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14/03/2022

Impara l’antica tecnica del Palazzo Mentale (anche se te la spacciano per nuova)

Impara subito a usare la tecnica del Palazzo Mentale o Palazzo della Memoria

Oggi voglio presentarvi una delle tecniche di memoria più longeve, che ha all’incirca 2000 anni!Il Palazzo Mentale. Si tratta probabilmente della più antica mai formulata, e viene chiamata anche Tecnica dei loci ciceroniani, usata dal celebre filosofo latino Marco Tullio Cicerone.

La tecnica del Palazzo Mentale è una tecnica che in Italia conoscono tutti. E se tu non la conosci ancora, be’ oggi impariamo a usarla. In una sola mega guida, a perfezione. E senza comprare libri e corsi.

Serve per studiare una lista di cose da ricordare in sequenza. Ad esempio la lista di cose da fare, o i punti salienti di un discorso. Spesso viene usata infatti in associazione con la mnemotecnica degli elenchi.

Avrai spesso notato che nel libro gli elementi da ricordare sono spesso troppi. E se non usi un buon metodo, qualcuno te lo scordi sempre.

Questo perché il nostro cervello è bravissimo a elaborare, ma riesce a farlo con poche informazioni alla volta.

La tecnica che stiamo per imparare è quella del palazzo mentale e potrebbe fare davvero al caso tuo per alcune cose molto particolari.

Ti confesso che non è una tecnica modernissima, anche se molti tendono a spacciarla come chissà quale novità.

In Italia la insegnano (a caro prezzo) in praticamente tutti i corsi di memoria, live e online, da circa 20 anni. Ed è la stessa che trovi nei libri, che costano molto meno dei corsi ma la tecnica sempre quella è, quella del palazzo mentale.

Qualcuno ti dirà addirittura che con quella tecnica potrebbe addirittura farti superare un esame ogni dieci giorni e diventare un fenomeno. Ma non sono molto d’accordo con questo tipo di promesse.

Per questo motivo ho deciso di scrivere la mega-guida che stai leggendo. Insegno le tecniche di memorizzazione gratuitamente perché, secondo me, per imparare a usarle non hai bisogno di un corso: ti basta leggere fino alla fine.

Come funziona in teoria il Palazzo Mentale

Moltissimi mi scrivono perché vedono usare la tecnica del palazzo mentale in alcune puntate di The Mentalist o Sherlock. Personalmente l’ho imparata da una vecchia pubblicazione De Agostini che si chiama Memo, Memoria e Metodo.

La descrizione è pressappoco questa:

  1. Tu trasformi quello che ti serve ricordare in immagini.
  2. Subito dopo metti le immagini nella testa, collegandole a un posto tipo una casa o una strada.
  3. Quando vuoi ricordare qualcosa, ti basta ritrovare la via per riavere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Con questo metodo Sherlock Holmes per esempio ha bisogno di entrare in uno stato di concentrazione e isolamento incredibile per ritrovare le informazioni di cui ha bisogno, che sta cercando. Una cosa quasi magica.

Muove le mani come in Minority Report, fa scatti della testa come un epilettico e quando riesce a ricordare una cosa ha una sorta di scariche elettriche.

Patrick Jane in The Mentalist è più simpatico e modesto a mio parere, e sembra fare un uso più realistico della tecnica del palazzo mentale.

La tecnica così spiegata sembra fighissima. Infatti i maledetti corsi di memoria puntano molto su di essa per convincere gli studenti a comprarli. Avere a disposizione una stanza per ricordarti un capitolo sarebbe una mano santa. Però applicarla sui libri è un altro paio di maniche.

Blog italiani, libri in italiano, libri in inglese, li ho letti TUTTI e posso dirti con certezza assoluta che dicono tutti le stesse cose. Che è poi l’uso che ne faceva Cicerone stesso e che sto per insegnarti.

Cosa faceva Cicerone per ricordare i discorsi con la tecnica dei loci

Cicerone riusciva a parlare per ore senza consultare alcun appunto scritto. Per farlo aveva una sua strategia per ricordare la giusta sequenza degli argomenti da trattare nei suoi discorsi.

In pratica la tecnica gli serviva per ricordare l’argomento di ciascuna parte del discorso, e per il resto parlava “a braccio” su quell’argomento, da grande oratore quale era.

Ma in pratica, come funzionava la tecnica del palazzo mentale? Te lo spiego subito.

Pensava ad un tragitto: quello da casa al foro, quello dal senato alle terme, e così via. Percorsi abituali di cui ricordava senza sforzo oggetti e cose inconfondibili.

In ciascuno di questi luoghi (“loci” in latino significa appunto luoghi) c’era un particolare unico, a cui associava un oggetto (un’immagine, quindi) che gli ricordasse l’argomento da trattare.

Dopo aver scritto un discorso, lo suddivideva in più parti e ne inseriva ognuna in un luogo (il tetto rosso di una casa, una colonna particolarmente bella, un albero ricurvo, ecc.), fino a finire il discorso. Più avanti faremo un esempio pratico.

Così facendo, al momento di fare il suo discorso, gli bastava ripercorrere mentalmente il percorso per ricordare gli argomenti nel giusto ordine.

In pratica usava le immagini, che gli rimanevano impresse, e poi le metteva in un posto preciso, così sapeva dove andare a cercarle. In ogni caso, e questo deve essere chiaro, poi doveva anche ripassarli per ricordarli.

Senza un ordine invece le informazioni sarebbero rimaste tutte alla rinfusa e quindi difficili da trovare.

Palazzo Mentale: vediamo come usare la più antica delle tecniche di memoria

Per prima cosa, devi scegliere un percorso lineare, i luoghi che utilizzerai devono essere consecutivi.

Non c’è bisogno di “uscire di casa”, puoi anche usare le stanze della tua casa (nell’ordine in cui si trovano ad esempio camminando dall’ingresso verso l’interno), e i diversi oggetti di ogni stanza, usandoli in ordine logico (facciamo caso, partendo dalla porta in senso orario).

Mi raccomando scegli loci (luoghi) degni di nota, quelli che nella tu amente e nei tuoi ricordi hanno i particolari più vivi, sono più emozionanti.

Ad esempio, se scegli il percorso casa-ufficio, un luogo-chiave può essere la panetteria da dove proviene un profumino delizioso, o al contrario quel cassonetto che, pieno o vuoto, emana sempre una puzza orribile! Così avrai un buon numero di “ganci” mentali, che non avresti scegliendo dettagli di poco conto tipo un albero qualsiasi o un marciapiede.

La seconda fase per applicare la mnemotecnica del palazzo mentale è controllare ciò che devi memorizzare, facendo una lista degli argomenti da trattare: dividi il lavoro in parti, identifica le parole chiave, stabilisci gli elementi da mantenere a memoria che trasformerai in immagini.

Una volta fatti questi importanti passi preparatori, si può cominciare ad associare intensamente le immagini relative ai punti da memorizzare ai loci, nel giusto ordine prestabilito.

Come costruire un palazzo mentale con il metodo dei loci

Ho letto tutti i siti e i libri sul palazzo mentale. Spesso propongono esercizi molto complicati, basati sulla visualizzazione e sulla memoria fotografica (che tra l’altro non esiste in realtà).

Così ho pensato di partire da un esempio molto semplice, per capire insieme il meccanismo di questo metodo mnemonico.

Immagina di voler memorizzare le 5 articolazioni della colonna vertebrale:

  1. Atlo-occipitale.
  2. Atlo-epistrofeica.
  3. Intervertebrale.
  4. Sacro-vertebrale.
  5. Sacro-coccigea.

Come tutte le tecniche di memoria, anche il palazzo mentale si concentra sul trasformare le parole astratte e difficili dei tuoi esami in cose più concrete e facili da ricordare.

Dopo averle trasformate, il palazzo mentale prevede di posizionarle nei rispettivi luoghi che hai scelto, così hai:

  1. Un ordine mentale in cui recuperarle.
  2. Degli indizi che ti aiutino a ricordare.

Il palazzo mentale in realtà è un qualunque luogo fisico: per esempio casa tua.

Useremo la tua casa per memorizzare l’elenco, cercando di creare immagini divertenti e strane.

  1. Scegliamo subito 5 oggetti precisi della tua casa a cui legare le cose che vogliamo ricordare.
  2. Mi raccomando, questi oggetti in casa devono essere precisi, altrimenti ti confondi, e devono essere in un certo ordine, per esempio vedili dall’ingresso fino alla camera da letto.
  3. Puoi scegliere tutti gli oggetti che vuoi in ogni stanza, certo è che se sono troppi (più di 10 per stanza) o molto simili tra loro (le matite nel temperamatite) potresti confonderti.

Proviamo insieme.

Davanti alla porta d’ingresso del nostro palazzo mentale vedi una bicicletta Atala che ti impedisce di entrare (atlo-occipitale).

Poi apri la porta, sei nell’ingresso e vedi che lo specchio appeso al muro sembra un grosso apostrofo (atlo-epistrofeica).

Sul soffitto, al posto del lampadario, è appesa una bandiera dell’Inter (intervertebrale).

Ti dirigi subito in bagno perché ti scappa. Ma stranamente ci trovi appeso un crocifisso (sacro-vertebrale).

In cucina è caduto un piatto e ci sono i cocci dappertutto (sacro-coccigea).

Ora ripensa alla casa dalla porta d’ingresso in poi e ti ricorderai le 5 articolazioni!

Non si tratta certo di una tecnica inutile. Ma devo essere sincero. Sono in parte critico con la tecnica del palazzo mentale. Perchè?

Il problema è che memoria e metodo devono andare di pari passo

Il Palazzo mentale resta comunque una tecnica interessante e utilizzabile per alcune cose precise, per esempio per memorizzare discorsi e presentazioni. Ma perde tantissima efficacia quando si tratta di studiare dai libri, quando cioè non puoi prepararti in anticipo un discorso e devi rispondere “a braccio” alle domande del professore.

La tecnica del palazzo mentale quindi può essere usata per studiare meglio? Questo è quello che mi chiedete sempre. Ve lo spiego in questo articolo.

Questo è anche il motivo per cui da qualche anno fa ho deciso di creare il Canale Youtube, proprio per andare oltre i vecchi metodi mnemonici.

I risultati puoi vederli nella pagina delle testimonianze.

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