alle parole.

Tutte queste cose sono rigide e superflue, e noi invece stiamo cercando un modo di schematizzare e di studiare veloce e che rispetti le esigenze del cervello.

Il cervello ha una sua organizzazione, non quella che scriviamo sul foglio!

Allo stesso modo non decidere in anticipo se partire dall’alto, dal centro, dal basso, dal lato…

Parti da dove vuoi e inizia ad aggiungere le cose importanti nello schema.

Scrivi come preferisci dando un ordine man mano che ti viene. E’ per questo che dico sempre di fare lo schema dopo aver studiato e mai durante!

Perché durante studiamo, cerchiamo di “tener dentro la testa” le cose importanti, e solo dopo le mettiamo su carta per sicurezza. Ma
stavolta con l’ordine che il cervello ci suggerisce, senza sforzo.

Eliminare tutte queste rigidità darà una grande naturalezza al ricordo, in pratica sarà il cervello a trovare in autonomia le cose importanti dove lui ha deciso di metterle.

Come si fa uno schema, a mano o con le App?

Rigorosamente fai gli schemi a mano.

Ci sono un sacco di ricerche che dicono che farli amano è meglio che farli al pc o su delle App.

Le App belle per fare gli schemi costano, sono rigide, perdi tempo in cose futili e ti tolgono la cosa più importante che puoi fare mentre schematizzi: l’elaborazione.

Ricorda che devi elaborare il più possibile prima di fare lo schema.

Come? Chiediti sempre un sacco di perché. Fatti un sacco di domande.

Se vuoi sviluppare la tua parte logica e dinamica, quella che veramente ti rende uno studente eccellente, devi chiederti perché, il
collegamento di ogni concetto con gli altri.

Quindi forse questa è la cosa più importante, se vuoi avere dei risultati immediati in autonomia senza bisogno di comprare corsi e libri che ti insegnano a fare gli schemi.

Tipi di schemi per studiare: usare schemi a cascata?

Gli schemi a cascata non sono altro che schemi verticali, quelli che ricalcano l’indice del libro.

E’ vero che uno schema a cascata ti aiuta a sintetizzare moltissimo ma… non ti aiuta ragionare.

Ti limiti a prendere parole, frasi, titoli dal testo e a riportarli su uno schema, sperando poi di studiare a memoria quello e di metterci meno tempo.

Ma se vuoi sbrigarti a studiare, chi dice che devi fare schemi?

Esprimi te stesso: alcune persone sono bravissime con gli schemi, altri con le mappe, altri prendono appunti con vari metodi per esempio il Metodo Cornell, e altri sviluppano il proprio metodo di studio con il proprio tipo di schemi che vanno bene per te.

Per te deve essere come strappare il foglio su cui hai scritto degli interminabili riassunti di quell’esame odioso e diventare un artista con la sua tela.

E’ una rivincita, risparmi del tempo ed è più confortevole per te.

Devi per forza fare schemi per studiare?

Devi sviluppare e applicare tutti i metodi di studio, tutti i modi di fare
schemi? E’ obbligatorio integrare la pratica dello schema nel tuo metodo di studio?

No, devi trovare il tuo, quello che va bene per te, quello che funziona nella
tua situazione, per le tue materie, per i tuoi esami, nella tua università.

  • Pensa alle mappe per esempio: danno un’infarinatura ma non danno veramente il ricordo.
  • E gli appunti: ti permettono di selezionare, ma alla fine dopo aver
    appuntato hai bisogno di altre strategie.
  • Ma pensa soprattutto alle materie diverse! Useresti mai gli schemi per studiare storia? Io non credo.

Quindi gli strumenti generici che vanno bene un po’ per tutti finiscono per non andare bene per nessuno perché non sono pratici, sono teorici, sono sviluppati su carta, a tavolino, e quindi non possono adattarsi al tuo modo di essere e alle tue materie.

Se finora i fatto degli schemi probabilmente hai fatto molto bene e ti faccio i miei complimenti. Ma occhio! Bisogna stare attenti a fare ancora meglio, c’è da migliorare.

Poi non tutti saranno d’accordo, a me per esempio queste indicazioni hanno permesso di dare in media un esame al mese anche lavorando in tutte e due le lauree. Se ti sei chiesto con quali schemi studio, ti rispondo che io semplicemente non ne uso!

Però se devo suggerirti un tipi di schemi di studiare che funzionano… ti suggerisco gli Schemi a Piramide, che sono un’esclusiva di noi di MemoVia.

Alcuni studenti rimangono appassionati al loro modo di fare schemi e alle loro abitudini… e anche un po’ al male di vivere che provano quando si siedono davanti ai libri…

Perché in effetti lo sentono dentro di sé che non hanno voglia di fare quello schema! La prova è che hanno il rifiuto, il vomito, e spesso si distraggono oppure la loro attenzione o il tempo che riescono a dedicare allo studio di seguito è molto limitato (si aggira intorno ai 20-25 minuti).

Se solo me lo avessero detto, quando quei disgraziati dei miei insegnanti delle medie mi dissero che dovevo fare gli schemi con tutte le penne colorate e tutti ordinati sui miei fogli a quadretti per imparare a organizzare il mio pensiero!

Eppure continuavo a farli per paura di dimenticare, o per l’illusione che passare due-tre ore a fare uno schema significasse lavorare sodo e poi ricordare.

Come smettere di fare schemi per studiare

Che c’è voluto per smettere di farli una volta per tutte?

Un esame gigantesco, Glottologia, che odiavo e che era impossibile da studiare con gli schemi.

Senza farli riuscii a passare quell’esame e mi resi conto che avevo risparmiato circa 20 ore di studio a settimana!

Guarda il calendario: significano un giorno alla settimana in meno passato sui libri con gli stessi risultati, con lo stesso impegno.

Ma vuol dire anche imparare a fare un tipo di apprendimento che si chiama “significativo”, che vuol dire che riesci a integrare le nuove conoscenze che trovi sul libro con quelle che già hai

Per fare questo non c’è bisogno di schemi, c’è bisogno solo di un certo tipo di elaborazione, la cosiddetta Elaborazione Profonda.

Ma gli schemi non sono vietati, a patto che si facciano bene.

Un’ultima parola sugli schemi

Bisogna anche capire se si è in grado di sostenere tutta quell’insicurezza, quell’immobilismo, quella rigidità e quella mancanza di libertà che gli
schemi e le mappe hanno quando li fai come ti è stato detto di farli.

Perché gli schemi e le tecniche non rispettano le caratteristiche di molti di noi.

E diamoci anche un taglio con questa idea che esista un metodo di studio universale! Sai cosa significa metodo?

E’ un “procedimento limitato e semplice per un risultato soddisfacente”.

Appena soddisfacente!

In pratica non ci sono metodi perfetti, ci sono solo sistemi che vanno bene per noi, sistemi di metodi, cioè sequenze di azioni e meccanismi intelligenti che ci permettono di raggiungere risultati

E’ un po’ la differenza tra fare la carbonara in Italia e in Germania: in Italia sappiamo esattamente la sequenza e ognuno la fa un po’ a proprio modo. Ma gli elementi cardine sono sempre quelli.

Anche in Germania o in altri stati del nord Europa conoscono il
metodo per fare la carbonara, però metteranno probabilmente solo un uovo, del pepe e del formaggio sopra la pasta…

Tornando agli schemi, a chi ti ho fatto pensare? Chi conosci che fa schemi estremamente complessi, rigidi, colorati, scritti in stampatello sui fogli a quadretti, pieni di frecce e di parole
inutili?

Condividi quello che hai scoperto oggi e salva queste persone dal buco
nero del metodo di studio fatto male, non adatto a noi.

Se hai bisogno di alcuni esempi di schemi per studiare, scrivilo qui sotto nei commenti e li creerò per te.

E se ti ho strappato almeno un sorriso scrivi qua sotto nei commenti
quello che è funzionale per te come fai gli schemi e quali soluzioni hai trovato finora.

Un abbraccio, ci vediamo qui!

Fai vedere che ci tieni:
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