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14/03/2022

Palazzo della Memoria: ti insegno a costruirne uno con un tutorial pratico e a capire se è la tecnica giusta per te.

Trovi difficoltà ad usare il palazzo della memoria? Forse lo stai creando male, perciò oggi ti insegno come costruirne uno con un tutorial pratico.

Anche se si tratta di una tecnica molto antica di memoria, come ti ho spiegato qui, il palazzo della memoria sta avendo un nuovo successo in questi anni.

Il successo è dovuto al fatto che viene presentata sempre più spesso come una tecnica straordinaria per studiare grandi quantità di dati. Quindi se la conosci già, ti immagino che provi a mettere le informazioni che trovi nel libro dentro un tuo ipotetico palazzo della memoria. Proprio come viene fatto nei telefilm The Mentalist o Sherlock.

Trovo però in rete tanti tutorial a mio avviso un pò superficiali sul palazzo della memoria, poichè non tengono conto del fatto che da quando è stata inventata questa tecnica, ovvero 2000 anni fa, ad oggi le cose sono molto cambiate. Ad essere cambiata innanzitutto è la quantità di dati che ci viene chiesto di ricordare, nello studio come nella vita quotidiana.

2000 anni fa, come si può bene immaginare, le informazioni da ricordare erano davvero molto poche rispetto a quelle che uno studente universitario deve ricordare durante la propria carriera. Ma anche per un solo esame in un solo libro.

Ho abbandonato il palazzo della memoria tanti anni fa, perché ho voluto sviluppare dei metodi e delle tecniche molto più veloci ed efficienti per studiare. Per esempio mi servo spesso degli Schemi a Piramide, e già questi mi permettono di ricordare moltissimo.

Comunque voglio darti chiaramente l’idea di cosa vuol dire usare il palazzo della memoria, ma soprattutto di come usarlo nella maniera giusta, se decidi di farlo. Insomma voglio dirti la verità sull’applicazione nello studio di questa tecnica e poi risolvere alcuni problemi molto comuni che gli studenti mi riportano.

Vediamo subito un esempio pratico.

Palazzo della Memoria: occhio a questi errori

Non ti nascondo che anche io ho usato la tecnica del palazzo della memoria per tanti anni.

E l’ho usata anche con i miei allievi, ho cercato di insegnarla, ma ci siamo trovati di fronte alle difficoltà. Anche se cercavo in tutti i modi di farlo funzionare, avevo fatto tutti i corsi e letto tutti i libri possibili, rimanevano tre ostacoli insormontabili:

  • La difficoltà nel trovare le immagini corrette.
  • Una grossa confusione, talvolta, quando creavo le mie posizioni per l’informazione da ricordare all’interno dei miei loci o delle mie stanze.
  • La difficoltà di trovare abbastanza luoghi dove mettere le immagini, le associazioni delle cose da ricordare, che si traduceva in una grandissima perdita di tempo.

Ho raccontato tutto questo in un articolo sui limiti enormi del palazzo della memoria per studiare.

Insomma mi bloccavo e non riuscivo ad andare avanti, non riuscivo a trovare quello che mi serviva nelle mie stanze, non riuscivo ad associare le informazioni da ricordare a quei pochi loci (luoghi) dove dovevano essere attaccate.

Le stesse cose succedevano ai miei allievi, cosa che mi metteva in estremo imbarazzo.

Tutorial passo-passo per usare i Loci (o luoghi della memoria)

Mi servo di un esempio pratico.

Quando insegnavo il palazzo della memoria, uno degli esercizi che facevo fare era ricordare i primi cinque Presidenti della Repubblica Italiana (se preferisci puoi usare quelli americani):

• De Nicola • Einaudi • Gronchi • Segni • Saragat

La tecnica base del palazzo nella memoria dice: guarda la tua stanza, o una stanza anche immaginata, stabilisci che ci sono per esempio:

• una porta • un orologio • una libreria • una scrivania • un acquario

A questi cinque oggetti attacca ciascuno dei cinque Presidenti, attraverso delle storielle che fanno ricorso a delle immagini molto creative, simpatiche e talvolta anche un po’ troppo elaborate.

A questo punto prendi i nomi dei cinque Presidenti e trasformali appunto in qualcosa di simpatico:

  • De Nicola diventa il nostro amico Nicola.
  • Einaudi diventa il logo della macchina, dell’Audi.
  • Gronchi suona un po’come granchi.
  • Segni come dei disegni su dei fogli.
  • Saragat come il pesce, il sarago.

A questo punto la tecnica del palazzo della memoria ti richiede di creare delle storielle.

Le storielle servirebbero per attaccare ciascuna di queste immagini a ciascuno dei luoghi, dei pezzi di arredamento in questo caso che hai trovato dentro la stanza.

Quindi per esempio vedi:

  • Il tuo amico Nicola che entra dalla porta.
  • L’orologio che diventa rotondo come il logo dell’Audi.
  • La libreria che è piena di granchi.
  • La scrivania che è piena di disegni.
  • Infine nell’acquario anziché i pesciolini piccoli c’è un grosso sarago.

Ok è anche carino perché in effetti in questo momento ricordi i primi cinque Presidenti della Repubblica Italiana.

Però nota che usare il palazzo della memoria su un libro, cioè costruire questo sistema così elaborato, diventa molto difficile. La quantità di dati da ricordare all’interno di un solo capitolo è gigantesca.

Quindi è vero che leghiamo le informazioni nuove a delle cose che già conosciamo, il che è uno dei procedimenti con cui la nostra memoria ricorda. Ma è anche vero che all’interno di un libro le cose da ricordare sono tantissime!

Una tecnica del genere potrebbe andare bene al limite per ricordare l’indice del libro.

Alcune modifiche alla tecnica base

A un certo punto anche io ho trovato questa tecnica del palazzo alla memoria un po’ come un inganno. Infatti da alcuni anni insegno le tecniche di memorizzazione gratis su questo blog, perché sono ben conapevole che nei corsi te le fanno pagare care.

Ho deciso di migliorare il palazzo della memoria, il che è stato molto stimolante sia per me che per i miei allievi. Avevo scoperto un autore in campo di tecniche di memoria, Harry Loraine, e dai suoi libri avevamo tirato fuori quello che si chiama Peg System, ovvero il sistema delle mollette.

In pratica in questo modo il palazzo la memoria viene modificato. Ad ogni elemento della stanza anziché associare una sola immagine, un solo oggetto, una sola informazione, ne possiamo associare più di una in catena.

Per fare un esempio, prima associavamo ciascun Presidente della Repubblica a un luogo della stanza, adesso invece prendiamo esclusivamente la porta e diciamo che:

Il nostro amico Nicola entra dalla porta, magari guidando una grossa Audi, che però al suo interno è piena di granchi e questi granchi fanno dei disegni con i loro pennarelli all’interno della macchina. Ma a un certo punto in uno di questi disegni scorgiamo che c’è un grosso sarago disegnato.

In questo caso abbiamo utilizzato uno solo dei loci (in questo caso la porta all’interno della nostra stanza nel palazzo della memoria), e vi abbiamo associato una catena di informazioni da ricordare.

Questa strategia può essere anche abbastanza utile. In questo modo gli altri loci della stanza o della casa o del palazzo restano liberi e ci si possono collegare altre cose e altre informazioni importanti.

Quando è il caso di usare il Palazzo della Memoria?

Ma, come dicevamo, una tecnica del genere rimane molto laboriosa. Un po’ per trovare i loci giusti, un po’ per trovare le immagini e le trasformazioni giuste per ricordarci in questo caso il Presidente della Repubblica, ma comunque tutte le informazioni all’interno del libro.

Quello con il palazzo della memoria è un lavoraccio!

Tanto che alcuni adottano l’idea di sovrascrivere i loci. Quindi utilizzano nuove informazioni su luoghi, su oggetti della stanza e del proprio palazzo che sono quelli vecchi, e quindi fanno una gran confusione.

Altri costruiscono interi palazzi con centinaia di stanze e centinaia di oggetti e addirittura se le inventano. Insomma ne risulta una grossa confusione, che a mio parere è anche un’enorme imperfezione della tecnica stessa delpalazzo della memoria.

Ma ripetiamolo: questo non è un tuo problema, non è dovuto alla tua incapacità. Te lo dico perché potresti arrivare a pensare questo! Dipende dal fatto che questa tecnica, nata 2000 anni fa e rivisitata nel 1500, era pensata per ricordre una quantità limitata di informazioni. E andava bene per quello. Le cose da ricordare nel 1500 erano molte molte meno di quante ne dobbiamo ricordare adesso, all’interno di un solo esame.

Il palazzo della memoria non è un metodo di studio, bensì una tecnica per ricordare liste di cose.

E’ per questo che il palazzo della memoria viene usato all’interno dei campionati di memoria, per ricordare numeri casuali, liste di parole, mazzi di carte, ma non certo per studiare! In quel caso il palazzo difficilmente funziona.

Posso comunque adottare il Palazzo della Memoria nel mio metodo universitario?

Immagina di usare il palazzo della memoria in giurisprudenza, o sui libri di medicina, o in ingegneria.
Impossibile. Perché una cosa è riuscire a usarlo per un esame solo. Il cervello si affatica moltissimo all’idea di ricostruire un nuovo palazzo pieno di immagini, associazioni e storielle per altri esami, soprattutto se ravvicinati nel tempo come accade la maggior parte delle volte.

E poi io penso sempre a chi mi dice che il metodo funziona. Ma funziona per chi? Per te? Qual è il tuo stile di apprendimento? Come studi generalmente? Come ti piace studiare? Sei una persona molto visiva che riesce a creare delle immagini o hai bisogno invece di essere più in movimento? O più uditiva e quindi hai bisogno di sentire le cose, di parlare, di scriverle, di muoverti nell’ambiente per ricordarle? Non tutti siamo uguali.

La differenza tra lo studente Nucleare e tutti gli altri

Dicevo, non tutti “funzionano” per immagini.

Ci sono ragazzi e ragazze che prendono voti strabilianti e studiano in pochissimo tempo, sono geniali, senza usare nessun palazzo della memoria o altre tecniche.

Quello che è successo a me e ai miei allievi è che prima studiavamo una pagina in 10-15 minuti. Poi siamo riusciti a scendere sotto i 5 minuti per ogni pagina importante, ricca di informazioni da ricordare.

Prima avevamo difficoltà a trovare loci e immagini come raccontavamo prima, poi ci siamo spostati verso metodi molto più flessibili veloci e più lisci, che scorrevano più facilmente sul libro.

Per cui non avevamo bisogno né di scrivere né di creare palazzi della memoria ma potevamo usare esclusivamente il libro o i nostri appunti per studiare.

Lasciami qui sotto nei commenti delle indicazioni su quali sono gli argomenti, i metodi, le tecniche che secondo te sono da correggere, e spiegami perché per te non hanno dato nessun risultato.

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Nel frattempo io continuo a studiare e ricercare, ci vediamo qui molto presto!

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